27/10/2023
Mi soffermo su questa immagine che riporta una placchetta in bronzo, opera di un anonimo artista tedesco del XVI sec. Una giovane donna, con la testa lievemente chinata di lato, tiene due brocche in mano. Con la prima brocca, tenuta a destra in alto, comincia a versare il liquido nell'altra, tenuta a sinistra in basso. Di questa seconda è in evidenza il vuoto profondo dell'imboccatura. I capelli fluenti della donna alludono al flusso del liquido che sta per versarsi da un recipiente all'altro. L'acqua si versa nel vino, ne cambia il colore, ne alleggerisce il sapore e ne mitiga la robustezza.
Secondo la teologia cristiana la Temperanza è una delle Virtù cardinali, quella che porta a mitigare le passioni e gli istinti in vista del perfezionamento spirituale.
Temperanza deriva dal latino tempus-oris, traducibile come “momento” “periodo di tempo” e anche “misura del tempo”.
Ritroviamo questa ultima accezione nella notazione musicale occidentale, dove il “tempo” della composizione si trova all’inizio del primo rigo, subito dopo la chiave (si parla di "tempo in chiave") - es.: 2/4 oppure 6/8. Questa frazione, insieme ad altri segni, aiuta qualsiasi lettore della partitura ad eseguire il brano proprio come il compositore l’ha inteso: essa “misura e analizza” l’unità temporale della scrittura musicale - la battuta-che si ripeterà uguale fino alla fine del brano.
Temperare come “tradurre una dimensione indefinita ed indeterminata, in una misura analizzabile ed utilizzabile da me adesso”? La temperanza diventerebbe così un atto di riduzione all’umano, l'opportunità di maturare umiltà e pazienza, di riconoscere che Il tempo umano personale...il MIO tempo...è solo una delle tante prospettive possibili., da cui si può prendere distanza.
Lo stesso messaggio arriva dal fiore di Bach Impatiens, la cui
immagine qui mostrata è gentilmente concessa da The Bach Centre.