17/07/2026
Oggi l'Odissea di Christopher Nolan arriva nelle sale italiane, con Matt Damon nei panni di Ulisse. E mentre mezzo mondo litiga sulle polemiche e sul cast, il commento più tagliente arriva da Bari. Luciano Canfora, storico e filologo, professore emerito dell'Università, classe 1942, il film non lo vedrà nemmeno: "Non credo che avrò tempo di farlo e non so se sia così importante. Non credo che andrò all'Inferno o al Purgatorio per aver deciso di fare a meno di vederlo".
Sulle letture al passo coi tempi il professore non fa sconti: "Sciocchezze che non hanno importanza. Mode che vanno e vengono. È come dire che Maometto non era illuminista perché non aveva letto Voltaire". E alle accuse di sessismo rivolte a Omero risponde con l'ironia del grande vecchio: "Battezzare per antifemminista un film così fa ridere i polli. Prendiamo Salomone: secondo l'Antico Testamento aveva un centinaio di mogli e circa settecento concubine. Allora lo buttiamo a mare?".
Del resto, ricorda, le figure femminili dell'Odissea sono così forti che nell'Ottocento alcuni studiosi pensarono che l'autore fosse una donna. E se il poema vive da tremila anni un motivo c'è: "È la matrice, il modello di tutta la letteratura romanzesca mondiale".
Poi la chiave più bella, che non arriva da Hollywood ma dal Trecento: "Il più grande interprete della figura di Ulisse si chiamava Dante Alighieri. Non poteva leggere l'Odissea, ma ha avuto l'intuizione più importante: Ulisse è l'uomo che cerca di capire, che non si lascia soggiogare dai dogmi e dalle paure e vuole conoscere in prima persona".
Il blockbuster passerà. Il professore di Bari, come Omero, resta.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno