Antonio Locci Pedagogista

Antonio Locci Pedagogista Pedagogia
Gestione dei conflitti
Supporto allo studio
Famiglia

Vi aspettiamo!
19/11/2025

Vi aspettiamo!

Un progetto si conclude, un altro sta germogliando. 🌷

Venerdì 21 novembre, al Centro di quartiere Mu.Be., la presentazione dei risultati del Progetto SCART: numeri importanti, misurabili e misurati da Human Foundation.
Ma anche i laboratori SCART per i più giovani, e l'incontro fra le Istituzioni e gli attori del territorio per pensare a qualcosa di meraviglioso: la Scuola civica a Cagliari!

SC.ART è un progetto della Cooperativa sociale Panta Rei Sardegna, finanziato dall'Agenzia per la Coesione Territoriale nell'ambito del primo bando sulle povertà educative. Terzo nella graduatoria nazionale, ha ricevuto nel 2022 un premio per l'innovazione sociale di Human Foundation e di ENI.✨
⚓ In partenariato con Comune di Cagliari, Università degli Studi di Cagliari , INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari, ICS SANTA Caterina , Sardegna Teatro , Libreria Tuttestorie, Laboratorio Scienza , Associazione Culturale Le strade di Macondo, Is Mascareddas

ESSERE PEDAGOGIST* MA FARE GLI EDUCATORI E LE EDUCATRICI.Problema storico della categoria Educativa: troppe educatrici e...
24/03/2025

ESSERE PEDAGOGIST* MA FARE GLI EDUCATORI E LE EDUCATRICI.

Problema storico della categoria Educativa: troppe educatrici e troppi educatori ma pochi Pedagogisti e poche Pedagogiste.

Come si esce da questo problema? Sicuramente con un atteggiamento orientato e strategico.

-Orientato: sgombriamo il campo dalle tante aspettative.

Non si può pensare di iniziare un lavoro da pedagogist* per qualche diritto divino, é auspicabile ma non é una diretta conseguenza del conseguimento della laurea magistrale.

Il/la Pedagagogista rappresenta un livello differente di responsabilità e competenze che richiedono un periodo di assestamento importante.

D'altronde appena laureat* alla triennale eravate educatrici ed educatori fatti e finiti? No.

Lo stesso vale per la magistrale: laurearsi come Pedagogist* non significa essere pronti e pronte al cambio ruolo.
Due lauree differenti, due mansioni e livelli di competenza differenti.

Strategico: bisogna conoscere i contesti in cui la figura della/del Pedagogista viene ricercata.

Una volta appurato questo bisogna entrare in una logica di salto di qualità: Il/la Pedagogista non é solo l'educatrice/Tore che dopo anni di gavetta passa al coordinamento o alle osservazioni del lavoro altrui.

Essere Pedagogist* significa entrare a pieno titolo all'interno di equipe multidisciplinari che hanno bisogno di un apporto differente da quello psicologico e sociale.

Ci occupiamo di progettualità, di visione rispetto alla cultura pedagogica e ai relativi standard di qualità, di genitorialità in termini operativi, di colloqui di orientamento, facilitazione e valorizzazione delle risorse in campo.

Iniziare a fare il/la Pedagogista in maniera credibile e con continuità non é semplice.

Se non riesci a capire come uscire dal loop della professione educativa scrivimi qua 👇

https://loccipedagogia.wixsite.com/antoniolocci/orientamento-educatori

A presto

Antonio

COMPETENZE TECNICHE E COMPETENZE "UMANE"Ancora oggi, nel 2025, esiste un dibattito preciso: É piú importante essere dell...
22/03/2025

COMPETENZE TECNICHE E COMPETENZE "UMANE"

Ancora oggi, nel 2025, esiste un dibattito preciso:
É piú importante essere delle persone capaci di relazionarsi con gli altri o é piú importante avere delle competenze tecniche e specifiche acquisibili con lo studio?

Come sempre non ho la verità in tasca, condividerò quanto segue.

Le competenze umane fanno parte del bagaglio personale di ciascuno di noi.

É abbastanza consigliabile, per chi vuole lavorare in contesti dove si ha a che fare con le persone, avere una buona predisposizione alla relazione.

Le abilità richieste possono essere quelle relative alla pazienza, all'empatia, alla capacità di ascolto e al dialogo assertivo.

La maggior parte di queste abilità sono allenabili ma richiedono una buona base di partenza, personale appunto.

