03/08/2020
Cari amici,
prima di procedere al consueto racconto delle nostre settimane spaziali vi comunichiamo che è ancora disponibile 1 posto per la settimana dal 10 al 14 agosto e 2 posti per la settimana dal 17 al 21 agosto presso la Scuola dell’Infanzia Follereau. Vi invitiamo a non lasciarvi sfuggire l’occasione!
Proverò di seguito a sintetizzare due settimane di intense esperienze. Come tutti i viaggi che si rispettino, la quarta settimana di ArtEstate Follereau è stata caratterizzata da una grande dose di sorpresa. Ebbene si, devo ammettere con onestà che il percorso inizialmente progettato per i bambini e le bambine ha subito non poche variazioni. Vi chiederete il motivo di questi cambiamenti in corso d’opera. La ragione risiede nel fatto che ad un certo punto le cose che facevamo hanno preso, in un certo senso, vita autonoma: i personaggi delle storie sono diventati nuovi inseparabili compagni di avventure e i nostri artefatti sono diventati simboli e strumenti utili per affrontare il viaggio stesso. Giovannino Perdigiorno ci ha catapultati sul pianeta di cioccolato e allora, accompagnati anche da quei tre fratelli di Barletta che un giorno hanno perso la strada di casa dopo aver scoperto che era fatta tutta di cioccolato ed essersela per questo mangiata, abbiamo anche noi creato la nostra strada di cacao, immergendo i piedi in un fresco e profumatissimo cioccolato liquido. Abbiamo attraversato il percorso tante volte, avanti e indietro, fino a quando le nostre impronte si sono mescolate e unite in un unico cammino. Ecco, inaspettatamente, quella strada si è trasformata, su iniziativa dei bambini, in un tappeto magico che andava srotolato ogni giorno, in entrata e in uscita. Che idea eccezionale! I bambini hanno inventato una cosa meravigliosa! Se tutte le scuole del mondo li accogliessero con un tappeto di cioccolato ogni mattina, nessuno e dico nessuno avrebbe difficoltà all’ingresso. Che piacere essere accolti dal profumo intenso del cacao e poi attraversare quel ponte magico che collega il fuori e il dentro. Proprio così è iniziata un’inaspettata e interessantissima esplorazione del tema della strada, che è continuata realizzando diversi tipi di percorso, prima immaginati, poi seguiti con le dita e infine segnati con la tecnica del collage. Il risultato è stato eccezionale e ha visto nascere opere tridimensionali di grande impatto visivo. La strada è anche quella che abbiamo costruito in città e che ci siamo divertiti a comporre insieme dopo aver letto un’altra storia di Rodari che raccontava proprio di una strada che non andava da nessuna parte. Dove andrà la nostra? Tante le risposte e i discorsi che, proprio come i sentieri, hanno preso le direzioni più disparate. La strada è stata ancora quella percorsa dal topolino nel bosco buio e frondoso, dove si incontrano strane creature. Ecco che quel viaggio lo abbiamo intrapreso lasciandoci meravigliare dalla potenza del teatro delle ombre. L’esperienza è stata così entusiasmante che ce la siamo portata dietro per più giorni, costruendo personaggi e realizzando un mini teatro in cartone per ogni bambino. Ma le avventure non sono ancora finite perché Alice Cascherina continuava a cadere nelle storie e a fare pasticci con trama e dettagli. Per esempio Cappuccetto Rosso non era più Rosso, ma Cappuccetto Verde di Munari, storia letta e visualizzata attraverso splendide tavole fatte scorrere attraverso il teatro kamishibai. Il colore della storia ha poi trasformato l’intera sezione: tutto era diventato verde e abbiamo provato a dipingere scegliendo tra svariati e bizzarri strumenti, tutti però rigorosamente verdi! E poi traiettorie di spruzzi e schizzi, fontane e salti d’acqua per rinfrescare i nostri giorni. Insomma, una settimana straordinaria proprio perché così fuori da ogni aspettativa. Ma crediamo che per lavorare a contatto con i bambini non si debba mai perdere la voglia di sperimentare, rischiare, azzardare con le proposte e la fantasia.
La quinta settimana è stata invece davvero bestiale, nel senso più autentico del termine! Abbiamo avvistato dinosauri famelici e ci siamo salvati solo perché siamo stati furbi e abbiamo preparato loro deliziosi cupcakes al cioccolato, profumati con mille erbette di campo. Poi ci siamo inoltrati nel paese dei mostri selvaggi e li abbiamo spaventati con maschere ancora più selvagge dei mostri stessi. Mercoledì abbiamo ascoltato le storie di baffi lunghissimi e di capelli verdi insalata che crescevano sulla testa di un bambino creato dalla vivace penna di Rodari. Poi abbiamo accolto uomini che non andavano dal barbiere da settimane, mesi, forse addirittura anni e, muniti di forbici e pazienza, li abbiamo sistemati per le feste! I nostri bimbi non solo si sono rivelati dei barbieri esperti, ma addirittura sono stati capaci di far crescere sulle teste di buffi personaggi delle coloratissime chiome, con capelli variopinti realizzati soffiando la pittura attraverso lunghe cannucce. Giovedì poi ci sono venuti a trovare gli alieni! Abbiamo ricevuto da Bob, “man on the moon”, un kit spaziale in modo da poter creare ognuno il proprio fedele amico alieno. Sono nati così “Jilly”, “Billy”, “Alieno Estate”, “Quetaro” e “Tombino” che si sono subito diretti a giocare in giardino. Quindi se nei prossimi giorni vedrete gironzolare per le strade di Bologna qualche personaggio strampalato con molti occhi ed antenne, niente paura! Sono alieni innocui, hanno solo tanta, tantissima voglia di giocare! Proprio come noi!
Un caro saluto a tutti voi!