05/10/2026
A volte un esame smette di essere solo un esame.
Diventa la paura di deludere i propri genitori, di non essere all'altezza delle aspettative di chi crede in noi o di mettere in discussione l'immagine che abbiamo costruito di noi stessi.
“Sono sempre andato bene, non posso fallire proprio adesso.”
“Cosa penseranno se non ce la faccio?”
“Dovrei essere più avanti.”
Il problema è che, quando il risultato diventa una misura del nostro valore, anche un voto può iniziare a sembrare molto più grande di quello che è.
E non sempre le aspettative arrivano esplicitamente dagli altri. A volte siamo noi ad averle interiorizzate e a pretendere da noi stessi di essere sempre bravi, produttivi, puntuali, all'altezza.
La paura di deludere può così finire per ottenere l'effetto opposto: invece di spingerci a fare meglio, può portarci a rimandare, perfezionare continuamente, sentirci in colpa quando ci fermiamo o vivere ogni difficoltà come la conferma di “non essere abbastanza”.
Ed è qui che si chiude il cerchio dei temi di cui abbiamo parlato nelle ultime settimane: procrastinazione, confronto con gli altri e paura di deludere possono intrecciarsi e alimentarsi a vicenda.
Ricorda: un esame può dirti com'è andata una prova. Non può misurare chi sei.
💬 E tu, senti più il peso delle aspettative degli altri o di quelle che hai verso te stess*?
—
👋 Sono Simona Salerno, psicologa e arteterapeuta. Collaboro con Sottotesi come divulgatrice e consulente per aiutare gli studenti ad affrontare il percorso universitario con più consapevolezza e serenità.
Se la paura di deludere sta rendendo lo studio più difficile, chiedere supporto può essere un modo per non dover affrontare tutto da sol*.
Per conoscere meglio me e il mio approccio, mi trovi su 🌿