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La Bellezza è una necessità scientifica, che cerchiamo fisiologicamente. L'esperienza estetica e l'arte migliorano la qu...
14/10/2026

La Bellezza è una necessità scientifica, che cerchiamo fisiologicamente.

L'esperienza estetica e l'arte migliorano la qualità della vita: la ricerca scientifico-sperimentale dimostra che sono fattori cruciali e con questo scopo. Attraverso gli strumenti della e delle , oggi sappiamo che la fruizione artistica agisce positivamente sul nostro benessere fisiologico, e .

Si tratta di un vero e proprio “Welfare Culturale”: una risorsa e sociale capace di:

🧠 Contrastare patologie neurodegenerative come e (soprattutto in fase precoce).

🤝 Promuovere l' , l'estensione di sé e la lotta contro le disuguaglianze e l'impoverimento educativo.

🌍 Contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda ONU 2030.

Se vuoi approfondire questo legame e imparare ad applicare l'arte come pratica di cura condivisa, partecipa al corso di alta formazione di Lettera i:

📋 Dettagli del Corso: "Arte ed Esperienza Estetica per il Benessere e la Cura"

con la Direzione Scientifica del Prof. Ugo Morelli e il Coordinamento Scientifico della Prof.ssa Grazia Pulvirenti.

▶️Inizio corso: 𝟮𝟯 𝗢𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 (lezioni online + lezioni in presenza + Giornate finali ad Arte Sella). Certificazione Lettera i

Master in fase di accreditamento presso l'Ordine dei Medici.

A chi è rivolto: Medici, psicologi, professionisti museali, storici dell'arte, architetti, educatori e operatori sanitari/sociali.

💡 Nota sulla quota: È possibile richiedere formule di pagamento rateizzato a tasso zero da 6 a 36 rate.

Inizia un percorso formativo unico tra teoria neuroscientifica e pratiche applicate (dall'arte in corsia alla e medicina narrativa).

Questo corso è realizzato in collaborazione con AINEM Associazione Italiana Neuromarketing e Artedata.

🔗 𝗨𝗹𝘁𝗶𝗺𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶, 𝗹𝗶𝗻𝗸 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼: https://lnkd.in/dsyBCyt8

𝗥𝗔𝗗𝗨𝗥𝗘 – 𝗟'𝗔𝗿𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗯𝗲𝗻-𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲Esperienze e prospettive di welfare culturale a PiacenzaIl welfare cult...
13/10/2026

𝗥𝗔𝗗𝗨𝗥𝗘 – 𝗟'𝗔𝗿𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗯𝗲𝗻-𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲

Esperienze e prospettive di welfare culturale a Piacenza
Il welfare culturale si conferma una leva strategica per il benessere individuale e collettivo, la prevenzione e l'inclusione sociale. In questo contesto si inserisce l'Agorà Inaugurale "RADURE", uno spazio d'incontro e confronto volto a esplorare come l'arte, la musica e la cultura possano diventare strumenti attivi nei percorsi di cura e nella costruzione di relazioni di comunità.

📅 Quando: 6 novembre 2026, dalle ore 15.30 alle 19.00
📍 Dove:
Apertura e piccolo concerto dell'Ensemble di Percussioni Tempus Fugit presso Santa Maria in Cortina (Via Verdi 46, Piacenza).
Prosecuzione dell'incontro presso la Galleria Biffi Arte (Via Chiapponi 39, Piacenza).
🏛️ Patrocinio e Collaborazioni:
L'evento è patrocinato dal Comune di Piacenza, in collaborazione con Biffi Arte, Lettera i, , Tempus Fugit, e .

L'evento è a cura della Dott.ssa Marta Rutigliano, ex corsista del 𝗠𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿 𝗶𝗻 𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝗲𝘀𝘁𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗪𝗲𝗹𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲.

E' una importante occasione di riflessione aperta alla cittadinanza, ai professionisti del settore e alla rete del Terzo Settore per costruire insieme nuove prospettive di sviluppo e .

Iscrizione obbligatoria a [email protected]

Link alla brochure: https://drive.google.com/file/d/1XJUc0qtKDoG0HpwL_LXcQUBzR8quINhl/view?usp=drive_link

A un certo punto della nostra storia abbiamo fatto una scelta che oggi ci sembra quasi scontata: abbiamo diviso la conos...
13/10/2026

A un certo punto della nostra storia abbiamo fatto una scelta che oggi ci sembra quasi scontata: abbiamo diviso la conoscenza.

