17/03/2026
Lettera/appello per scongiurare la chiusura dei cosiddetti "Centri Emergenza Freddo" in Alto Adige
Per adesioni scrivere a [email protected]
Con martedì 31 marzo chiuderanno, in tutto l'Alto Adige, i cosiddetti "Centri Emergenza Freddo". Pensati inizialmente come strutture di riparo invernale per persone senza fissa dimora, negli anni, nella totale mancanza di progetti di accoglienza, sono diventati luoghi di rifugio temporaneo ma indispensabile. L'alternativa è stata, e continua ad essere, la strada.
Gestiti ancora in base alla stagionalità e all'ipotetico freddo termico, danno riparo a circa 200 persone tra lavoratori e vulnerabili e si trovano a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico ed Appiano.
L'ex Alimarket di Bolzano ospita in questi giorni quasi 70 persone; non si tratta di un "albergo", come spesso viene descritto per esacerbare odio e xenofobia, bensì di un grande capannone in cui, nella totale promiscuità, decine di persone possono riposare in brandine al costo di 150 euro al mese e con orari ferrei prestabiliti (apertura 18:30, chiusura ore 9).
Chi vive all'interno di queste strutture ha un lavoro in regola e contribuisce alla fiscalità della provincia oltre ad essere, come succede sempre più spesso, figure fondamentali per settori economici che senza tale occupazione andrebbero in crisi nel giro di qualche giorno.
Rimettere per strada centinaia di persone, di fatto alimentando la spirale di marginalità ed esclusione, è inaccettabile e disumano.
Chiediamo alle tante realtà solidali del Sudtirolo di sottoscrivere la nostra lettera/appello per scongiurare la chiusura dei cosiddetti "Centri Emergenza Freddo" in tutta la provincia garantendo così quel minimo di dignità che dovrebbe caratterizzare una società rispettabile.
Restiamo umani!
Bozen Solidale
SOS Bozen
Scioglilingua Bolzano
Sinistra - die Linke
Verdi Bolzano
Team K Bolzano-Bozen
Rifondazione Comunista Alto Adige Südtirol
Omas gegen Rechts
Repair Cafè
Spazio 77
ANPI Alto Adige
Alpe Libera
L'incontro organizzazione di volontariato
Binario 1
Emergency Bolzano
Brief/Aufruf zur Verhinderung der Schließung der sogenannten „Kälte-Notunterkünfte“ in Südtirol
Für Unterstützungsbekundungen schreiben Sie bitte an [email protected]
Am Dienstag, dem 31. März, werden in ganz Südtirol die sogenannten „Kälte-Notunterkünfte“ geschlossen. Ursprünglich als Winterunterkünfte für Obdachlose gedacht, sind sie im Laufe der Jahre – mangels jeglicher Aufnahmeprojekte – zu unverzichtbaren Orten der vorübergehenden Zuflucht geworden. Die Alternative war und ist nach wie vor die Straße.
Sie werden nach wie vor saisonal und in Abhängigkeit von der angenommenen Kälte betrieben, bieten rund 200 Menschen – darunter Arbeiter und schutzbedürftige Personen – Schutz und befinden sich in Bozen, Meran, Brixen, Bruneck und Eppan.
Der ehemalige Alimarket in Bozen beherbergt derzeit fast 70 Menschen; es handelt sich nicht um ein „Hotel“, wie es oft beschrieben wird, um Hass und Fremdenfeindlichkeit zu schüren, sondern um eine große Halle, in der Dutzende von Menschen unter völlig ungeordneten Bedingungen auf Feldbetten ruhen können, zu einem Preis von 150 Euro pro Monat und mit streng festgelegten Öffnungszeiten (Öffnung um 18:30 Uhr, Schließung um 9 Uhr).
Die Menschen, die in diesen Einrichtungen leben, haben einen regulären Arbeitsplatz und tragen zum Steueraufkommen der Provinz bei. Zudem sind sie – wie es immer häufiger der Fall ist – unverzichtbare Arbeitskräfte für Wirtschaftsbereiche, die ohne diese Beschäftigung innerhalb weniger Tage in eine Krise geraten würden.
Hunderte von Menschen wieder auf die Straße zu setzen und damit die Spirale der Marginalisierung und Ausgrenzung weiter anzuheizen, ist inakzeptabel und unmenschlich.
Wir rufen die vielen solidarischen Organisationen in Südtirol dazu auf, unseren Brief/Appell zu unterzeichnen, um die Schließung der sogenannten „Kältezentren“ in der gesamten Provinz zu verhindern und so das Mindestmaß an Würde zu gewährleisten, das eine respektable Gesellschaft auszeichnen sollte.
Bleiben wir menschlich!
Bozen Solidale