Nei Dan School

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La prima scuola di arti marziali interne (Taiji Quan, Xin Yi Quan, Bagua Zhang, Nei Gong e Qi Gong, Yoga Taoista e Meditazione)

The first internal martial arts school

04/07/2026
Questa bellissima intervista del Professor Carlo Ventura descrive l'orizzonte avanzato della scienza e la sua connession...
03/07/2026

Questa bellissima intervista del Professor Carlo Ventura descrive l'orizzonte avanzato della scienza e la sua connessione con le arti, strade diverse per avvicinarsi al Vero, al Tao.

Sebbene possa sembrare complessa merita di essere ascoltata fino alla fine.
Viene citato il Maestro Flavio Daniele, caposcuola Nei Dan, così come il libro scritto insieme.
( https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__taoscienza-daniele-ventura-libro.php )

L'intervista illumina alcuni aspetti di come funzioniamo che sottolineano come la nostra pratica sia realmente evolutiva e rigenerante, davvero preziosa.

Buona visione

https://youtu.be/yehXRC0uuIQ?is=gkle4WVGbY3Plxma

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Per chi fosse interessato ad approfondire il Bagua Nei Dan School è disponibile il quaderno di pratica del M.Delio Murru...
19/06/2026

Per chi fosse interessato ad approfondire il Bagua Nei Dan School è disponibile il quaderno di pratica del M.Delio Murru, con un'introduzione teorica dei principi che ne sono alla base e la descrizione delle figure dell'intera forma.
Aspettiamo domani a Treviso il Maestro Delio per un incontro che, come sempre, ci arricchirà di nuova consapevolezza.

Info simona 347 326 1451

La terza via delle arti marziali: oltre lo stile, verso il corpo totale                           Italian and English ve...
07/04/2026

La terza via delle arti marziali: oltre lo stile, verso il corpo totale
Italian and English version
Nelle arti marziali da sempre si fronteggiano due visioni.
Da una parte c’è chi sostiene che non basti una vita per conoscere un solo stile, perché ogni arte è un mondo a sé: un linguaggio complesso fatto di principi, tradizione e sensibilità. Approfondirlo completamente richiede anni di disciplina, introspezione e rispetto per la sua struttura.
Chi segue questa via vede nello stile la chiave per comprendere la vera essenza della pratica, credendo che solo attraverso la forma si possa toccare la sostanza.
Dall’altra parte, esiste una scuola di pensiero opposta, che afferma che lo stile è una gabbia.
Ogni sistema, per quanto raffinato, limita la libertà naturale del combattente, lo ingabbia in schemi e regole che funzionano solo in determinati contesti.
Per costoro, nessun metodo può essere completo, perché la realtà del combattimento è imprevedibile e in continua trasformazione.
Ma la verità, forse, non sta né da una parte né dall’altra.
C’è una terza via – una prospettiva che supera entrambe e che considera gli stili come strumenti, non come confini.
Riconoscere i pregi e i difetti di ogni approccio è il primo passo verso la maturità marziale.
Lo stile profondo insegna disciplina, consapevolezza e precisione; la libertà senza forma insegna adattamento, creatività e spontaneità.
Tuttavia, solo chi riesce a fondere entrambe le dimensioni può dirsi veramente completo.
Il vero obiettivo non è padroneggiare una tecnica, ma sviluppare corpo, mente ed energia interna fino al punto in cui diventano capaci di reagire in modo naturale, istintivo, ma anche intelligente a qualsiasi situazione.
Non si tratta di rifiutare gli stili, ma di trascenderli.
La potenza del corpo umano, quando è pienamente compreso e liberato dai vincoli mentali, diventa il principio unificante di tutte le arti marziali:
* la forza nasce dalla padronanza di sé, non dal nome dello stile che pratichiamo.
Allenare il corpo in modo totale significa coltivare equilibrio, percezione, esplosività e controllo.
Significa affinare la capacità di leggere l’avversario, adattarsi al ritmo, fondersi con la realtà del momento.
Quando il corpo conosce se stesso a fondo, non serve uno schema per agire: la tecnica diventa espressione naturale del vivere.
La via marziale, allora, non è né quella della fedeltà cieca a un metodo né quella del caos assoluto, ma quella della comprensione delle leggi universali che governano il corp .
Comprendere il movimento nella sua essenza, percepire il proprio baricentro, la connessione, la respirazione, la sincronizzazione tra intenzione e gesto.
In questo equilibrio dinamico, lo stile perde il suo nome e resta solo l’essenza del combattimento: il corpo libero che risponde al mondo.
La maestria più alta non è fare la tecnica perfetta, ma esserla.
L’arte marziale autentica è l’espressione armoniosa di un corpo che ha superato i limiti dello stile per fondersi con la natura stessa del movimento.
English version
The Third Way of Martial Arts: Beyond Style, Toward the Complete Body
In martial arts, two opposing visions have always stood in contrast.
One side believes that a lifetime is not enough to truly master a single style, because each art is a universe of its own—a deep language of principles, tradition, and subtle understanding. To explore it fully demands discipline, humility, and endless study. For these practitioners, form is the gateway to essence; through repetition and structure, one uncovers truth.
The other side holds that styles are prisons. Every system, no matter how refined, limits the natural freedom of the fighter. Reality is not structured—combat is fluid, unpredictable, and ever-changing. To cling to a single form is to fall behind the rhythm of life itself.
Yet perhaps the truth lies in neither extreme.
There is a third path—one that recognizes the strengths and weaknesses of both approaches, but is bound by neither. Styles can be foundations, not boundaries. Structure teaches discipline, alignment, and control; freedom brings creativity, adaptability, and intuition. Combined, they give birth to a higher understanding: a martial art that is alive.
The ultimate goal is not to master a fixed catalogue of techniques, but to awaken a body and mind capable of responding naturally and intelligently to any situation.
Such mastery transcends method. It is the cultivation of total awareness—of balance, timing, flow, and stillness.
When the body is completely understood, it no longer needs to imitate; it simply is.
To train the body completely is to train perception itself: to feel the opponent, to merge with the moment, to move without hesitation. It is to dissolve the walls between thought and action. In that state, style loses its meaning—there remains only movement, unfiltered and sincere.
True mastery is not performing the perfect technique; it is becoming it.
Authentic martial art is not the preservation of a style, but the realization of the body’s full potential—free, adaptable, and one with the flow of life.

