08/11/2025
Ed eccoci finalmente arrivati alla conclusione! Forse…
Non so se sarà possibile arrivare ad un “ ” che ci faccia vivere quotidianamente la meraviglia, ma possiamo provare ad aumentare quello che è nelle nostre possibilità: la nostra . Se è vero che le più recenti ricerche neuroscientifiche ci indicano che non abbiamo il controllo delle e dei , è vero che possiamo migliorare la dei nostri processi interiori per arrivare a sempre meglio.
Allora diventa utile anche rielaborare le nostre esperienze, per scovare quelle tracce di meraviglia che magari ci sono sfuggite… sì, possiamo riscrivere che il passato, o meglio, il suo significato, se lo vogliamo…
Keltner ha vissuto un’esperienza decisiva: la morte del fratello Rolf.
In quei momenti di dolore e perdita, egli ha scritto:
“Guardando Rolf morire, mi sono sentito piccolo. Tranquillo. Umile. Puro. I confini che mi separavano dal mondo esterno svanivano. Mi sentivo circondato da qualcosa di vasto e caldo. La mia mente era aperta, curiosa, consapevole, meravigliata.”
Da questa vicenda nasce una riflessione potente: lo non è solo un’emozione individuale, ma un invito a riconoscere che siamo parte di un insieme. In quel momento Keltner percepisce che la propria identità si lega al fratello, alla famiglia, alla memoria, alla fragilità e alla vastità della vita stessa.
➡️ Da questa riflessione, l’autore conclude il suo libro con un elogio al pensiero che ne deriva, osservando prima come grazie alle scoperte scientifiche abbiamo capito che tutto è collegato! Dal Quark a noi fino alle galassie, un sistema di sistemi, per cui:
1️⃣ Ogni persona non è un’isola: la mia storia, il mio dolore, la mia gioia risuonano in relazioni familiari, comunitarie, strutturali, spirituali
2️⃣ Le relazioni (“famiglia”, “gruppo”, “comunità”) sono sistemi interconnessi in cui la meraviglia (awe) emerge quando ci sentiamo parte del tutto, non sopra o separati.
3️⃣ Le dinamiche sistemiche contengono risorse: quando percepiamo la vastità – della natura, della comunità, della storia – scende l’ego e sale la connessione.
🔬 Una prospettiva scientifica:
Keltner afferma che l’awe disturba i confini del sé isolato e attiva modalità di pensiero che privilegiano la cooperazione, la connessione, l’appartenenza.
In breve: quando sperimentiamo meraviglia, i nostri schemi individualisti si rilasciano, e ci apriamo a una visione sistemica e relazionale.
Da un punto di vista spirituale potremmo trovare collegamenti sia con San Paolo “affinché Dio (Amore) sia tutto in tutti”, sia con tutte le correnti mistiche delle altre religioni.
📌 Se lavori nell’educazione, nella formazione religiosa o nella consulenza:
• Invita le persone non solo a “fare” meraviglia, ma a “riconoscere” la rete di relazioni in cui vivono.
• Crea contesti in cui la storia personale diventi ponte verso la comunità e la trama più ampia dell’umanità
01/10/2025
Hai mai tenuto in braccio un neonato, tuo o di altri? Hai mai visto o assistito qualcuno nei momenti finali della sua esistenza? Può sembrare strano, ma anche questi momenti possono regalare meraviglia
Nel capitolo “Vita e morte”, Dacher Keltner affronta uno dei temi più profondi e universali: il senso di stupore che emerge quando riflettiamo o assistiamo a eventi di nascita e/o di passaggio dalla vita alla morte.
👶🏻 Le donne della nostra specie partoriscono bambini incredibilmente prematuri, a causa del bacino stretto dato dalla posizione eretta e dalla grande teste contenente un grande cervello quale il nostro. Questo fa sì che nei millenni abbiamo imparato a sincronizzarci con i neonati, producendo ossitocina, dopamina e altri neurotrasmettitori che ci aiutano a provare piacere nel prenderci cura dei nostri cuccioli, ma non solo, sia in coppie etero che in coppie gay.