Abbiamo separato le “scienze dure” dalle “scienze morbide”, il sapere scientifico da quello umanistico. Ma non è sempre stato così. Per molto tempo questi saperi hanno progredito insieme, perché cercavano di rispondere alle stesse domande sull’essere umano, tra cui cosa significa stare bene. Ma che cosa abbiamo perso lungo il cammino?

Nel tentativo di conoscere il in ogni suo dettaglio, abbiamo rischiato di trasformarlo in un oggetto da osservare. Il corpo biologico, il Körper, ha preso il sopravvento sul Leib: il corpo vissuto, il corpo che sente, che soffre, che ha una storia. Quando si cura qualcuno non si ha mai davanti soltanto un organo malato o un insieme di sintomi, ma una persona, con le sue paure, le sue relazioni, inserita in una storia e in un contesto che non sono separati dalla sua salute. La medicina è diventata sempre più capace di leggere dati, immagini, parametri e biomarcatori. Ma la cura non è fatta soltanto di ciò che può essere misurato, come la storia clinica non si riduce a una successione di esami e risultati. La salute dipende anche dalle condizioni sociali e culturali, dall’ambiente, dalle relazioni e dall’equilibrio con gli ecosistemi e le altre specie viventi.
È una rete, non una somma di parti. Oggi, con l’Intelligenza Artificiale, la robotica e le biotecnologie, le possibilità sono enormi, ma abbiamo bisogno di una riflessione. Come possiamo ricucire questo filo? È anche da questa domanda che nasce, nel nostro programma sul Welfare Culturale, la scelta di integrare la prospettiva della “One Health”. Letteralmente Una Cura. La “One Health” ci ricorda che non esiste una salute separata dal resto del mondo: esiste un equilibrio dinamico tra salute umana, salute animale e salute degli ecosistemi. E il “Welfare Culturale”, in dialogo con le “Health Humanities”, ci mostra che la cultura può contribuire alla salute. Scienza e cultura, corpo e mente, individuo e ambiente, fanno parte della stessa storia, quella dell’essere umano.

🎇La prossima edizione del 𝗠𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿 𝗘𝘅𝗲𝗰𝘂𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗶𝗻 𝗥𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗿 𝗱'𝗔𝗿𝘁𝗲 è in partenza il 𝟮𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲. Ormai certa l’importanza del...
13/10/2026

🎇La prossima edizione del 𝗠𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿 𝗘𝘅𝗲𝗰𝘂𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗶𝗻 𝗥𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗿 𝗱'𝗔𝗿𝘁𝗲 è in partenza il 𝟮𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲.

Ormai certa l’importanza della figura del all’interno del settore museale, tra gli obiettivi del corso troviamo la capacità di confrontarsi con i del settore e la possibilità di rapportarsi con l’analisi di casi specifici, per abbracciare la da un punto di vista sia che .

Negli ultimi giorni una nostra ex corsista ci scrive che il corso per lei ha rappresentato un’esperienza formativa solida e ben strutturata.

Tra le cose più apprezzate c’è proprio l'equilibrio tra inquadramento teorico e taglio operativo, che le ha consentito di acquisire strumenti “𝘤𝘰𝘯𝘤𝘳𝘦𝘵𝘪 𝘦 𝘪𝘮𝘮𝘦𝘥𝘪𝘢𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘱𝘱𝘭𝘪𝘤𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪”. E ancora, il confronto con i docenti è espresso in termini di valore aggiunto, rimarcando l’importanza di quella famosa rete che mette in relazione esperienze diverse e utili in quanto tali. “𝘜𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘴𝘦𝘳𝘪𝘰 𝘦 𝘣𝘦𝘯 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘵𝘰, 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘪𝘯 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘶𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘣𝘶𝘰𝘯𝘦 𝘱𝘳𝘢𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘦 𝘢𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘰𝘭𝘪𝘥𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘦𝘵𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘰𝘳𝘦.”

Siamo felici di messaggi come questo, confermano i risultati positivi del nostro lavoro.

▶️Se volete saperne di più del corso potenziato a 80 ore, visitate il link di seguito: https://www.letterai.it/formazione/corsi-di-formazione-per-i-beni-culturali/master-registrar-darte/

Alcuni posti sono ancora disponibili, ma per ulteriori informazioni scriveteci a [email protected]

Buon lavoro a tutte e tutti i registrar!

Ci sono luoghi in Italia che sembrano resistere al tempo e nei quali è ancora possibile osservare come si viveva una vol...
12/10/2026

Ci sono luoghi in Italia che sembrano resistere al tempo e nei quali è ancora possibile osservare come si viveva una volta.