Il Segreto della Vera Forza Allievo: Maestro, perché dite che insegnare senza condizionare è difficile?Maestro: Perché è...
03/12/2025

Il Segreto della Vera Forza

Allievo: Maestro, perché dite che insegnare senza condizionare è difficile?

Maestro: Perché è come accompagnare un seme: non puoi tirarlo per farlo crescere. Puoi solo creare le condizioni perché spunti da sé.

Così è l’arte: nasce spontanea quando non la si forza.

Allievo: Da dove deve cominciare un vero maestro?

Maestro: Dal non-attaccamento. Non alla disciplina, ma all’Arte stessa.
E dal riconoscere i principi universali che abitano ogni essere umano, radici silenziose di tutte le tecniche di combattimento.

Allievo: Ma la tecnica non contiene già questi principi?

Maestro: No. La tecnica può esprimerli, ma non generarli.
Il balzo di uno spadaccino moderno e quello di un antico guerriero possono somigliare, ma la sorgente interiore che li muove è diversa.

Una tecnica è un ramo. I principi sono la radice.

Allievo: E dove si trovano queste radici?

Maestro: Nel luogo da cui proviene il tuo stesso respiro: dentro di te.

Così vicino che lo ignori, così profondo che lo cerchi altrove. Per questo pochi camminano in quella direzione.

Allievo: Molti cercano la forza nelle braccia e nelle gambe…

Maestro: Perché guardano solo ciò che si muove.
Ma come gli animali affondano le zampe nel tronco, così tutte le tecniche affondano nel centro del corpo. La forza nasce dal bacino, dal dantian, la sorgente silenziosa della forza.

Allievo: Quando bisogna iniziare a lavorare su questo centro?

Maestro: Dopo che la forma esterna è stata compresa. Tre, cinque anni. Poi l’allievo deve imparare ad ascoltare il centro, a connettervi braccia e gambe attraverso i sentieri interni della forza.

Quando il centro respira nei quattro arti, gli opposti si conciliano:
durezza e morbidezza, lentezza e velocità,
stabilità e dinamismo.

Allievo: E cosa accade allora?

Maestro: Il gesto smette di essere soltanto tecnica. Diventa marziale.
Esce dal corpo come un animale selvatico: preciso, spontaneo, inevitabile.

Allievo: È questo il Wu Wei?

Maestro: È la sua ombra.
Molti credono che Wu Wei sia automatismo.

Ma ripetere ossessivamente non genera spontaneità: genera solo abitudine.

La ripetizione serve solo se, attraverso di essa, scopri possibilità nuove nascoste nello stesso gesto.

Allievo: E come si scoprono queste possibilità?

Maestro: Con tre consapevolezze:

1. Cosa cercare.
2. Dove cercarlo.
3. Come cercarlo e nutrirlo.

Allievo: Il “cosa” sembra facile: forza, velocità…

Maestro: Il “cosa” è la foglia. Il “dove” è il ramo. Il “come” è la radice.

E pochi conoscono la radice.

Non sanno che cos’è la potenza di un guerriero, né come la velocità dialoghi con la potenza,
la potenza con l’elasticità, l’elasticità con il rilassamento,
il rilassamento con il radicamento.

Allievo: Sono qualità diverse da quelle dello sport?

Maestro: Diversissime. Come la corsa del centometrista e il balzo del felino.
E pochi sanno coltivarle. Ancora meno ne conoscono i metodi.

Allievo: Maestro, allora le forme, le tecniche, il combattimento non bastano?

Maestro: Sono sentieri, non la montagna.

Ripetere forme sperando che nasca la qualità marziale è come guidare ogni giorno un’automobile e credere che un giorno, per caso, diventerai un pilota da rally.

Così molti pensano che bastino stretching e pesi per diventare elastici e potenti come un felino.

Allievo: E quindi… da dove nasce la vera forza?

Maestro: Dal silenzio del tuo centro.
Dalla connessione che non si vede.
Dall’arte che cresce come un albero: dalle radici verso il cielo.

Indirizzo

Bologna

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