Scuola di Teatro Nino Campisi - Compagnia Teatro Studio

Scuola di Teatro Nino Campisi - Compagnia Teatro Studio Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Scuola di Teatro Nino Campisi - Compagnia Teatro Studio, Teatro del Navile. Via Marescalchi 2/b ( Ang. Via D'Azeglio 9) Bologna, Bologna.

La Scuola ha sede nel Teatro del Navile - Spazio Arte, adiacente a Piazza Maggiore, luogo storico della città, già prestigioso e ambito cenacolo artistico negli anni sessanta e settanta, fondato nel 1998 da Nino Campisi con il patrocinio di Lucio Dalla.

06/09/2026

Sono aperte le iscrizioni alla Scuola di Teatro diretta da Nino Campisi per la stagione 2026-2027. Le audizioni per le iscrizioni si svolgono in presenza a partire dal 1 settembre dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle ore 19.

05/08/2026

L' ultima Odissea.

«Musa, quell'uom di multiforme ingegno
dimmi, che molto errò, poich'ebbe a terra
gittate di Ilïòn le sacre torri;
che città vide molte, e delle genti
l'indol conobbe; che sovr'esso il mare
molti dentro del cor sofferse affanni,
mentre a guardar la cara vita intende,
e i suoi compagni a ricondur: ma indarno
ricondur desïava i suoi compagni,
ché delle colpe lor tutti periro.
Stolti! Che osaro vïolare i sacri
al Sole Iperïon candidi buoi
con empio dente, ed irritaro il nume
che del ritorno il dì lor non addusse.»

(Omero, "Odissea" (1-9), trad. di Ippolito Pindemonte)

Nessuna versione cinematografica ha avuto cuore di impiccare le schiave infedeli di Penelope eppure il poema di Omero le punisce in questo modo completando una vendetta spietata che stermina tutti i principi di Itaca.
Le donne di questa antica Grecia hanno un ruolo subalterno non tollerabile ai nostri giorni: Andromaca, sposa del povero Ettore, finisce schiava di Neottolemo, figlio di Achille; Elena ritorna a malincuore da Menelao dopo un amore sincero con Paride; Clitemnestra uccide il marito Agamennone vendicando il sacrificio della figlia Ifigenia immolata al buon fine della guerra di T***a; Cassandra, la sacerdotessa di T***a, finì schiava nel letto di Agamennone, un motivo in più per essere uccisa dalla moglie e dal suo amante.
L 'Odissea è un opera che si presta magnificamente al successo nel cinema, ha tutti gli ingredienti di un prodotto di consumo con avventure, colpi di scena, effetti speciali e mistero.
Nel caso di Nolan una produzione di milioni di dollari non poteva che ingaggiare attori molti popolari e riconoscibili; è la politica di Hollywood il rischio zero usando
attori magari dai tratti poco mediterranei. In effetti Matt Damon e Anne Hathaway sembrano usciti più da una vetrina di New York che dalla salsedine della Grecia.
È un film gradevole con qualche imprecisione come lo sono stati tutti i precedenti. Non ho riferimenti di alcun gigante in armatura nell'epica omerica, eppure l'errore non è qualche aggiunta fantasiosa ma il fatto che ha travisato ogni opera cinematografica dedicata ad Ulisse e alla guerra di t***a. Siamo nel 1200 avanti Cristo per cui nell'eta del bronzo. Le poche armi disponibili per audaci guerrieri erano in questa lega di rame e stagno. Nessuna temperatura era adatta a produrre ferro prima che la siderurgia esistesse. In realtà gli storici dicono che il grosso degli eserciti combatteva con pietre e clave di legno e le frecce in legno avevano in punta una selce adattissima a forare la carne.

