05/08/2026
L' ultima Odissea.
«Musa, quell'uom di multiforme ingegno
dimmi, che molto errò, poich'ebbe a terra
gittate di Ilïòn le sacre torri;
che città vide molte, e delle genti
l'indol conobbe; che sovr'esso il mare
molti dentro del cor sofferse affanni,
mentre a guardar la cara vita intende,
e i suoi compagni a ricondur: ma indarno
ricondur desïava i suoi compagni,
ché delle colpe lor tutti periro.
Stolti! Che osaro vïolare i sacri
al Sole Iperïon candidi buoi
con empio dente, ed irritaro il nume
che del ritorno il dì lor non addusse.»
(Omero, "Odissea" (1-9), trad. di Ippolito Pindemonte)
Nessuna versione cinematografica ha avuto cuore di impiccare le schiave infedeli di Penelope eppure il poema di Omero le punisce in questo modo completando una vendetta spietata che stermina tutti i principi di Itaca.
Le donne di questa antica Grecia hanno un ruolo subalterno non tollerabile ai nostri giorni: Andromaca, sposa del povero Ettore, finisce schiava di Neottolemo, figlio di Achille; Elena ritorna a malincuore da Menelao dopo un amore sincero con Paride; Clitemnestra uccide il marito Agamennone vendicando il sacrificio della figlia Ifigenia immolata al buon fine della guerra di T***a; Cassandra, la sacerdotessa di T***a, finì schiava nel letto di Agamennone, un motivo in più per essere uccisa dalla moglie e dal suo amante.
L 'Odissea è un opera che si presta magnificamente al successo nel cinema, ha tutti gli ingredienti di un prodotto di consumo con avventure, colpi di scena, effetti speciali e mistero.
Nel caso di Nolan una produzione di milioni di dollari non poteva che ingaggiare attori molti popolari e riconoscibili; è la politica di Hollywood il rischio zero usando
attori magari dai tratti poco mediterranei. In effetti Matt Damon e Anne Hathaway sembrano usciti più da una vetrina di New York che dalla salsedine della Grecia.
È un film gradevole con qualche imprecisione come lo sono stati tutti i precedenti. Non ho riferimenti di alcun gigante in armatura nell'epica omerica, eppure l'errore non è qualche aggiunta fantasiosa ma il fatto che ha travisato ogni opera cinematografica dedicata ad Ulisse e alla guerra di t***a. Siamo nel 1200 avanti Cristo per cui nell'eta del bronzo. Le poche armi disponibili per audaci guerrieri erano in questa lega di rame e stagno. Nessuna temperatura era adatta a produrre ferro prima che la siderurgia esistesse. In realtà gli storici dicono che il grosso degli eserciti combatteva con pietre e clave di legno e le frecce in legno avevano in punta una selce adattissima a forare la carne.
Secondo il protocollo cinematografico il cattivo muore per ultimo. Antinoo, il leader dei Proci, viene passato a fil di spada, in realtà viene ucciso da una freccia nella gola e muore per primo. Non è una differenza trascurabile. Omero non ha una pellicola da mo***re ma ha un regime basato sull'onore e la vendetta. Antinoo viene ucciso per primo perché è il peggiore, colui che insidia Penelope con più ardore, colui che avrebbe ucciso Telemaco se avesse potuto. Morire per ultimo soddisfa un crescendo di sangue puramente spettacolare ma non era un problema di Omero.
Lo spettacolo c'è in effetti ma si ha avuto cura dell'essenza del poema, senza la quale non avrebbe senso. L'odissea non è la forza muscolare, prima degli eroi vengono gli uomini. A nulla vale l'audacia senza l'intelligenza e l'astuzia, si realizza che la strage di T***a è costata troppo sangue per una sola donna (in realtà Elena era un pretesto, c'erano in gioco conflitti commerciali).
Senza umanità Ulisse non è nulla, si misura con forze sovrannaturali, sfida gli dei poiché il destino vuole farselo da solo, entra nell'Ade e capisce che tutto è vano senza una traccia di compassione e amore che nessuna guerra può trasmettere.