Sviluppo Personale & Professionale

Sviluppo Personale & Professionale per coloro che non sono mai stanchi di imparare a migliorare se stessi e che credono ancora possibil Perché si apprende per differenza. Per confrontarci.

Noi crediamo che il confronto sia sempre un’occasione di apprendimento. Anche solo per vedere le situazioni da angolazioni diverse dalla propria. Perché l'apprendimento comincia quando comincio a vedere anche con gli occhi degli altri. E anche perché, a volte, “il modo in cui guardiamo ai problemi, è il problema”. Riflessioni, articoli, proposte.

07/09/2026
! Un pò lungo per FB ma necessario.
07/09/2026

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Affinché si produca un trauma nell'infanzia, non è necessario che si verifichi un evento estremo, è sufficiente che un’esperienza venga vissuta come soverchiante e solitaria, senza la possibilità di essere compresa e condivisa con un adulto affidabile. Come ha sottolineato Bessel van der Kolk, il trauma non è definito soltanto dall’evento in sé, ma dall’effetto che quell’esperienza produce sul sistema nervoso: è ciò che resta nel corpo quando la mente non è stata in grado di elaborare ciò che è accaduto. Un bambino, data la sua struttura neurobiologica, non possiede ancora completamente le competenze di autoregolazione emotiva, dipende infatti dall’adulto per dare senso alle proprie emozioni e per modularle. Se un’esperienza è troppo intensa, improvvisa, ripetuta o vissuta in solitudine emotiva, può assumere una valenza traumatica. Il trauma infantile può dunque derivare da eventi acuti, come maltrattamenti, trascuratezza grave, perdita improvvisa di una figura di riferimento, ma anche da condizioni relazionali croniche e meno visibili come umiliazioni ripetute, svalutazione sistematica, freddezza affettiva, imprevedibilità, richieste di maturità precoce, mancanza di rispecchiamento emotivo. In questi casi non è tanto il singolo episodio a ferire, ma la ripetizione e l’assenza di un contesto riparativo. Il bambino, non potendo modificare l’ambiente né allontanarsene, sviluppa adattamenti di sopravvivenza, per cui può diventare ipervigile, compiacente, autosufficiente in modo rigido, oppure può imparare a dissociarsi, cioè a ridurre il contatto con le proprie sensazioni ed emozioni per non sentirne l’intensità. Un bambino traumatizzato può presentare reazioni sproporzionate rispetto agli stimoli come crisi intense di rabbia o panico per frustrazioni minime, pianto inconsolabile, oppure al contrario un’apparente freddezza emotiva eccessiva. Si possono osservare oscillazioni rapide tra iperattivazione (agitazione, impulsività, ipervigilanza) e spegnimento (ritiro, apatia, sguardo assente). Questa alternanza riflette spesso un sistema nervoso che fatica a trovare uno stato di equilibrio.
Un secondo ambito è quello comportamentale. Possono comparire regressioni improvvise, ritorno a comportamenti già superati come enuresi, richiesta costante di contatto fisico, difficoltà nel sonno, oppure condotte oppositive marcate, aggressività non contestualizzata, o ancora un compiacimento eccessivo verso l’adulto, come se il bambino fosse costantemente preoccupato di non deludere. Anche il gioco può fornire indizi: ripetizioni rigide di scene di pericolo, salvataggio o punizione possono indicare un tentativo di elaborazione simbolica di vissuti non integrati.
L’aspetto relazionale è particolarmente significativo. Alcuni bambini mostrano un attaccamento estremamente ansioso, con paura intensa della separazione e bisogno continuo di rassicurazione; altri appaiono evitanti, eccessivamente autonomi per l’età, poco inclini a cercare conforto anche quando sono in difficoltà. In entrambi i casi può essere presente una difficoltà a percepire l’adulto come base sicura. Il trauma relazionale precoce, soprattutto se cronico, può manifestarsi proprio attraverso queste distorsioni nella fiducia di base.
Anche il corpo parla. Disturbi del sonno persistenti, incubi ricorrenti, mal di pancia o mal di testa frequenti senza cause mediche evidenti, tensione muscolare costante, postura rigida o sguardo ipervigile possono indicare uno stato di attivazione cronica. Talvolta il bambino sembra sempre in allerta, come se stesse monitorando l’ambiente alla ricerca di segnali di minaccia.
È importante sottolineare che singoli comportamenti possono avere molte spiegazioni e che l’osservazione deve essere contestualizzata nell’età evolutiva e nell’ambiente familiare e scolastico. Ciò che orienta verso un’ipotesi traumatica è la persistenza dei segnali, la loro intensità e soprattutto la difficoltà del bambino a tornare spontaneamente ad uno stato di calma dopo l’attivazione.
Infine, un indicatore centrale è la qualità della regolazione in presenza di un adulto disponibile. Un bambino non traumatizzato, anche se agitato, tende a calmarsi quando trova un adulto sintonizzato. Se invece la co-regolazione fatica a produrre effetto, o il bambino sembra non fidarsi del conforto offerto, può essere presente una ferita più profonda nel sistema di sicurezza.