Questo ha aiutato sia noi che i nostri piccoli a stupirci per il mondo e tutto quello che contiene.
Insegnare ai bambini (e a noi) lo stupore significa prediligere il mistero, eliminando le etichette del nostro sé di default: seguire una nuvola, ascoltare il vento o un insetto che ronza, tutto come fosse per la prima volta, questo è stupore, cioè stupendo, e lo possiamo allenare!
🧬 Mortalità e il senso del sacro
Keltner suggerisce che confrontarsi con la mortalità non genera solo timore, ma anche un senso profondo di awe. La consapevolezza della finitezza può portare a un’apprezzamento più intenso della vita quotidiana, risvegliando un senso di connessione spirituale.
Ci sono due modi di reagire al dolore degli altri: con l’angoscia e le conseguente fuga, o con la gentilezza e la conseguente delicata presenza, che non deve capire, interpretare o risolvere, ma semplicemente stare con…
Osservare come le persone muoiono può portare all,stupore se si vive la morte come uno dei cicli della vita, come la respirazione. E anche questo può diventare stupefacente!
🔍 Studi nel campo della psicologia esistenziale (Wong, 2017) mostrano che riflettere sulla morte può aumentare il senso di significato e la gratitudine per la vita.
🕊️ Implicazioni pratiche per educatori e counselor
• 🌱 Attività di riflessione guidata: invita i partecipanti a esplorare il tema della vita e della morte in modo rispettoso e sicuro, magari attraverso la scrittura creativa o il dialogo.
• 📖 Integrazione con testi spirituali: utilizza passi di testi sacri o filosofici che affrontano il tema della finitezza umana e del significato dell’esistenza.
• 💬 Spazi di ascolto e condivisione: crea momenti in cui le persone possano condividere esperienze personali su come il pensiero della mortalità ha cambiato la loro visione della vita.
21/09/2025
Ordinario o straordinario? Quante volte ti stupisci in un giorno?
C’entra qualcosa la con lo stupore?
Nel nono capitolo Keltner si concentra su ciò che lui chiama il “ fondamentale” dello stupore: la capacità di trovare meraviglia nelle piccole quotidiane. Non servono sempre grandi eventi o scenari spettacolari: a volte basta un attimo di in più per scoprire il meraviglioso.
🌱 Piccole meraviglie spirituali quotidiane
L’autore sottolinea come atti semplici – come osservare una foglia cadere, ascoltare il ronzio delle api, o notare la gentilezza di uno sconosciuto – possono indurre un senso di connessione con qualcosa di più grande e quindi stupore.
Nelle circa 4200 religioni presenti nel mondo l’autore vede come una sorta di humus che, distillato, va a rendere fertili le culture nelle quali viviamo: stiamo abbandonando una religiosità fatta di dogmi razionali e astratti, per entrare in una cultura composta di più tipi di spiritualità fatti di esperienze di valore, come appunto la gentilezza di uno sconosciuto.
🧠Per W. James, padre della psicologia, nelle religioni “possiamo trovare questi sentimenti di beatitudine, amore oceanico, grazia, terrore, disperazione, dubbio, confusione e stupore mistico in ogni contesto”.
Un secolo dopo le moderne neuroscienze confermano questa tesi: la nostra mente non “sopporta” i dubbi e le contraddizioni, ha bisogno di coerenza, per sentirsi al sicuro, quindi trasforma tutte le esperienze non spiegabili in sistemi di credenze comprensibili. Queste credenze rendono però il mondo sicuro e prevedibile, ma non più misterioso e quindi stupefacente…
In un interessante esperimento (J. Barrett, 2000), si è visto come l’area del nostro se di default nel cervello si sconnette quando si prega, si contempla o si medita.
💊🍄Interessante anche il collegamento tra stupore mistico e allucinogeni, in particolare la psylocibina. Lungi dal indurre ad assunzioni scriteriate, si citano diversi studi dove si è visto come la temporanea interruzione del sè di default permetteva di sentirsi meno minacciati (amigdala), più aperti agli altri, all’arte e a tutto ciò che porta normalmente stupore, anche dopo un anno dall’assunzione.