Detto ciò però, la questione diventa semplice e complessa allo stesso tempo.

Semplice, perché il cervello tende a farci trovare la via piú facile, usare quello che abbiamo: le nostre competenze relazionali.

Complessa, perché la predisposizione umana non sempre può bastare.

Faccio un esempio pratico che può aiutare a condividere il mio concetto.

Più di dieci anni fa, quando ero un giovane educatore, avevo la tendenza ad ascoltare ad oltranza.

Finivo le giornate senza energia mentale e fisica, vivendo un profondo senso di smarrimento: "ma starò facendo bene il mio lavoro".

Negli anni, le competenze tecniche (tramite la formazione) mi hanno insegnato a gestirmi meglio.

Nel concreto, non mi limitavo ad ascoltare ma provavo ad orientare e facilitare soluzioni e riflessioni verso un miglior adattamento di vita.

In conclusione, le competenze umane sono fondamentali, ma senza le competenze tecniche rischiano di rimanere un modo per contenere emotivamente gli altri senza però creare cambiamenti significativi nel tempo.

L'ascolto di un amico o di un parente può essere replicato in termini di vicinanza e calore emotivo, ma in termini professionali non può mancare il secondo step che ci si aspetta da figure come le nostre.

COMPETENZE TECNICHE E COMPETENZE "UMANE"Ancora oggi, nel 2025, esiste un dibattito preciso: É piú importante essere dell...
22/03/2025

COMPETENZE TECNICHE E COMPETENZE "UMANE"

Ancora oggi, nel 2025, esiste un dibattito preciso:
É piú importante essere delle persone capaci di relazionarsi con gli altri o é piú importante avere delle competenze tecniche e specifiche acquisibili con lo studio?

Come sempre non ho la verità in tasca, condividerò quanto segue.

Le competenze umane fanno parte del bagaglio personale di ciascuno di noi.

É abbastanza consigliabile, per chi vuole lavorare in contesti dove si ha a che fare con le persone, avere una buona predisposizione alla relazione.

Le abilità richieste possono essere quelle relative alla pazienza, all'empatia, alla capacità di ascolto e al dialogo assertivo.

La maggior parte di queste abilità sono allenabili ma richiedono una buona pase di partenza, personale appunto.

Detto ciò però, la questione diventa semplice e complessa allo stesso tempo.

Semplice, perché il cervello tende a farci trovare la via piú facile, usare quello che abbiamo: le nostre competenze relazionali.

Complessa, perché la predisposizione umana non sempre può bastare.

Faccio un esempio pratico che può aiutare a condividere il mio concetto.

Più di dieci anni fa, quando ero un giovane educatore, avevo la tendenza ad ascoltare ad oltranza.

Finivo le giornate senza energia mentale e fisica, vivendo un profondo senso di smarrimento: "ma starò facendo bene il mio lavoro"?

Negli anni, le competenze tecniche (tramite la formazione) mi hanno insegnato a gestirmi meglio.

Nel concreto, non mi limitavo ad ascoltare ma provavo ad orientare e facilitare soluzioni e riflessioni verso un miglior adattamento di vita.

In conclusione, le competenze umane sono fondamentali, ma senza le competenze tecniche rischiano di rimanere un modo per contenere emotivamente gli altri senza però creare cambiamenti significativi nel tempo.

L'ascolto di un amico o di un parente può essere replicato in termini di vicinanza e calore emotivo, ma in termini professionali non può mancare il secondo step che ci si aspetta da figure come le nostre.

CHIEDERE PAZIENZA: A CHI?Oggi riflettevo sul tema dell'attesa in campo educativo e come questo sia un tema ricorrente e ...
15/03/2025

CHIEDERE PAZIENZA: A CHI?

Oggi riflettevo sul tema dell'attesa in campo educativo e come questo sia un tema ricorrente e spesso infarcito (ahimè) di luoghi comuni e frasi fatte.

In particolar modo ho ragionato su due sotto-temi:

1. Il dibattito sul boom delle diagnosi.

2. Le aspettative dell'operatore socio-psico-educativo o del genitore.

In termini semplici, spesso si vuole educare le persone alla pazienza ma i primi a non avere pazienza siamo noi attori del gioco.

In quante progettazioni ci lanciamo in previsioni irrealizzabili o non abbiamo la pazienza di attendere la famosa "semina"?