Questi adattamenti, funzionali nell’infanzia, possono però trasformarsi in difficoltà relazionali o regolative nell’età adulta. La minimizzazione di quanto vissuto è una delle strategie più comuni e affonda le sue radici nella necessità primaria di preservare il legame di attaccamento. Alice Miller ha descritto come il bambino tenda a proteggere l’immagine dei genitori anche a costo di negare il proprio dolore, perché riconoscere l’inadeguatezza di chi dovrebbe garantire sicurezza può risultare psichicamente destabilizzante. È spesso meno minaccioso pensare di essere stati bambini troppo sensibili, che ammettere di non essere stati sufficientemente amati, compresi o protetti. Da questo punto di vista il trauma infantile non è soltanto ciò che è accaduto, ma anche ciò che non è accaduto, cioè la mancanza di sintonizzazione, di validazione emotiva, di uno momenti in cui le emozioni potessero essere accolte e regolate insieme a un adulto. Quando queste condizioni vengono a mancare in modo significativo o prolungato, il bambino può interiorizzare un senso di inadeguatezza o di insicurezza di base che continuerà a influenzare la percezione di sé e delle relazioni anche molti anni dopo.
G.V.

23/08/2026
Un fiammifero…..😜
19/08/2026

Un fiammifero…..😜

Difficile oggi. Ma non impossibile. Ognuno di noi può impegnare il proprio tempo per portare a consapevolezza il proprio...
10/08/2026

Difficile oggi. Ma non impossibile.
Ognuno di noi può impegnare il proprio tempo per portare a consapevolezza il proprio essere interiore. “Oppure lasciarlo atrofizzare”, anno dopo anno, inseguendo obiettivi che non ti renderanno mai davvero felice.

31/07/2026

Per coloro che come me sono nati in un epoca dove il telefono era attaccato ad una parete (e spesso era un duplex)…. Se avete cercato di tenervi aggiornati sulle novità….. beh la differenza la si nota e molto. L’intelligenza artificiale é una grande invenzione ma se comincia ad usarla alle medie o alle superiori…. La capacità di elaborare pensieri complessi, di connettere le informazioni e di trarne una sintesi soddisfacente al tuo scopo sarà del tutto compromessa e delegata all’IA. Lei apprende, tu diventi dipendente e nel tempo, non sarai più in grado di distinguere una verità da una mezza balla. Prima che sia troppo tardi il mondo dell’educazione e della cultura dovrebbe condurre una vera e propria battaglia per vietare l’uso di dispositivi elettronici fino ai 14 anni e di social e IA fino ai 18. Non per una limitazione della libertà ma proprio per il motivo contrario: preservare la libertà di pensare.

23/07/2026

Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) sono in aumento da anni in Italia.
Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, tra il 1991 e il 2021 sono stati registrati oltre 151 mila nuovi casi.

Fino ai primi anni 2000 i numeri erano rimasti relativamente stabili, ma dal 2005 le segnalazioni hanno iniziato a crescere in modo costante (forse anche per un aumento dei controlli).

Solo nel 2021 sono state registrate 5.761 nuove diagnosi, il 17,6% in più rispetto al 2020, anche perché dopo la pandemia è tornato più semplice accedere a test e visite.
E quasi 7 diagnosi su 10 riguardano uomini la cui età mediana è di 33 anni, contro i 30 delle donne.

Le diverse infezioni, però, seguono andamenti molto diversi. I condilomi ano-genitali, causati dall'HPV, restano l'IST più frequente, ma tra il 2018 e il 2021 sono diminuiti del 30%. Un calo che gli esperti collegano soprattutto alla diffusione del vaccino contro l'HPV.

Nel frattempo stanno invece aumentando diverse infezioni batteriche. Le diagnosi di clamidia sono quadruplicate tra il 2008 e il 2021 e colpiscono soprattutto ragazze e ragazzi tra i 15 e i 24 anni.

Anche la gonorrea è triplicata nello stesso periodo, raggiungendo il livello più alto mai registrato nel 2021. La sifilide, dopo una fase di calo, è tornata sui livelli del picco del 2016.

Un altro dato importante riguarda il legame con l'HIV. Tra le persone con una IST che sono state sottoposte al test dal 1991, l'8,4% è risultato positivo. Nel 2021 la quota saliva al 14,7% tra chi aveva ricevuto una nuova diagnosi di IST.

Per questo gli esperti insistono su un punto: parlare di salute sessuale, fare prevenzione e sottoporsi ai test quando necessario resta uno degli strumenti più efficaci per ridurre la diffusione delle infezioni e favorire diagnosi tempestive.

Indirizzo

Via Stalingrado 26
Bologna
40128

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