È il caso di Poggiolforato, frazione montana di Lizzano in Belvedere, nell’Appennino bolognese. Qui si trova il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗲𝘁𝗻𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮𝗿𝗮 “𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗽𝗮𝗻𝗶”, nato dalla passione di un maestro per la storia e la cultura materiale di queste montagne.
A partire dal 1965, Giovanni Carpani iniziò a raccogliere oggetti, strumenti di lavoro e testimonianze della vita quotidiana della montagna, molti dei quali donati dagli abitanti e dagli artigiani di Lizzano in Belvedere. Oggi nel museo Carpani troviamo il grande telaio, gli strumenti per la filatura e la tessitura, gli utensili degli artigiani, gli strumenti legati alla pastorizia, alla lavorazione del castagno e alla religiosità popolare. Sono frammenti di un modo di vivere che il museo ha sottratto alla dispersione.
Foucault chiama un luogo simile “eterotopia”: uno spazio reale, separato e regolato, nel quale l’ordine sociale viene rappresentato, contestato oppure capovolto.
Il museo raccoglie in un unico luogo oggetti appartenenti a epoche diverse e costruisce una sorta di archivio materiale del tempo. È un luogo reale, ma separato dal normale ordine della vita quotidiana: uno spazio nel quale temporalità differenti possono convivere. In questo senso, il Museo Carpani è una piccola eterotopia del tempo. Ciò che normalmente nella vita quotidiana è destinato a scomparire – un utensile, un telaio, una cassa, uno strumento di lavoro – viene sottratto alla dispersione e ricollocato in uno spazio nel quale può continuare a esistere.
Il museo porta una parte del passato nel presente, inserendo questi oggetti in un attimo immutabile. Quel telaio, gli oggetti fatti a mano per il battesimo dei bambini, i manufatti in ferro battuto, le grandi casse in legno per la farina, la conca per il bucato. Tutto questo impedisce che le storie scompaiano. È, alla fine, qualcosa che risponde a un’esigenza tipicamente umana: non perdere la memoria di ciò che ci ha formato.

A un certo punto della nostra storia abbiamo fatto una scelta che oggi ci sembra quasi scontata: abbiamo diviso la conos...
09/10/2026

A un certo punto della nostra storia abbiamo fatto una scelta che oggi ci sembra quasi scontata: abbiamo diviso la conoscenza.

Abbiamo separato le “scienze dure” dalle “scienze morbide”, il sapere scientifico da quello umanistico. Ma non è sempre stato così. Per molto tempo questi saperi hanno progredito insieme, perché cercavano di rispondere alle stesse domande sull’essere umano, tra cui cosa significa stare bene. Ma che cosa abbiamo perso lungo il cammino?

Nel tentativo di conoscere il in ogni suo dettaglio, abbiamo rischiato di trasformarlo in un oggetto da osservare. Il corpo biologico, il Körper, ha preso il sopravvento sul Leib: il corpo vissuto, il corpo che sente, che soffre, che ha una storia. Quando si cura qualcuno non si ha mai davanti soltanto un organo malato o un insieme di sintomi, ma una persona, con le sue paure, le sue relazioni, inserita in una storia e in un contesto che non sono separati dalla sua salute. La medicina è diventata sempre più capace di leggere dati, immagini, parametri e biomarcatori. Ma la cura non è fatta soltanto di ciò che può essere misurato, come la storia clinica non si riduce a una successione di esami e risultati. La salute dipende anche dalle condizioni sociali e culturali, dall’ambiente, dalle relazioni e dall’equilibrio con gli ecosistemi e le altre specie viventi.

È una rete, non una somma di parti. Oggi, con l’Intelligenza Artificiale, la robotica e le biotecnologie, le possibilità sono enormi, ma abbiamo bisogno di una riflessione. Come possiamo ricucire questo filo? È anche da questa domanda che nasce, nel nostro programma sul Welfare Culturale, la scelta di integrare la prospettiva della “One Health”. Letteralmente Una Cura. La “One Health” ci ricorda che non esiste una salute separata dal resto del mondo: esiste un equilibrio dinamico tra salute umana, salute animale e salute degli ecosistemi. E il “Welfare Culturale”, in dialogo con le “Health Humanities”, ci mostra che la cultura può contribuire alla salute. Scienza e cultura, corpo e mente, individuo e ambiente, fanno parte della stessa storia, quella dell’essere umano.

