Educatrice Professionale Socio Pedagogica Sandra Cicognani

Educatrice Professionale Socio Pedagogica Sandra Cicognani Laurea in Scienze dell’educazione e della formazione. Eseguo consulenze educative e parental training.

Autrice del libro: PLUSDOTAZIONE COGNITIVA: problema o risorsa.

03/09/2026

LE CONTROINDICAZIONI DEL LETTONE: QUANDO IL CO-SLEEPING PUÒ NASCONDERE LE ANSIE DEGLI ADULTI
Nonostante esistano diverse posizioni a favore del co-sleeping, il lettone coniugale dovrebbe rimanere, per il bambino, uno spazio eccezionale, destinato a momenti di coccole, effusioni, gioia e tenerezza, senza trasformarsi in un luogo ordinario in cui dormire ogni notte tutti insieme.
Dormire costantemente accanto ai genitori può infatti rendere più difficile, per alcuni bambini, la costruzione di un sano senso di separazione e di autonomia. Se la vicinanza fisica diventa una condizione indispensabile per addormentarsi e sentirsi al sicuro, il bambino può arrivare a percepire la separazione non come una normale esperienza della crescita, ma come qualcosa da evitare.
I possibili rischi psicologici
L'abitudine prolungata al lettone può alimentare alcune dinamiche che meritano attenzione:
La percezione del pericolo: il bambino può arrivare ad associare la notte e il dormire da solo alla necessità di essere protetto, come se lontano dai genitori potesse accadere qualcosa di pericoloso.
L'interiorizzazione dell'ansia: può assorbire le paure e le difficoltà di separazione degli adulti, sviluppando nel tempo una crescente necessità della loro presenza per sentirsi tranquillo.
La difficoltà a riconoscere i confini: quando il bambino diventa il centro assoluto della relazione notturna, può essere più difficile costruire il senso del limite, della reciprocità e dell'autonomia.
Ma cosa può nascondersi dietro il lettone?
Il dibattito sul sonno infantile è complesso e comprende studi e posizioni differenti. Al di là delle diverse teorie, c'è però un aspetto che merita particolare attenzione: intorno all'addormentamento del bambino possono concentrarsi anche paure, insicurezze e bisogni emotivi degli adulti.
Il lettone, in alcuni casi, può diventare il luogo in cui si manifestano dinamiche di coppia più profonde:
Il rifiuto o l'allontanamento del partner, utilizzando inconsapevolmente la presenza del figlio come una barriera alla relazione di coppia.
L'estromissione del partner, attraverso la creazione di una relazione esclusiva tra madre e bambino, mentre il padre finisce per essere progressivamente relegato fuori dal letto coniugale.
La compensazione di un vuoto emotivo, quando la presenza del figlio diventa una fonte totalizzante di conforto, vicinanza e gratificazione: "Solo noi due possiamo capirci".
Sono dinamiche che non sempre vengono riconosciute consapevolmente, ma che, se protratte nel tempo, possono avere conseguenze sulla serenità dell'intera famiglia. Bambino compreso.
Quando l'eccezione diventa la regola
Molti genitori rimandano il momento del trasferimento del bambino nella propria cameretta appellandosi a situazioni particolari: una malattia, un periodo difficile, la necessità di assistenza durante la notte, un viaggio o semplicemente la paura che il bambino possa soffrire.
Il lettino può sempre aspettare: prima "quando sarà più grande", poi "con la bella stagione", "dopo l'estate", "dopo le vacanze di Natale", "quando avremo meno impegni".
E così, di stagione in stagione e di anno in anno, alcuni bambini finiscono per continuare a dormire nel letto dei genitori molto più a lungo di quanto inizialmente previsto.
Il rischio è che il bambino non impari gradualmente a vivere la separazione notturna come una normale esperienza di crescita, ma continui a percepirla come qualcosa di minaccioso.
Il diritto all'autonomia
Un bambino ha bisogno di sperimentare progressivamente la propria autonomia, anche durante il sonno.
La cameretta non è soltanto un luogo dove dormire: è uno spazio personale attraverso il quale il bambino impara a riconoscersi, a sentirsi al sicuro e a costruire una propria dimensione separata da quella dei genitori.
Imparare a dormire nel proprio letto significa anche familiarizzare con i propri spazi, gli odori, i colori, i rumori della casa e il silenzio della notte, scoprendo gradualmente che si può stare bene anche senza avere un adulto accanto.
Il confine del letto dei genitori può rappresentare, simbolicamente, uno dei primi confini importanti nel percorso verso l'autonomia.
Separarsi non significa amare di meno.
Significa, al contrario, aiutare il bambino a scoprire che può sentirsi al sicuro anche quando mamma e papà non sono fisicamente accanto a lui.