Secondo il protocollo cinematografico il cattivo muore per ultimo. Antinoo, il leader dei Proci, viene passato a fil di spada, in realtà viene ucciso da una freccia nella gola e muore per primo. Non è una differenza trascurabile. Omero non ha una pellicola da mo***re ma ha un regime basato sull'onore e la vendetta. Antinoo viene ucciso per primo perché è il peggiore, colui che insidia Penelope con più ardore, colui che avrebbe ucciso Telemaco se avesse potuto. Morire per ultimo soddisfa un crescendo di sangue puramente spettacolare ma non era un problema di Omero.
Lo spettacolo c'è in effetti ma si ha avuto cura dell'essenza del poema, senza la quale non avrebbe senso. L'odissea non è la forza muscolare, prima degli eroi vengono gli uomini. A nulla vale l'audacia senza l'intelligenza e l'astuzia, si realizza che la strage di T***a è costata troppo sangue per una sola donna (in realtà Elena era un pretesto, c'erano in gioco conflitti commerciali).
Senza umanità Ulisse non è nulla, si misura con forze sovrannaturali, sfida gli dei poiché il destino vuole farselo da solo, entra nell'Ade e capisce che tutto è vano senza una traccia di compassione e amore che nessuna guerra può trasmettere.

05/08/2026

Per una pura questione di affetto coloro che sono nati nel secolo scorso vedono l'Odissea di Franco Rossi unica, irripetibile e più fedele al testo di Omero.
È vero ma non è solo questo, è il modello degli anni '60 di tutti gli sceneggiati prodotti dalla Rai (in questo caso una produzione europea) sia che si trattasse di Dostoevskij o Stevenson le serie della televisione di stato erano ben curate e interpretate da attori teatrali dalla formazione classica. Al contrario del cinema americano il bacino del cinema europeo aveva radici antiche e lo percepiamo da sempre con i modelli legati più ai dialoghi shakespeariani che all'azione convulsa. Alle nostre spalle c'è il teatro greco, Moliere, le maschere dell'arte.
Il cinema americano non poteva essere altro che la copia di una copia, col metodo Stanislavskij ha dato il meglio di sé con i frutti dell'Actor Studio. È la tradizione russa col suo dramma interiore e il marasma delle anime che hanno dato buoni prodotti ad Hollywood. Immedesimarsi nella parte è una prova attoriale di un certo effetto, avere alle spalle secoli di storia è altra cosa.
L' Odissea di Franco Rossi gode del phatos di una voce narrante sublime, delle ruvide consonanti di Ungaretti che introduce il canto, delle musiche ora dolci e ora solenni che drammatizzano eroismo e paure, vanifica promesse di immortalità preferendo una patria dei ricordi e una moglie desiderata, coglie il lutto nelle pire dei morti e nelle vesti nere di un sud arcaico, dolcemente si sofferma nei turbamenti giovanili di Nausiaca e gli impeti di Telemaco, osserva Circe priva di empatia e il bene dell'umanità fatta carne e preferisce il fardello umano ai capricci degli dei.

L' attore protagonista dell'Odissea di Franco Rossi merita una scheda personale. Bekim Fehmiu morì suicida a 74 anni sia per problemi depressivi sia per il dramma personale sulla questione balcanica createsi con la divisione dell'ex Jugoslavia.

Bekim Fehmiu, nasce nel giugno del 1936 a Sarajevo da una famiglia kossovara albanese costretta all’esilio. Cresciuto a Scutari e poi a Prizren, studia a Pristina e Belgrado dove prenderà casa con la moglie. Nel 1956, è il primo albanese ad iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica di Belgrado. Dal 1962 comincia anche a lavorare nel mondo del cinema e ad ottenere importanti riconoscimenti in Jugoslavia, in Europa e negli Stati Uniti. La svolta nella sua carriera avviene nel 1967 quando interpreta lo zingaro Bora in Ho incontrato anche zingari felici. Successivamente inizia le riprese per L’Odissea (sceneggiato televisivo trasmesso dalla RAI alla fine degli anni ’60) e lavora ad Hollywood, collezionando premi e riconoscimenti. Nonostante la crescente fama in Italia e oltreoceano, resta orgoglioso albanese in Jugoslavia e jugoslavo nel mondo. Prima che la sua Itaca dei Balcani sia insanguinata dalle guerre, si ritira dalle scene in segno di protesta contro i crescenti nazionalismi.

