03/09/2026
Al Mauriziano l'infermiere non esegue: guida la cura
I numeri, quando arrivano, parlano chiaro. Al Mauriziano di Torino il modello Fundamentals of Care ha cambiato le cose sul serio. Degenza media da 18 a 15,8 giorni. Infezioni da catetere venoso centrale dal 5,23% all'1,99%. Meno cadute. Meno mortalità ospedaliera. Più pazienti dimessi a casa.
Non è magia. È metodo. Il modello Foc parte da un'idea semplice. La qualità delle cure non dipende solo dalla tecnologia o dalla complessità clinica. Dipende anche da chi garantisce ogni giorno i bisogni fondamentali della persona. Alimentazione. Igiene. Mobilità. Relazione. Dignità.
Cose che sembrano scontate. Ma che scontate non sono, quando il sistema corre solo dietro alla prestazione.
Lo studio Conform, condotto su 900 pazienti fragili e anziani insieme all'Università di Genova, dimostra qualcosa di preciso. Investire sulle cure fondamentali non è un costo. È un moltiplicatore di sicurezza, qualità ed efficienza insieme.
C'è un altro punto centrale. L'infermiere diventa il punto di raccordo tra équipe, paziente e famiglia. Non un esecutore di prescrizioni. Un regista del percorso di cura. Chi facilita la comprensione delle terapie. Chi accompagna il rientro a casa. Chi riduce i ricoveri ripetuti.
Questo è il profilo che serve oggi. Un infermiere che integra competenze cliniche, relazionali ed educative. Non un ruolo aggiuntivo. Un ruolo che già oggi produce risultati misurabili.
Il Mauriziano punta al riconoscimento internazionale entro il 2027. Un obiettivo ambizioso, ma già oggi meritato.
La qualità di un sistema sanitario si misura dall'assistenza reale che riesce a garantire. E il futuro della sanità passa dal futuro della professione infermieristica.