Che cosa sta accadendo da quando abbiamo iniziato a considerare la bellezza come cura?Se ci guardiamo intorno, è ancora ...
08/10/2026

Che cosa sta accadendo da quando abbiamo iniziato a considerare la bellezza come cura?

Se ci guardiamo intorno, è ancora difficile immaginare un futuro. Soprattutto per i ragazzi, che faticano a vederlo, e per gli adulti, che a volte non riescono a tenere il passo, perché l’ansia ha una velocità difficile da misurare. Ma se avessimo trovato un modo alternativo per abitare la realtà? Se, accanto alle cure tradizionali, facessimo intervenire la bellezza?

Il 17 settembre la nostra Direttrice Scientifica, 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗣𝘂𝗹𝘃𝗶𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶, ha partecipato al convegno “𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝗲𝘀𝘁𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝘂𝗿𝗲. 𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗰𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗹𝗶𝗻𝗶𝗰𝗮”. Al centro, un concetto che sta cambiando le pratiche di cura: la prescrizione sociale dell’arte. Come si prescrive un medicinale, si può pensare di prescrivere anche un incontro con l’arte, la musica, la bellezza. Non in sostituzione delle cure tradizionali, ma come possibilità in più per prendersi cura di sé e degli altri. La neuroestetica, nata dall’incontro tra ricerca scientifica e discipline umanistiche, mostra come il cervello non si limiti a percepire ciò che ci circonda, ma lo interpreti e gli dia significato. Tra le pratiche presentate ci sono le “Prescrizioni Verdi”, che riannodano salute, natura e tutela del pianeta, e le “𝗩𝗶𝘀𝘂𝗮𝗹 𝗧𝗵𝗶𝗻𝗸𝗶𝗻𝗴 𝗦𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲𝘀”, in cui l’osservazione dell’arte diventa una palestra per educare lo sguardo e ritrovare l’empatia.

La bellezza può sostenere anche e , aiutandoli ad affrontare e . Dalla alla , dall’ ad altri contesti clinici, l’esperienza estetica può diventare parte concreta della .

Peppino Impastato lo aveva intuito: «Se si insegnasse la alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. […] perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore».

Per qualcuno di noi c'è un momento in cui una domanda semplice si fa largo e non se ne va più: “cosa posso fare per la m...
07/10/2026

Per qualcuno di noi c'è un momento in cui una domanda semplice si fa largo e non se ne va più: “cosa posso fare per la mia città?”

𝗠𝗮𝗿𝘁𝗮 𝗥𝘂𝘁𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼, docente di lettere e scrittrice, ha portato con sé questa domanda finché non è diventata un’idea, che ha dato origine a un cammino. Convinta che il benessere di una comunità possa nascere anche da un verso, da un colore, da un gesto condiviso ha maturato queste riflessioni anche tra le mura di 𝗟𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮 𝗶, durante il master dedicato al legame tra 𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝗲𝘀𝘁𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗪𝗲𝗹𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲.
Da quel pensiero è germogliato il progetto di un incontro, con altre le associazioni chiamate a dialogare. Così è nata 𝗥𝗮𝗱𝘂𝗿𝗲 – 𝗟’𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲, un primo passo, la promessa di un cammino che non si fermerà: un tavolo di lavoro su 𝗣𝗶𝗮𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 dove associazioni, istituzioni e realtà culturali possano continuare a confrontarsi e interagire.
Radure – L’arte come pratica di cura e benessere avrà il suo inizio il 𝟲 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, alle 𝟭𝟱.𝟯𝟬, nella chiesa di 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗶𝗻 𝗖𝗼𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮. Fra arte e riflessione critica, ascolteremo le parole del professor 𝗨𝗴𝗼 𝗠𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 e le note di 𝗧𝗲𝗺𝗽𝘂𝘀 𝗙𝘂𝗴𝗶𝘁.
Una passeggiata tra i luoghi che custodiscono la memoria della città - il 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗠𝘂𝗻𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗲, la basilica di Sant’Antonino - condurrà i partecipanti fino alla 𝗚𝗮𝗹𝗹𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗕𝗶𝗳𝗳𝗶, dove il dialogo proseguirà.
Marta è stata una nostra corsista, e da allora non abbiamo mai smesso di camminarle accanto. Perché per noi il tempo di un master non si conclude con un attestato: continua ogni volta che un’idea nata tra le nostre aule trova la forza di diventare cura, incontro, bellezza condivisa. Vi aspettiamo, il 6 novembre, per essere parte di questa giornata pensata per il Welfare culturale a .