, stupore e spiritualità quindi si richiamano a vicenda, in un circolo virtuoso che ci porta ad aprirci a qualcosa di più grande con positività e speranza insomma ci migliora la vita!
💡 Implicazioni pratiche per insegnanti e counselor
✨ Incoraggia i tuoi studenti o gruppi a trovare un momento quotidiano di “piccolo stupore” e condividerlo.
💬 Fai raccontare esperienze di meraviglia quotidiana durante incontri o momenti di riflessione.
E tu? Credi di aver mai “contattato” un’altra dimensione? Ti sei mai commosso per il semplice accadere della vita?
08/09/2025
Ti sei mai commosso ad un concerto? O anche solo ascoltando una comodo sul divano, o magari ammirando un’ d’arte? Eccoci a percorrere un altro viaggio tra le otto meraviglie della vita di Keltner, che lui raccoglie in due capitoli, che in sintesi ci parlano dell’importanza dell’arte umana.
Sempre per a stupirci ogni giorno…
L’autore in questi capitoli ci porta nel mondo della e dell’arte visiva come fonti di meraviglia.
Ascoltare una sinfonia, cantare in coro o immergersi in un concerto live può indurre uno stato di awe, ovvero un senso di meraviglia e connessione profonda.
🔍 Studi di hanno dimostrato che la musica attiva aree del cervello legate all’emozione e al senso di appartenenza sociale (Salimpoor et al., 2013). Infatti si ipotizza che si suoni insieme agli altri da più di 100.000 anni, la genetica del nostro cervello ci aiuta a tradurre le vibrazioni sonore in messaggi neuro chimici che attivano tutto il corpo. Quando ascolto musica insieme ad altri il mio cervello, il mio respiro, il mio battito cardiaco e tanto altro si sincronizzano automaticamente alla frequenza degli altri (Henry e Cameron, 2018). “Nel nostro studio sulle 26 culture, le persone hanno spesso scritto che la musica regalava loro momenti di lucidità, di epifania, di verità, momenti in cui capivano qual era il loro posto nel grande disegno della vita”.
🏛️ Passando all’ , e in modo più ampio all’ visiva, Keltner ci invita a osservare come luoghi maestosi – cattedrali, templi, edifici monumentali – ispirino meraviglia e ci facciano sentire parte di una storia più ampia. Infatti molti di noi credo abbiano provato almeno una volta nella vita che “Camminare in un’antica cattedrale o sotto un’arcata gotica ci ricorda la nostra piccolezza e, al contempo, la grandiosità della creatività umana”.
Io per primo quest’anno ho provato questo sentimento visitando la cattedrale di Notre Dame a Parigi, seduto in una panca col naso all’ins, in silenzio (dentro e fuori), rapito della meraviglia di ciò che l’uomo può fare…
La psicologia ambientale conferma che spazi architettonici ampi e armoniosi stimolano sensazioni di awe, riducendo stress e aumentando la sensazione di trascendenza (Joye & Dewitte, 2016). Non solo, esistono ovviamente stupori umani per tanto altro: il mondo della pittura, della fotografia e del cinema, i messaggi mandati dal cervello attraverso il nervo ottico attivano il corpo prima che questi vengano interpretati attraverso un significato.
🧠Quindi cosa stiamo aspettando?! Chi di noi, almeno in Italia non ha un edificio, un museo ampio e maestoso vicino, o a magari pochi minuti di viaggio?
Quali sono i luoghi o gli oggetti fatti da mani d’uomo che ti stupiscono di più?
Quanto l’arte ti migliora la vita?
Credo siano domande che meritano un po’ di tempo e spazio nella nostra frenetica vita…
Buona meraviglia a tutti!
26/08/2025
Awe: come la ci guarisce e ci connette?
Può il solo stare in mezzo alla natura guarirci dal dolore mentale e fisico? Senza scomodare approcci miracolistici, cominciamo ad approfondire il ruolo della meraviglia dello stare all’aria aperta può migliorare il nostro benessere psico fisico.
