Studio di Pedagogia Clinica Bologna Emanuela Dozza
L'attività di consulenza pedagogica è rivolta a Genitori, Bambini e Adolescenti, e ad Adulti.
04/10/2022
Nella sua crescita, l’essere umano conosce un doppio movimento: da un lato si avvicina, cerca l’attenzione di qualcuno, l’accudimento, la cura, il riconoscimento, l’accettazione, l’amore; dall’altro, necessita invece di esprimere la propria assoluta unicità, di affermarsi e di trovare un proprio posto nel mondo. In ogni situazione sperimentiamo il bisogno di essere noi stessi, ma al contempo di essere anche in relazione con gli altri e, per questo, dobbiamo mediare per consentire l’espressione di entrambi i bisogni. Quando nasciamo abbiamo tutti un’essenza irripetibile al pari di un’opera d’arte, anche se questa si presenta in forma del tutto potenziale: nessuno potrà dire alla nascita come si evolverà quel potenziale né se avrà la possibilità di dispiegarsi interamente; sappiamo però che ognuno di noi è destinato a individuarsi, ovvero a scoprire e sviluppare il proprio potenziale fino a trovare la propria essenza unica e speciale con la quale potrà avventurarsi e ritornare, in piena coscienza, verso il Tutto o l’Uno, da cui ha avuto origine. Un neonato può essere considerato alla stessa stregua di un piccolo seme che possiede al suo interno l’intero corredo necessario a diventare un grande albero, e molto dipenderà dall’ambiente in cui cadrà o verrà piantato. Così come l’albero avrà bisogno di terra buona e ben concimata, ma soprattutto adatta alla sua natura, anche l’essere umano ha bisogno di cure e, al posto della terra, deve entrare in un ambiente confortevole e amorevole che lo nutra e sostenga, favorendo nello stesso tempo lo sviluppo della sua natura intrinseca. Questo significa che ci deve essere un incastro perfetto tra potenzialità genetica e ambiente. Tutti sappiamo che se cercassimo di piantare un cactus in montagna stenterebbe a sopravvivere, mentre se lo piantiamo in un deserto può diventare maestoso e offrire il meglio di sé. Ogni bambino viene sottoposto a un lungo processo educativo e, per quanto possa essere eccellente, l’educazione tende sempre a dare una certa forma, a modellare la natura di base per adattarla a un’identità collettiva, sociale e familiare. Proprio per questo, ognuno di noi è chiamato ad andare al di là dell’educazione ricevuta per riprendersi l’autenticità e l’unicità che lo contraddistinguono. L’uomo ha, peraltro, una specificità in più rispetto agli altri esseri viventi: è dotato di autocoscienza, cioè riflette su se stesso, giudica e si giudica, definisce e si definisce e mette a fuoco un ideale dell’Io a cui vorrà sempre più somigliare. Nel viaggio della vita l’uomo pian piano individua e integra nella coscienza parti prima sconosciute, avvicinandosi sempre più alla completezza: in una parola si individua, diventa un individuo completo, non più diviso. Individuarsi vuol dire liberare tutte le energie che sono racchiuse al proprio interno fino a poter esprimere un patrimonio unico e irripetibile. Individuarsi vuol dire curare le proprie ferite, superare le divisioni e le dicotomie fino a giungiungere all’unità e alla completezza interiori. Individuarsi vuol dire tradire i sogni di chi ci ha messo al mondo, le aspettative e le fantasie riposte su di noi. Ogni percorso individuale richiede il coraggio di operare tale tradimento, tanto che, se questo non avviene, sarà impossibile scoprire il proprio destino e realizzarsi.
Lidia Fassio, I nostri simboli interiori.
🖌Disegno di un paziente di Jung
♨️
Vogliamo solamente la leggerezza, la Bellezza e non vogliamo affrontare il Brutto.
Secondo un detto, quando l'allievo è pronto, ecco che il maestro compare. Significa che il maestro interiore, arriva quando l'Anima, non l'Io, è pronta.
Viene un momento in cui dalla fase "fuga-evitamento-nascondimento", ci si tuffa a contemplare ciò che è, ciò che si teme di più: il non-bello.
La nostra fame di essere amati.
Il nostro disuso dell'amore, la nostra negligenza, le nostre inadeguatezze, le nostre mediocrità, gli equivoci, le abitudini, i bisogni infantili.
Tre cose differenziano il vivere con l'Anima, di contro al vivere solamente con l'Io: la capacità di sentire e scoprire modi nuovi di stare nelle relazioni; la tenacia per percorrere una strada impervia; la pazienza di apprendere con il tempo, l'amore profondo.
(Adrienne Rich - da "Una Selvaggia Pazienza")
Lory Nugnes
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Lo studio ha riaperto potendo contare: su ampi spazi che consentono il mantenimento delle distanze di sicurezza, sulla certezza della sanificazione di ambienti e materiali come da disposizioni. Inoltre ogni cliente avrà per sé la visiera che rimarrà propria negli incontri successivi e permetterà, pur proteggendo, di non alterare lo scambio comunicativo mantenendo il più possibile comprensibile la voce e le preziose espressioni che l'accompagnano a garanzia della relazione educativa che fonda l'attività nuovamente in presenza di Emanuela Dozza. A partire dal 18 maggio
A seguito delle disposizioni del Presidente del Consiglio dei Ministri l'attività dello studio prosegue in video chiamata. È possibile prenotare telefonicamente. Emanuela Dozza.
Non servono nemmeno le leggi a sostegno dell'integrazione perché non essere inquadrabili in parametri standard di intelligenze, cognitiva ed emotiva, o di comportamenti significa, più spesso di quanto sia tollerabile, essere fuori dalla considerazione dei più. Il mondo. Questo atteggiamento che allontana chi, in maniera manifesta per colore, religione, genere, identità culturale e sociale, disabilità, o per qualunque altra più nascosta differenza compresa, a volte, anche la genialità è molto più presente tra noi di quanto siamo capaci di ammettere. Pur sostenendo retoricamente che siamo tutti diversi di fatto la spinta più diffusa è quella di accogliere quasi esclusivamente gli "uguali" inesistenti che cerchiamo. Queste le considerazioni che faccio dopo aver ascoltato tante testimonianze che narrano di esclusione in particolare a scuola e dopo aver letto, oggi, di due giovani studenti modello di una scuola della Brianza che si sono suicidati. Cominciano a diventare troppe le storie che conosco e che raccontano di esclusione per non domandarmi cosa fare perché questa piaga, che niente ha a che vedere con la dignità umana, possa guarire. L'invito che mi sento di fare è quello di dare vita ad un controcanto di voci che possano invadere quelle che ormai sono diventate le praterie della prevaricazione. Per non lasciare solo chi ha fatto questa esperienza e che mai immaginava che sarebbe capitato anche a lui.
12/01/2020
EMANUELA DOZZA. Studio di Pedagogia Clinica. Bologna La dipendenza da smartphone e tecnologie
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Via Sant'Isaia, 73
Bologna
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Orario di apertura
| Lunedì | 16:00 - 20:30 |
| Martedì | 16:00 - 20:30 |
| Mercoledì | 16:00 - 20:30 |
| Giovedì | 16:00 - 20:30 |
| Venerdì | 16:00 - 20:30 |
| Sabato | 15:00 - 20:30 |