11/06/2022
La pannicolopatia fibrosclerotica, o lipodistrofia ginoide (GLD), per gli amici “cellulite” è un’alterazione dell’ipoderma, lo strato sottocutaneo dove l’organismo normalmente mantiene delle scorte di tessuto adiposo, il famoso "grasso sottocutaneo" la cui presenza in quantità normali è del tutto fisiologica.
In breve, fenomeni locali di cattiva circolazione sanguigna e linfatica aggravati da una serie di fattori (ereditarietà, scompensi ormonali, patologie, stress, terapie anticoncezionali ma anche fumo, alimentazione ipercalorica e con eccesso di grassi, sedentarietà, abiti troppo stretti, tacchi alti...) portano ad un accumulo di tessuto adiposo poco vascolarizzato. Tale tessuto a sua volta aumenta il ristagno e il riversamento locale di liquidi (edema), i quali accumulandosi peggiorano ancora di più la circolazione comprimendo i vasi sanguigni e linfatici, in un circolo vizioso che porta al progressivo peggioramento del fenomeno.
Questo ha quindi una stretta correlazione con la famigerata “ritenzione idrica” spesso citata nella comunicazione generalista, che però è un fenomeno più generale di ristagno di fluidi, non legato unicamente o necessariamente alla presenza di cellulite.
Si riconoscono almeno quattro stadi della cellulite: congestizia (praticamente invisibile), edematosa con gonfiore e pelle più fredda, fibrosa con evidente effetto “buccia d’arancia”, e infine lo stadio sclerotico nel quale il fenomeno diviene cronico e normalmente irreversibile.
Cosa si può fare? Esistono dei rimedi, molto pubblicizzati, con trattamenti, macchinari e tecnologie nel dominio della chirurgia estetica, accessibili anche nei più grandi centri estetici. Questi si rivolgono soprattutto a fenomeni cellulitici di ampie dimensioni e in stadio fibroso avanzato o addirittura già sclerotico, ed hanno costi decisamente rilevanti.
In realtà, nella maggior parte dei casi, si può fare molto anche senza doversi accollare un costo equivalente a una buona metà delle rate della nuova fuoriserie del chirurgo di turno.
Innanzi tutto, tra i fattori elencati alcuni sono fuori dal nostro controllo, ma ce ne sono molti sui quali si può intervenire proattivamente, semplicemente cambiando stile di vita e facendo scelte più sane.
Il dietologo saprà innanzi tutto consigliare gli accorgimenti più adatti sui cibi da evitare o quelli da preferire, oltre al basilare “bere molta acqua” che sembra banale ma non lo è quasi mai.
Certamente il fumo è da evitare, così come tutto ciò che impedisce una buona circolazione sanguigna e linfatica: abiti troppo fascianti o esasperatamente elasticizzati, tacchi vertiginosi (che alterano anche la postura, sul lungo periodo) e altri stili di vita non necessari. La donna può valorizzarsi in molti altri modi.
Soprattutto occorre una giusta dose di attività fisica, adeguatamente pianificata in base alle esigenze specifiche, con esercizi e metodologie accuratamente scelti per favorire il ritorno venoso e linfatico e non dei semplici movimenti a ritmo di musica, evitando sudorazione abbondante (che causa disidratazione, grande amica della ritenzione idrica) e eccessiva produzione di acido lattico (che va solo a peggiorare la situazione in un quadro dove vi sono già abbondanti fluidi accumulati).
Inoltre un piano sistematico di massaggi linfodrenanti e anticellulite, due tipologie molto diverse ma abbinabili secondo precisi schemi, aiuta moltissimo a contenere il fenomeno, in parallelo ad un allenamento personalizzato.
Solo un professionista esperto e qualificato sia nell’allenamento femminile che nel massaggio può offrire questo livello di servizi e di personalizzazione dell’intervento, consentendo di raggiungere miglioramenti qualitativamente apprezzabili e soprattutto duraturi nel tempo.
Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarmi direttamente.