27/07/2026
Quale sarà il futuro della farmacia?
È una domanda che mi viene posta spesso.
La mia risposta è sempre la stessa: nessuno ha la sfera di cristallo.
Ma se osserviamo con attenzione ciò che è già accaduto in altri Paesi europei o in altri mercati italiani, qualche previsione possiamo provare a farla.
Una cosa, secondo me, è già evidente.
Le catene sono arrivate.
Forse non hanno ancora trovato la loro dimensione definitiva, ma il processo è iniziato e difficilmente tornerà indietro.
Credo che assisteremo a una progressiva stratificazione del mercato.
Da una parte ci saranno le catene che giocheranno la partita del prezzo, con modelli “low cost”.
Dall’altra, quelle che punteranno sulla qualità del servizio, sulla consulenza e sull’esperienza del cliente, offrendo il giusto valore al giusto prezzo.
Ma c’è una riflessione che considero ancora più importante.
Il futuro sarà sempre meno “da soli”.
Che si tratti di una catena, di un network, di un gruppo di acquisto, di un’affiliazione o di un franchising, credo che sempre più farmacie sentiranno il bisogno di condividere strategie, competenze e investimenti.
Non perché da soli non si sia capaci.
Ma perché il mercato diventa ogni anno più complesso e affrontarlo insieme può rappresentare un vantaggio competitivo.
Rimarranno farmacie completamente indipendenti?
Io credo di sì.
Ma saranno soprattutto quelle che, nel tempo, sono diventate un punto di riferimento per il loro territorio. Quelle che, per storia, dimensioni e reputazione, rappresentano una vera istituzione nella propria città.
E, se ci pensiamo bene, in ogni città ce n’è una. Al massimo due.
Per tutte le altre, la vera sfida non sarà scegliere se cambiare, ma come cambiare.
Perché il futuro della farmacia, probabilmente, non si giocherà solo sull’insegna.
Si giocherà sulla capacità di fare squadra, innovare e costruire un modello sostenibile.
E tu come immagini la farmacia tra dieci anni?
Sarà ancora un mercato di tante realtà indipendenti oppure vedremo sempre più gruppi, reti e modelli organizzati?