09/11/2016
Un anno fa di questi tempi pubblicava gli obiettivi prefissati per l'anno scolastico 2015/2016.
Teniamo prima di tutto a ringraziare tutti gli studenti del Banfi, grazie a chi ci ha sostenuto, anche nei momenti in cui abbiamo avuto più difficoltà nella riuscita delle nostre iniziative, grazie anche a chi diceva che non saremmo riusciti nei nostri propositi.
Ci sembrava però doveroso fare un resoconto dell'anno, riprendendo il nostro vecchio volantino del lontano novembre 2015.
Fin dall'inizio è stato difficile, con una situazione di "convivenza scomoda", con quelli che sono poi diventati ottimi colleghi della lista Banfi's movement, con vari disaccordi.
Anche la burocrazia si è messa contro di noi, con particolari problemi nella distribuzione delle felpe, legati ai diritti di copyright sul nome della scuola.
Per non parlare degli incontri con persone che si sono rivelate poco leali e umane con noi, come il gestore delle feste della Fata Verde, che ha disdetto il suo accordo con noi a pochi giorni dalla festa.
Ma in tutto questo, e lo diciamo a gran voce, abbiamo sempre cercato di arrivare a qualcosa di utile, di storico per la nostra scuola.
Le prime felpe di sempre del Liceo Antonio Banfi, le valutazioni dei professori, valutati singolarmente sulla base di criteri scelti anche da noi.
La riabilitazione dello sportello Help, con la possibilità di avere ripetizioni gratis con i professori dell'istituto e un ballo di fine anno, un PROM,diverso dalle solite feste qualsiasi.
Quando si crea qualcosa di nuovo, l'inizio è sempre traumatico e pieno di insidie, ma qualcuno deve avere il coraggio di non rimanere immobile.
Speriamo nella lista di quest'anno, nei loro buoni propositi, speramo anche, perchè no, che continuino ciò che noi abbiamo iniziato con tanta fatica.
Ammettiamo però anche i nostri errori, come l'idea utopica della carta dello studente o il tentativo fallito di riammordernare un giornalino che ha ricevuto sempre meno interesse dagli studenti.
Passiamo il testimone perché gli impegni sono ormai troppi, ma siamo fiduciosi che qualcuno dopo di noi non getterà a monte quello che con fatica abbiamo raggiunto.
Christian Chiaro, Elisabetta Colombo -