La nostra scuola, paritaria e cattolica, è scelta consapevolmente dalle famiglie per i loro figli. Questo fa sì che per noi l’interlocutore primario siano i genitori, primi responsabili dell’educazione ed istruzione del figlio. I genitori chiedono alla scuola un’integrazione rispetto al proprio compito, accettando un Patto di Corresponsabilità Educativa. I progetti della scuola vengono elaborati dal gruppo di insegnanti a partire dalla conoscenza dei bambini accolti ogni anno. Per questo le proposte variano annualmente. Tutta l’articolazione progettuale si fonda su una premessa metodologica: è solo tramite l’agire e l’esperienza che ogni bambino può apprendere e sviluppare ogni sua potenzialità. Ogni progetto pedagogico - educativo cerca di definire un equilibrio tra gli elementi corporeo motori, espressivi, cognitivi, affettivi e relazionali che i bambini esprimono e ricercano. La QUOTIDIANITA' è l’orizzonte della relazione. L’educazione non è solo un fatto di “tecniche”, ma di abitudini, modi di essere e di agire che trovano, nello spazio quotidiano, il terreno per essere messe in atto. Il fare esperienza e l’avere esperienza attraverso le attività quotidiane per i bambini costituisce un fondamento e un ampliamento della loro identità. Il condividere la vita quotidiana della scuola, il fare insieme, coinvolge tutte quelle realtà emotive -affettive legate al rapporto con l’altro, agli altri e con l’ambiente circostante ed è questa caratteristica che è trasversale a tutti gli altri ambiti che coinvolgono il corpo, la mente e gli affetti di ogni bambino e di ogni bambina. Nella nostra scuola gli ambiente e gli spazi sono predisposti e studiati per sostenere l'intreccio di relazioni e incontri tra adulti e bambini, tra bambini e tra adulti. L'ambiente viene concepito e vissuto come interlocutore educativo che sollecita i bambini ad esperienze di gioco, di scoperta e di ricerca. Per quanto riguarda i tempi della giornata, sono tempi “trasparenti”, cadenzati e pertanto gestibili e prevedibili dai bambini; infatti la conoscenza del tempo nel bambino avviene gradualmente, attraverso le esperienze e gli avvenimenti a cui partecipa attivamente. Sono previsti strumenti e attività che aiutano i bambini nella percezione del tempo come il calendario, il cartellone dei turni dei camerieri, il cartellone delle attività, l’appello, ecc.. In questo modo i bambini sanno sempre a che punto della giornata si trovano, possono rivedere ciò che hanno già fatto e fare previsioni per quanto riguarda le attività che verranno fatte successivamente. La CURA: si traduce in attenzione all’ambiente (interno e esterno) ed è intesa come cura del proprio corpo (igiene, pasto, sonno), ma anche del bambino nella sua globalità, attraverso i gesti, la comunicazione, verbale e non, che si intrecciano nel rapporto quotidiano tra adulti-bambini e tra bambini. Il GIOCO per il bambino è accesso alla cultura: attraverso il gioco i bambini imparano naturalmente a collaborare con gli altri, a risolvere i problemi, a pensare, a creare ad esprimersi nella loro originalità. Il CORPO è un mezzo per conoscere e relazionarsi:
“Oggi il bambino è “a rischio” non per i pericoli che potrebbe incontrare nella sua vita ordinaria, familiare e scolastica, ma perché non corre alcun rischio, non impara a “mettere in gioco” le sue capacità psicomotorie naturali. (…) gli vengono “sottratte” (o rese asettiche) le esperienze nella realtà-vera dove sono il corpo, il movimento, i sensi, le relazioni concrete con le cose e con le persone a guidare la sua maturazione”*. Nella nostra scuola l’ambiente esterno viene vissuto dai bambini in tutte le stagioni per sostenere una formazione dove attività fisica e intellettuale si integrano, esperienza e conoscenza sono strettamente correlate.
* Convention “outdoor education” , 16 novembre 2013, Bologna.