10/08/2026

Vygotskij

𝗖𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀’𝗲̀ 𝗹𝗮 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮𝗹𝗲 (𝗭𝗦𝗣)?
È lo spazio in cui un bambino non è ancora autonomo, ma può riuscire in un compito con un aiuto adeguato.
È il territorio del “quasi” (ma non ancora): ciò che oggi è possibile fare insieme, con un supporto, domani potrà diventare possibile da soli, in autonomia.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗲̀ 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗮𝗺𝗯𝗶𝘁𝗼 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼?
- ️Guida la progettazione: permette di scegliere attività né troppo facili né troppo difficili, ma sfidanti al punto giusto.
- ️Dà senso all’aiuto: l’adulto non sostituisce, ma sostiene; non anticipa, ma accompagna.
- ️Rende l’errore parte del processo: mostra dove intervenire, non dove giudicare.
- ️Valorizza il gruppo: i pari diventano risorse che ampliano lo spazio del possibile.
- ️Rende inclusiva la didattica: strumenti, routine e mediazioni servono a entrare nella ZSP, non a “semplificare”.
In 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗭𝗦𝗣 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮:
- osservare prima di proporre
- calibrare l’aiuto, non standardizzarlo
- costruire appoggi temporanei (scaffolding)
- ritirarsi quando il bambino è pronto
- mantenere un clima che permette di provare, sbagliare, riprovare.
La ZSP ricorda che l’apprendimento nasce nella relazione. Ogni crescita significativa avviene in quello spazio condiviso in cui qualcuno ti sostiene fino a quando puoi camminare da solo.

30/07/2026

Nel 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗪𝗶𝗻𝗻𝗶𝗰𝗼𝘁𝘁, pediatra e psicanalista britannico, lo sviluppo del bambino nasce dentro una relazione che sostiene, accoglie e permette di diventare sé stessi; non si tratta di un processo lineare, ma di un intreccio di presenza, fiducia e piccoli passaggi che costruiscono identità.mTra i suoi contributi più preziosi:
𝗛𝗼𝗹𝗱𝗶𝗻𝗴: la capacità dell’adulto di offrire un ambiente emotivo stabile, in cui il bambino può sentirsi al sicuro mentre esplora.
𝗢𝗴𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲: quel primo “non-me” che aiuta a passare dalla dipendenza alla scoperta del mondo.
𝗩𝗲𝗿𝗼 𝗦𝗲́ 𝗲 𝗙𝗮𝗹𝘀𝗼 𝗦𝗲́: la differenza tra un’identità autentica e una costruita per compiacere.
𝗚𝗶𝗼𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗶𝗰𝗼: il luogo dove creatività, relazione e crescita si incontrano.
Per Winnicott, il gioco è un linguaggio, un ponte tra mondo interno ed esterno, un terreno in cui bambini e adulti possono incontrarsi davvero.
👉🏼 𝗜𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗿𝗶𝗺𝗮𝗻𝗲 𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼:
- quando l’ambiente sostiene, il bambino può fiorire;
- quando l’adulto è “sufficientemente buono”, la crescita trova spazio.

22/07/2026

𝗟𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗺𝗶𝗻𝗴 è un insieme di movimenti o azioni ripetitive, come dondolare, tamburellare le dita, manipolare un oggetto, che molte 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗿𝘀𝗶. Non è un comportamento “infantile”, né un segnale di scarsa concentrazione ma per molte persone lo stimming è un supporto alla focalizzazione. Aiuta a gestire stimoli intensi, a calmare il corpo, a prevenire sovraccarichi emotivi e sensoriali.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗲̀ 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗹𝗼?
- Riduce lo stress e permette di rimanere presenti.
- Aiuta la regolazione sensoriale quando l’ambiente è troppo pieno.
- Offre sicurezza: è un modo per ritrovare equilibrio.
- Non è un comportamento da eliminare, ma da comprendere.

18/07/2026

Dal punto di vista pedagogico, il rapporto tra fratelli può essere molto ricco ma anche complesso. Per favorire una relazione sana è importante che la famiglia promuova regole chiare, rispetto reciproco e momenti di condivisione.
Ecco i principi fondamentali:
Riconoscere l'unicità di ciascun figlio
Evitare confronti tra fratelli.
Valorizzare talenti, interessi e caratteristiche personali.
Garantire equità, non necessariamente uguaglianza
Ogni figlio ha bisogni diversi in base all'età e alla personalità.
L'importante è che tutti percepiscano di essere ascoltati e amati.
Favorire la comunicazione
Insegnare ad ascoltare senza interrompere.
Incoraggiare a esprimere emozioni e bisogni con rispetto.
Gestire i conflitti come occasioni di crescita
Non cercare sempre un colpevole.
Guidare i fratelli a trovare insieme una soluzione.
Promuovere la collaborazione
Affidare piccoli compiti da svolgere insieme.
Celebrare i risultati ottenuti come squadra.
Rispettare gli spazi personali
Ogni fratello ha bisogno di momenti di autonomia e privacy.
Evitare invasioni degli spazi o degli oggetti personali.
Creare momenti condivisi
Giocare, mangiare o svolgere attività insieme rafforza il legame.
Le tradizioni familiari aumentano il senso di appartenenza.
Incoraggiare il sostegno reciproco
I fratelli più grandi possono aiutare i più piccoli senza sostituirsi ai genitori.
I più piccoli imparano attraverso l'esempio.
Educare all'empatia
Aiutare ciascuno a comprendere il punto di vista degli altri.
Insegnare a chiedere scusa e a perdonare.
Dedicare tempo individuale a ogni figlio
Anche in una famiglia numerosa, ogni bambino ha bisogno di sentirsi speciale.
Bastano piccoli momenti esclusivi con i genitori.