Iscrizioni obbligatorie a [email protected]
Link al programma: https://www.letterai.it/radure-larte-come-pratica-di-cura-e-ben-essere/

𝗥𝗔𝗗𝗨𝗥𝗘 – 𝗟'𝗔𝗿𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗯𝗲𝗻-𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲Esperienze e prospettive di welfare culturale a PiacenzaIl welfare cult...
06/10/2026

𝗥𝗔𝗗𝗨𝗥𝗘 – 𝗟'𝗔𝗿𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗯𝗲𝗻-𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲
Esperienze e prospettive di welfare culturale a Piacenza

Il welfare culturale si conferma una leva strategica per il benessere individuale e collettivo, la prevenzione e l'inclusione sociale. In questo contesto si inserisce l'Agorà Inaugurale "RADURE", uno spazio d'incontro e confronto volto a esplorare come l'arte, la musica e la cultura possano diventare strumenti attivi nei percorsi di cura e nella costruzione di relazioni di comunità.

📅 Quando: 6 novembre 2026, dalle ore 15.30 alle 19.00

📍 Dove:
Apertura e piccolo concerto dell'Ensemble di Percussioni Tempus Fugit presso Santa Maria in Cortina (Via Verdi 46, Piacenza).
Prosecuzione dell'incontro presso la Galleria Biffi Arte (Via Chiapponi 39, Piacenza).

🏛️ Patrocinio e Collaborazioni:
L'evento è patrocinato dal Comune di Piacenza, in collaborazione con Biffi Arte, Lettera i, , Tempus Fugit, e .
L'evento è a cura della Dott.ssa Marta Rutigliano, ex corsista del 𝗠𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿 𝗶𝗻 𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝗲𝘀𝘁𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗪𝗲𝗹𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲.

E' una importante occasione di riflessione aperta alla cittadinanza, ai professionisti del settore e alla rete del Terzo Settore per costruire insieme nuove prospettive di sviluppo e .

Iscrizione obbligatoria a [email protected]
Link alla brochure: https://drive.google.com/file/d/1XJUc0qtKDoG0HpwL_LXcQUBzR8quINhl/view

La bellezza è uno strumento concreto di cura e benessere sociale. È con questa visione scientifica che nasce il 𝗠𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿 𝗶...
05/10/2026

La bellezza è uno strumento concreto di cura e benessere sociale.

È con questa visione scientifica che nasce il 𝗠𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿 𝗶𝗻 𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝗲𝘀𝘁𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗪𝗲𝗹𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲, un percorso progettato per formare i professionisti di un nuovo paradigma che unisce , e salute pubblica.
Cosa impareranno concretamente i partecipanti? Gli obiettivi si sviluppano su due direttrici fondamentali:

Base teorico-scientifica
Comprendere a fondo l'impatto neurofisiologico e psicologico dell'esperienza estetica e della sul benessere individuale e collettivo. Studieremo come i linguaggi artistici amplino il potenziale cognitivo, emotivo e creativo, diventando alleati chiave in prevenzione, cura e riabilitazione. Il piano integra i principi del Welfare Culturale, delle Medical Humanities e del Budget di Salute, in linea con le linee guida di OMS, ONU e Unione Europea.

Competenze pratiche e gestionali
Tradurre la teoria in azione. Acquisirai metodi e tecniche per applicare l'arte nei contesti di cura (dall'arte in ospedale alla biblioterapia, fino alla progettazione museale). Il Master trasferisce competenze di management e leadership per creare e governare network collaborativi tra istituzioni, enti e territorio, con un focus imprescindibile su accessibilità e inclusione.
L'obiettivo? Formare professionisti capaci di rendere la cultura un pilastro fondamentale del sistema di welfare.

Direzione e Organizzazione:
• Organizzato da: Lettera i
• Direzione scientifica: Prof. Ugo Morelli
• Coordinamento scientifico: Prof.ssa Grazia Pulvirenti

👉 Il corso avrà inizio il 𝟮𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲. Iscrizioni disponibili fino ad esaurimento posti.

Indirizzo

Via Galliera, 15
Bologna
40121

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 13:00
15:00 - 18:30
Martedì 09:30 - 13:00
15:00 - 18:30
Mercoledì 09:30 - 13:00
15:00 - 18:30
Giovedì 09:30 - 13:00
15:00 - 18:30
Venerdì 09:30 - 13:00
15:00 - 18:30

Telefono

+39051237911

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