Determinato a difendere la propria identità in un ambiente sempre più nazionalista, sceglie di rinunciare alle parole traducendole in silenzio. In occasione della pubblicazione della sua autobiografia Blistavo i strašno – Splendida e terribile nel 2001, riappare in pubblico, criticando anche la pace successiva ai conflitti, per il clima di odio e divisione che l’accompagna. Bekim Fehmiu, il 15 giugno 2010, decide di terminare il suo viaggio, da solo. Lasciandoci un messaggio di amore per la professione, per la vita e per la propria identità libera.

07/07/2026

🎤 NATALINO BALASSO AL TEATRO DEL NAVILE!

Lunedì 20 luglio alle ore 20, un grandissimo nome del teatro e della comicità italiana arriva a Bologna: Natalino Balasso sale sul palco del Navile con il suo nuovo, attesissimo testo "Appunti per un discorso pubblico".

Un evento creativo, visionario e ironico nato da tre premesse urgenti sulla nostra società:

1️⃣ La scomparsa della sfera privata: i nostri sentimenti spiattellati sui telefoni, mentre i palchi politici spacciano tiramenti privati per affari pubblici.

2️⃣ La scomparsa della logica lineare: le fake news sono diventate la realtà. Per questo il Discorso Pubblico sarà recitato sotto forma di sogno.

3️⃣ La scomparsa di alternative alla favola della crescita economica: un nuovo "Medioevo" dove la Merce ha preso il posto della Chiesa e le multinazionali dettano le regole.

"Il pubblico vuole sognare ad occhi aperti, ma non sa come fare: per questo ha bisogno dell’attore. L’attore sul palco è solo: per questo ha bisogno del pubblico." — Natalino Balasso

📌 INFO E PRENOTAZIONI
📅 Quando: Lunedì 20 luglio, ore 20:00
📍 Dove: Teatro del Navile - Spazio Arte, via Marescalchi 2/b, Bologna, BO, 40123
💰 Biglietto: Posto unico € 10,00
💳 Ingresso: Riservato ai soci ARCI (valide tutte le tessere nazionali e territoriali).
🎟️ Modalità: Prenotazione e registrazione online obbligatoria.
👉 I posti sono limitatissimi! Corri al link in bio e nelle storie per assicurarti il tuo biglietto.

04/03/2026

Il Teatro del Navile è lieto di presentare lo spettacolo "Lucio Dalla per le strade tra la gente", curato da Paolo Piermattei e Nino Campisi: un viaggio celebrativo nel genio artistico e umano del cantautore bolognese. Attraverso un repertorio che unisce grandi successi a brani meno noti, la rappresentazione vede protagonisti, oltre ai curatori, gli artisti Freeda, David Deriu, Marcello Romeo e Sara6. Lo spettacolo è arricchito dalle fotografie storiche di Luciano Nadalini, Andrea Salvato, Marcello Di Benedetto, e dai bozzetti di Mimmo Paladino per l'album Henna. Il progetto nasce dal profondo legame personale e professionale degli autori con Lucio Dalla, con l’intento di restituire al pubblico l'essenza trascendente e l'immutata attualità di un artista visionario che ha saputo parlare al cuore delle persone attraverso la musica e la poesia.

📍Teatro del Navile
(Via Marescalchi 2/b (Angolo via D’Azeglio 9) 40123 Bologna

INGRESSO RISERVATO AI SOLI SOCI ARCI
Intero €10

Prenotazione online obbligatoria dal link in bio e nelle storie

04/03/2026

Mercoledì 4 marzo 2026, alle ore 21, il Teatro del Navile presenta “Lucio Dalla per le strade tra la gente.” Con Nino Campisi, David Deriu, Freeeda, Paolo Piermattei, Sara6, Marcello Romeo. Images: Luciano Nadalini, Andrea Salvato, Marcello Di Benedetto. Regia di Nino Campisi e Paolo Piermattei...

Indirizzo

Teatro Del Navile. Via Marescalchi 2/b ( Ang. Via D'Azeglio 9) Bologna
Bologna
40123

Orario di apertura

Lunedì 20:00 - 22:00
Martedì 20:00 - 22:00
Mercoledì 09:00 - 22:00
Giovedì 20:00 - 22:00

Telefono

+39051224243

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