18/07/2026

𝗟𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 è un tema centrale nella pedagogia contemporanea; 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗹’𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 e molti autori (classici e contemporanei) ne hanno definito i fondamenti. Rogers, Vygotskij, Bruner, Freire e Gordon mostrano che 𝗹’𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗮𝘂𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗼, da una comunicazione chiara e da una presenza educativa capace di ascolto, guida e fiducia. La relazione educativa orienta il clima, sostiene la motivazione, permette la personalizzazione e rende possibile la costruzione di significato.
𝗖𝗮𝗿𝗹 𝗥𝗼𝗴𝗲𝗿𝘀 sostiene l'importanza della centralità della persona, l’ascolto empatico, l’autenticità dell’insegnante come base per ogni apprendimento significativo.
𝗟𝗲𝘃 𝗩𝘆𝗴𝗼𝘁𝘀𝗸𝗶𝗷 parla di relazione come spazio di mediazione e co-costruzione: l’apprendimento nasce nell’interazione sociale.
𝗝𝗲𝗿𝗼𝗺𝗲 𝗕𝗿𝘂𝗻𝗲𝗿, parlando di scaffolding: l’adulto sostiene, guida e ritira gradualmente l’aiuto, costruendo una relazione che permette autonomia.
𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹 𝗚𝗼𝗹𝗲𝗺𝗮𝗻 considera le competenze socio-emotive come parte integrante della relazione educativa e del successo formativo.
𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻 𝗕𝘂𝗯𝗲𝗿 fa riferimento alla relazione “Io-Tu” come incontro autentico e fondamento etico dell’educazione.
𝗣𝗮𝘂𝗹𝗼 𝗙𝗿𝗲𝗶𝗿𝗲 parla di educazione come dialogo, reciprocità, partecipazione: la relazione è emancipazione e costruzione di coscienza critica.
𝗧𝗵𝗼𝗺𝗮𝘀 𝗚𝗼𝗿𝗱𝗼𝗻 esprime il suo pensiero con riferimento alla comunicazione efficace, messaggi-io, ascolto attivo: la qualità della relazione determina la qualità dell’apprendimento.
𝗝𝗼𝗵𝗻 𝗛𝗮𝘁𝘁𝗶𝗲 parla di evidenze empiriche: la relazione docente-alunno è tra i fattori con maggiore impatto sul rendimento scolastico.

18/07/2026

La 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗗𝗼𝗻 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗶 mette al centro un’idea radicalmente democratica di scuola: l’istruzione come strumento di emancipazione, non come selezione.
A Barbiana, ogni scelta didattica nasceva da una domanda semplice e scomoda: chi resta indietro, perché resta indietro?
Il suo lavoro ci ricorda che 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻’𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗮, 𝗺𝗮 𝘂𝗻 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮. Significa dare di più a chi ha meno, costruire ambienti in cui la parola diventa diritto, non privilegio; significa anche ripensare il tempo scuola, come occasione continua per imparare a leggere il mondo e a prendere posizione senza rigidità.
Nella sua visione, il docente è un adulto che si assume la responsabilità di accompagnare, sostenere, aprire strade. Una figura che non teme di “stare dalla parte degli ultimi”, perché è lì che la scuola misura davvero la sua qualità
𝗟𝗮 𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗗𝗼𝗻 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲: una scuola è giusta quando nessuno viene lasciato solo e ogni giorno, nelle nostre classi, abbiamo la possibilità concreta di avvicinarci a quell’orizzonte

18/07/2026

Arrivano in ambulanza, a volte con la polizia. Hanno tentato il suicidio, si sono feriti o hanno minacciato i genitori. Al Bambino Gesù il disagio mentale tra i più giovani è ormai un’emergenza quotidiana: dal 2013 le richieste di aiuto legate alle dipendenze digitali sono aumentate del 500%. Nel 2025 le consulenze psichiatriche sono state 1.450, per una media di quattro al giorno. Il 77% dei ragazzi seguiti presenta una dipendenza da smartphone o altri dispositivi. Un fenomeno che coinvolge ormai anche bambini tra gli 8 e i 10 anni e che in estate rischia di aggravarsi.

Articolo di su Repubblica

06/07/2026

Indirizzo

Bussero
20041SUL

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Educatrice Professionale Socio Pedagogica Sandra Cicognani pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta La Scuola/università

Invia un messaggio a Educatrice Professionale Socio Pedagogica Sandra Cicognani:

Scelte rapide

Condividi