03/03/2026
In occasione del quarantesimo anniversario della fondazione della rivista, Ricerche di Storia Politica organizza un ciclo di conferenze che sarà possibile seguire anche online.
Seguiranno ulteriori informazioni
27/01/2026
Presentazione del numero speciale dell'autunno 2025 di «Ricerche di storia politica», An Epochal Shift: State. Individual and Political Culture (1870-1890), curato da Fulvio Cammarano
📅 29 gennaio 2026
🕢 16,30
💻 canale youtube della Fondazione Luigi Einaudi di Torino
30/12/2025
RICERCHE DI STORIA POLITICA 3/2025
(https://rivisteweb.it/issn/1120-9526/issue/9916)
Fulvio Cammarano
Omaggio a Edgar Feuchtwanger
pp: 249-250
DOI: 10.1412/118745
SAGGI
Giovanni Battista Boggione
Tragica sventura o castigo divino? La morte di Cavour secondo l’opinione pubblica internazionale
pp: 251-270
DOI: 10.1412/118746
Antonio D'Alessandri
L’organizzazione dei nazionalisti jugoslavi (Orjuna), 1921-1929: uno «jugofascismo»?
pp: 271-288
DOI: 10.1412/118747
RASSEGNE
Raimondo d'Alessandro
La Santa Sede e l’assistenza ai «non-ariani». Itinerari storiografici
pp: 289-304
DOI: 10.1412/118748
RUBRICHE
Andrea Ciampani
Il movimento della Resistenza a Roma nel ripensare la storia della liberazione in Italia
pp: 305-313
DOI: 10.1412/118749
BIBLIOTECA E INDICI
30/12/2025
MEDITERRANEO CENTRALE: PASSATO E PRESENTE DI MIGRAZIONI, MARGINALITA' E CONFLITTI, di Gabriele Montalbano
La retorica dell’invasione dei migranti in Italia, la conseguente militarizzazione del Mediterraneo centrale e la disumanizzazione delle persone che tentano di attraversarlo da sud, sono temi che hanno formato e continuano a formare il dibattito pubblico nazionale. La paura — inventata, incanalata e strumentalizzata — delle migrazioni mediterranee viste come minacce o possibili invasioni ha una storia lunga, complessa e radicata nel passato coloniale, e include anche le relazioni tra Italia, Tunisia e Francia.
Quando nel 1881 la Francia, partendo dall’Algeria già occupata dal 1830, invade la Reggenza di Tunisi ponendo questa provincia ottomana — fino ad allora largamente autonoma — sotto la propria protezione diplomatica e militare, trova un numero consistente di italiani residenti. La loro composizione è estremamente variegata e frutto delle stratificazioni storiche delle mobilità mediterranee: discendenti degli schiavi delle guerre corsare, commercianti ebrei sefarditi, imprenditori liguri, esuli politici risorgimentali avevano fatto della Tunisia il centro delle loro attività commerciali, politiche e sociali. A seguito dell’occupazione militare e con l’avvio delle opere pubbliche a servizio del regime coloniale (porti, strade, miniere, sfruttamento agricolo), molta manodopera — perlopiù proveniente dalla Sicilia occidentale e dalla Sardegna meridionale — fu attratta nel Paese maghrebino, aggiungendosi al composito gruppo di cittadini italiani già lì residenti.
Leggi l'articolo completo: https://www.arsp.it/2025/10/23/mediterraneo-centrale-passato-e-presente-di-migrazioni-marginalita-e-conflitti/
30/12/2025
CASTELPORZIANO 1979: LA «WOODSTOCK DELLA POESIA ITALIANA», di Marco Gualtieri
«Recitare poesie davanti a 4.000 persone, per la prima volta in Italia, dopo 4 anni senza concerti e tre senza Parco Lambro non è poi così facile come sembra». Attraverso questa asciutta ammissione il piccolo inserto a «Lotta continua» restituiva, in presa diretta, il clima del Primo Festival dei Poeti di Castelporziano. Dal 28 al 30 giugno 1979, una spiaggia del litorale romano tradizionalmente poco frequentata da eventi culturali si trasformò per tre giorni nell’inedito palcoscenico di un grande raduno collettivo. Il tentativo, piuttosto esplicito, era quello di mantenere in vita i grandi happening degli anni precedenti malgrado la progressiva diradazione dei soggetti sociali che ne avevano favorito un’ampia affermazione. Il reading di massa di Casterlporziano si inseriva infatti nel solco dei festival musicali degli anni Settanta – inaugurati proprio nella Capitale dai Festival Pop di Caracalla – come pure degli incontri del proletariato giovanile, organizzati dalla rivista «Re Nudo» e naufragati a Milano dopo le tensioni scoppiate nell’edizione del 1976 a Parco Lambro.
