28/06/2021
Carissimi ragazze e ragazzi,
per la prima volta dopo 36 anni, all’inizio del prossimo anno scolastico, non sarò nell’atrio ad accogliervi con la stessa emozione di tanti anni fa. È arrivata l’ora
della attesa (ma anche fin troppo temuta) pensione. Per me, sempre a contatto con i giovani, il tempo sembra non scorrere mai: nei miei ricordi siete tutti fermi a 15-18 anni ... e invece voi, miei primi allievi, avete ormai oltre 45 anni!
Ogni tanto mi ritrovo a pensare a come potete essere ora: i percorsi che avete intrapreso, il lavoro che fate, se avete figli e – soprattutto – vorrei sapere se siete felici. A me capita talvolta di pensare ai miei insegnanti delle medie, del Liceo, dell’Università ... chissà se è mai capitato anche a voi di ricordarmi!
Facendo un calcolo approssimativo, ho insegnato a circa 3500 studenti; sarebbe una bugia dire che vi ricordo tutti (anche perché la memoria non è quella dei vent’anni), ma gran parte di voi sì… Al Tandoi di Corato, al Carafa di Andria, al Tannoia di Corato, al Garrone di Barletta (per ben 27 anni) e, in ultimo, al Dell’Olio di Bisceglie. Ci sono inoltre tutti quegli studenti, non direttamente alunni miei, che ho conosciuto e seguito in quanto coinvolti in attività progettuali extracurricolari (IFTS, PON, PTOF, Erasmus, ecc.), con i quali ho avuto esperienze professionali indimenticabili anche all’estero.
Non ricordo solo i più bravi, chi di voi era attento, studioso, partecipe, ma anche voi ragazze e ragazzi “difficili”, voi che avevate e creavate problemi. Ricordo anche con rammarico quelli di voi, pochi per fortuna, che involontariamente ho fatto piangere e quelli che non ci sono più e che ogni tanto ritornano nei miei pensieri, con la loro spensieratezza e la loro gioia di vivere interrotta troppo presto e i cui genitori abbraccio forte.
Ancora oggi alunni di 45 anni ( genitori) mi contattano sui social per un parere o solo per salutarmi affettuosamente. Che gioia e che soddisfazione!
Di quelli più lontani nel tempo magari non rammento tutti i nomi, ma i vostri visi, ciò che avete fatto o detto sì, lo ricordo ancora; come, ad esempio, quando vi lamentavate perché a vostro avviso ero ‘tirchio’ nelle valutazioni. Non potete immaginare l’affetto che provavo nel vedere le vostre teste chine, l’impegno di tutte quelle menti al lavoro e... scoprire in quanti modi vi ingegnavate per riuscire a copiare.
Sono tante le cose che avrei voluto fare meglio, ma spero di essere riuscito comunque a trasmettervi qualcosa che va al di là del puro nozionismo: l’amore per lo studio, la curiosità, il valore dell’impegno costante ma, soprattutto, l’educazione, la puntualità e il rispetto per gli altri. Il compito di noi insegnanti è proprio questo: non trasmettere nozioni, ma accendere in voi una scintilla perché diventiate in futuro persone migliori. Ora mi mancherà moltissimo il vostro “spirito giovane” che tanto ha contribuito a mantenermi “giovane dentro”. E non solo.
Dovrò inventarmi un’altra vita, ma non potrò mai dimenticare quanto di positivo mi avete trasmesso. Certo non sono mancati i momenti di sconforto, il rimpianto per non aver fatto carriera in ambito scolastico, di non aver continuato a svolgere la libera professione; ma poi penso che non avrei avuto la possibilità di incontrare tante “anime belle“ e che, se anche solo uno di voi avesse trovato la sua strada nel mondo grazie a me, il mio lavoro non sarebbe stato inutile!
Ricordatevi del vostro vecchio Prof., come io mi ricordo di voi e non disperdete al vento i miei faticosi insegnamenti!
Vi abbraccio tutti e 3500 con affetto.
Prof. Mari😍