Il capitolo “Wild Awe” esplora uno degli scenari più potenti dello stupore: la natura selvaggia e il suo ruolo curativo per mente, corpo e spirito.
Keltner ipotizza che l’awe, specialmente quella vissuta all’aperto, possa ridurre l’infiammazione legata allo stress cronico, all’isolamento e al trauma. Un sollievo fisico ancor prima che emotivo. L’autore ci racconta di Stacy, veterano di guerra segnato da infiammazione cronica e depressione, che ritrovò sprazzi di stupore persino in mezzo al caos della guerra: durante una tempesta di sabbia in montagna, percepì una libertà più grande di sé. La connessione con la natura gli restituisce equilibrio.
Una radice antica
Keltner richiama Jean-Jacques , il quale ebbe un’epifania, un’intuizione sulla bontà della fede cieca nel progresso dei Lumi, oggi parleremmo di globalizzazione, chiedendosi se ci stava rendendo più felici o meno. Da questa intuizione, arrivata contemplando le colline fuori Parigi, nacque il movimento romantico, che indicava nella natura una forza spirituale capace di restaurare l’autenticità umana. Ogni contatto con l’ambiente naturale può di fatto diventare un’esperienza trasformatrice.
🧠 e bisogno innato
Da un punto di vista scientifico abbiamo il concetto di biophilia, di E.O. Wilson, definito come amore per la vita e i sistemi viventi, il quale suggerisce una nostra programmazione genetica predisposta a connetterci con la natura. Questo legame attiva risposte fisiologiche come l’attivazione del nervo vago, contribuendo al benessere psicofisico. Già solo gli odori di un giardino possono influenzare la nostra corteccia orbitofrontale, attraverso la produzione di ossitocina e dopamina. Basta osservare lo stupore e la concentrazione dei bambini al parco o in un bosco per intuire quanto sia necessario per l’evoluzione di un essere umano il contatto con la natura.
Diversi studi scientifici dimostrano, infine, come esperienze collettive all’aperto (escursioni, rafting, ecc.) mostrano benefici tangibili: riduzione dello stress, miglioramento nei sintomi da PTSD, rafforzamento del senso di comunità e coesione sociale. I neonati delle popolazioni che vivono vicino a spazi verdi pesano di più e si ammalano meno.
🏔️ Durante questa estate sono stato sul della’Adamello (vedi foto 😊), e posso dire di avere provato quello stupore, svgliarsi di notte e vedere l’alba illuminare progressivamente le cime dei monti e la vastità del ghiacciaio hanno spazzato via per diversi minuti la mia mente in continuo frullo… veramente wow!
❓❓❓
Dove hai sperimentato ultimamente stupore all’aperto?
Come puoi integrare la natura nel tuo lavoro educativo o pastorale?
Raccontamelo!
06/08/2025
Ci si può stupire insieme ad altri? Anzi può proprio la , la massa anche, portarmi allo stupore? Io l’ho provato! A Parigi sono andato ad un concerto allo stadio con mia figlia, che è fan di un gruppo di (genere carino, ma non tra i miei preferiti). Pur non amando il genere musicale, ho sentito ad un certo punto quella che Keltner e il suo collega (autore de la “generazione ansiosa”) una vera e propria ”Collective Effervescence”: la meraviglia nella condivisione.
Ero immerso in un mare di luci dei partecipanti sugli spalti che si coloravano all’unisono, vedere, anzi essere immerso in quella distesa di lucciole elettroniche mi ha dato i brividi…
Nel quinto capitolo, Keltner esplora un secondo grande “wonder” dell’esperienza umana, dopo la bellezza morale: l’ , ovvero la meraviglia generata dal muoversi in armonia con altri.
🔄 Cosa significa effervescenza collettiva?
Lo psicologo si ispira al concetto sociologico di Durkheim: momenti di unione – nella preghiera, nella musica, nel canto, nella danza o in celebrazioni comuni – che generano un senso di connessione intensa oltre il sé individuale.
🧠 Perché suscita stupore?
• si vive una percezione di vastità condivisa: quando ci muoviamo o agiamo insieme, emerge un “noi” più grande della somma degli individui.