Leggi l'articolo completo >>> https://www.arsp.it/2025/08/09/castelporziano-1979-la-woodstock-della-poesia-italiana/
29/12/2025
RICERCHE DI STORIA POLITICA - Speciale/2025
An Epochal Shift: State. Individual and Political Culture (1870-1890)
OPEN ACCESS > https://rivisteweb.it/issn/1120-9526/issue/9891
SAGGI
Fulvio Cammarano, State, Individual and Political Culture 1870-1890: A Proposal for Periodization
pp: 3-14
DOI: 10.1412/118478
Raffaella Baritono
«Government Is No Holiday Affair»: U.S. Public Opinion and the Rethinking of the American State (1870-1900)
pp: 15-28
DOI: 10.1412/118479
Mireno Berrettini
Between Natural Law and Positivism: The Relationship between State and Citizen in the Spain of the Canovist Restoration
pp: 29-40
DOI: 10.1412/118480
Salvatore Botta
Social Question and Role of the State in Belgium in the Second Half of the Nineteenth Century
pp: 41-52
DOI: 10.1412/118481
Riccardo Brizzi
State and Society in France at the Dawn of the Third Republic
pp: 53-64
DOI: 10.1412/118482
Michele Cento
The Spectres of Bismarck and the Commune: State and Society in Italy from Sedan to Dogali
pp: 65-76
DOI: 10.1412/118483
Andrea Ciampani
Beyond and after the Papal State: The Holy See, Catholic Society, and the Liberal State
pp: 77-88
DOI: 10.1412/118484
Giovanna Cigliano
State and Society in the Tsarist Empire after the Great Reforms (1870-1890)
pp: 89-101
DOI: 10.1412/118485
Oliviero Frattolillo
Debating the Citizen-State Dialectic in Early Meiji Japan (1870-1890)
pp: 103-117
DOI: 10.1412/118486
Fernando Tavares Pimenta
Portugal: Caesarism and the Influence of Bismarck’s Policy on Portuguese Political Culture
pp: 119-133
DOI: 10.1412/118487
Francesco Davide Ragno
Intellectuals in the Shadow of Progress: State and Individual in Argentina and Chile
pp: 135-144
DOI: 10.1412/118488
Teodoro Tagliaferri
England in the Eighteen-Eighties and the Rise of Liberal Collectivism
pp: 145-159
DOI: 10.1412/118489
Filippo Triola
Bismarck’s Social Legislation: A New Role for the State
pp: 161-171
DOI: 10.1412/118490
29/12/2025
LE LETTERE AI CAPPELLANI E AI GIUDICI COMPIONO 60 ANNI, di Marco Labbate
La mattina del 14 febbraio 1965, un professore del Cicognini di Prato, vecchio militante del Partito d’Azione, sale alla parrocchia di Barbiana. Non si tratta di un fatto nuovo. Quando don Milani era un giovane cappellano alla parrocchia di San Donato a Calenazano, nonostante le diverse idee, Agostino Ammanati aveva stretto con lui una solida amicizia e aveva collaborato alla scuola popolare avviata dal sacerdote. Anche dopo l’esilio di don Milani a Barbiana, aveva continuato ad andare a trovarlo. Questa volta porta con sé un ritaglio de «La Nazione», contenente lo scarno comunicato della sezione toscana dell’Associazione dei cappellani militari in congedo: dopo aver accordato ai combattenti di Salò una tacita riabilitazione, auspicando la fine di «ogni discriminazione e ogni divisione di parte di fronte ai soldati di tutti i fronti e di tutta le divise, che morendo si sono sacrificati per il sacro ideale di Patria», concludevano l’omaggio ai caduti con un attacco alla «cosiddetta obiezione di coscienza», «insulto alla Patria», «estranea al comandamento dell’amore», «espressione di viltà».
Leggi l'articolo completo >>> https://www.arsp.it/2025/08/03/le-lettere-ai-cappellani-e-ai-giudici-compiono-60-anni/
29/12/2025
LE QUATTRO VITE DELL'ETERNAUTA: PASSATO E PRESENTE DI UN PEZZO D'ARGENTINA, di Francesco Davide Ragno
Ben presto, la realtà distopica rappresentata nel fumetto sembrò all’autore capace di veicolare anche immagini realistiche di un’Argentina fustigata da colpi di Stato o minacce di golpes civico-militari. Ed ecco la seconda vita della storia: pur molto meno fantasioso, il fumetto fu riscritto con l’intento di descrivere allegoricamente la quotidianità dell’Argentina dell’epoca. La qual cosa, senza dubbio, faceva il paio con l’idea che il Paese fosse spaccato e diviso in due entità che, in forma manichea, rappresentavano il bene e il male. Un’Argentina scissa e percorsa da profonde fratture: gli avversari politici erano il male da estirpare a difesa dell’essenza della nazione e della fantomatica Argentinidad.
Leggi l'articolo completo >>> https://www.arsp.it/2025/08/09/le-quattro-vite-delleternauta-passato-e-presente-di-un-pezzo-dargentina/