La progettualità sulle persone deve sempre tenere conto del fattore tempo e di come ogni azione promossa, anche quando concordata possa provocare nell'altro anche dei blocchi e delle riflessioni che hanno bisogno di più tempo.

D'altronde, la stessa consulenza pedagogica, ma credo che valga anche per la psicoterapia, non fanno altro che partire dal garantire all'altro uno spazio in cui riflettere e sperimentare nuovi modi di adattarsi al mondo.

Adattarsi, non cambiare radicalmente.

Quanta fretta abbiamo noi attori del processo? E quanto ci rimangiamo spesso il senso dell'attesa e del "ognuno ha i suoi tempi" sull'altare del risultato?

https://loccipedagogia.wixsite.com/antoniolocci

07/02/2025
A volte basterebbe solo applicare gli insegnamenti dei nostri maestri: «Se fossi al posto del mio interlocutore e facess...
01/02/2025

A volte basterebbe solo applicare gli insegnamenti dei nostri maestri:

«Se fossi al posto del mio interlocutore e facessi e dicessi queste cose, come mi sentirei?».

R. Carkhuff (1993)

14/01/2025

SAVE THE DATE 🖊
APP, CONPED e ANPE uniscono le forze ancora per la formazione congiunta 2025. Questo è il primo appuntamento: un focus sulle novità del CCNL delle cooperative sociali 2024/2025!
Un’occasione imperdibile per approfondire le novità contrattuali grazie alla relatrice Caterina Pisanu (Pedagogista e Assistente sociale).
Quando?
Venerdì 24 gennaio 2025, dalle 18.30 alle 20.30 (piattaforma Zoom).
L’evento è gratuito e riservato ai soci APP, CONPED e ANPE. Le tre associazioni invieranno il link di collegamento a tutti i propri iscritti, attraverso i canali e le modalità opportune, entro un’ora prima dell’incontro.
Non perdere questa preziosa occasione di aggiornamento e confronto professionale in sinergia tra le nostre tre realtà associative!
Per informazioni:
[email protected]

L'EDUCAZIONE NON VA MAI IN PAUSAChe tu sia un'educatrice o un educatore o che tu sia un genitore il concetto non cambia....
12/01/2025

L'EDUCAZIONE NON VA MAI IN PAUSA

Che tu sia un'educatrice o un educatore o che tu sia un genitore il concetto non cambia.

L'educazione non va mai in pausa.

Non sono impazzito e non mi sono svegliato con idee "particolari".

Ho semplicemente riflettuto durante una consulenza pedagogica su quanto l'aspettativa di ciascuno di noi venga spesso delusa.

Mi spiego meglio: tutti abbiamo bisogno di momenti di pausa, serenità e relax.

Quando lavoriamo in una struttura educativa, quando stiamo con i nostri figli, quando svolgiamo un intervento educativo domiciliare, l'aspettativa media (e lecita) é che le cose vadano come desideriamo o come avevamo pensato.

Tuttavia ci sono due passaggi su cui riflettere.

1. La naturale tendenza dell'essere umano a ricercare una prevedibilità positiva, una sorta di automatismo per cui si pensa: ora le cose andranno così e io potrò passare dei momenti sereni e poco faticosi.

2. Il conflitto di bisogni: non é detto che il tuo desiderio di tranquillità e routine sia accettato e rispettato dai bambini e dalle persone su cui hai una responsabilità educativa.

Ognuno ha dei bisogni, spesso contingenti a cui dover rispondere con flessibilità.

Dove voglio arrivare?

Non si può cambiare la natura delle cose: dove il desiderio di tranquillità non può essere rispettato bisogna reagire con un pensiero e un'organizzazione.

Bisogna strutturare anche i momenti "morti" in cui si ha bisogno di riposare.

Come educatrici/tori espert* sanno, prevedere una routine anticipa tutti i comportamenti dati dalla noia o dalla mancanza di stimoli.

In sostanza bisogna definire e possibilmente concordare quali sono le aspettative tra adulti e bambin* (ma anche con gli altri adulti):

"Mentre mamma legge un libro tu puoi scegliere tra le seguenti attività...mancano 20 minuti alla cena, ho bisogno che tu non vada in giro per la casa ma stia qui in modo che ti possa vedere...."

Naturalmente questo é solo un esempio ma rappresenta una modalità alternativa al mettere in pausa qualsiasi azione di orientamento della routine di bambin* e adulti a noi affidati.

Indirizzo

Cagliari

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393406139867

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