• sentiamo un bisogno di accomodamento: siamo portati a ridurre il focus su di noi e ad adattare il nostro senso di identità per accogliere un legame sociale ampliato… tipico dell’awe experience.
😌 Effetti esperienziali
La partecipazione a queste esperienze collettive può provocare:
• Brividi, lacrime, sensazione di elevazione, segni fisici di stupore condiviso;
• Diminuzione del senso di sé individuale (“small self”) che facilita l’empatia, la cooperazione e il senso di appartenenza condivisa.
• Diminuzione del senso di solitudine, ad oggi un europeo è su tre e un adolescente su 4 dichiara di sentirsi solo più volte al giorno.
🧩 Quindi che fare?
Liturgie e riti condivisi, momenti di preghiera comunitaria o canti possono rigenerare senso di appartenenza e meraviglia.
Attività scolastiche (ma anche aziendali) collettive, magari cantando insieme, partecipando ad azioni di servizio o collaborando a progetti comuni.
È stato studiato che la nostra frequenza cardiaca si sintonizza alle persone con cui condividiamo azioni comune, come ballare, tifare, pregare, ecc.
A volte ci piace pensare di provare sentimenti unici, ma in realtà la maggior parte di essi sono, o sono stati, condivisi. Ovviamente tutto questo quando si è insieme fisicamente… Nei social le “community” (non le comunità) non provocano stupore!
Quale esperienza di unione, armonia comune o azione condivisa ti ha mosso profondamente nella tua vita?
Se ti va di condividerla, o anche solo ripresentarla alla tua mente, ci farai o ti sarai fatto un regalo!
Buona meraviglia a tutti!
31/07/2025
E rieccoci! Ma quindi per stupirci abbiamo bisogno di vedere cose straordinarie? Di possedere oggetti esclusivi? È possibile una meraviglia quotidiana?
Dopo una sorprendente settimana in vacanza a Parigi, ho annotato sia i momenti di stupore da cose straordinarie e anche quelli da piccoli gesti di gentilezza e altruismo.
Eh sì perché nel 4 capitolo di “WOW” l’autore comincia ad approfondirà la prima delle 8 meraviglie della vita: la .
Nelle sue ricerche Keltner ha scoperto che anche i carcerati provano stupore, e dire che gli stimoli che hanno intorno a prima vista non sembrano essesere ne straordinari ne tanto meno vari ed esclusivi.
Le persone si meravigliano di fronte ad atti di gentilezza, resilienza (superamento di ostacoli) e particolari talenti.
Ad esempio in Francia ho trovato un assistente, ad un monumento di Parigi (Saint Chapel), che ci ha accompagnato a prendere l’ascensore una volta visto mio figlio, che ha 9 anni e la sindrome di Down, ci ha aspettato e ci ha riaccompagnato giù, non era tenuto a farlo, ma lo ha fatto e soprattutto con gioia! Qualche minuto di stupore…
Questi gesti, quando visti, attivano in noi il nervo vago e fanno produrre l nostro cervello , che è un ormone legato alle sensazioni di amore e accoglienza, riducendo il dolore (sia fisico che emotivo). Questo capita soprattutto quando questi gesti comprendono il contatto fisico. Cosa che non succede ad esempio di fronte alla semplice visione della bellezza estetica!
Perché questo capitolo parla a me, e spero a tanti altri, che lavorano nel benessere psicologico e nella formazione delle nuove generazioni?
✅ Promuove una presenza autentica: essere presenti ai momenti piccoli, testimoniare la gentilezza e il cambiamento.
✅ Favorisce il legame comunitario: celebrare azioni semplici ma significative, come il contatto fisico consenziente, crea senso di comunità e reciproco supporto.
Chiudo con un invito: facciamo della gentilezza verso noi stessi ( ) e verso gli altri una meravigliosa risorsa educante e trasformativa. Una professione pedagogica e formativa che si nutre di stupore è una professione capace di rinascita, comunità e profondità.
Quale piccolo gesto ti ha ispirato questa settimana?
Fammelo sapere e condividilo se ti va… Grazie! 🙏