13/01/2025
Ennesimo brutale episodio da parte di cacciatori ai danni di una donna e sua figlia minorenne.
Francesca Paxia, che gestisce il rifugio "Sulle Prme di Enea" vicino Perugia, è stata aggredita insieme a sua figlia da un gruppo di cacciatori.
Domenica 5 gennaio un branco di cani, che i cacciatori usano per la caccia al cinghiale, ha fatto irruzione all'interno del rifugio creando il caos totale: animali terrorizzati, cinghiali che urlavano e cani feriti.
Francesca e la figlia a questo punto hanno preso la macchina in cerca dei cacciatori, in quel momento lontanissimi, per far richiamare i cani, ma da parte di questi ultimi risate ed insulti, a quel punto Francesca decide di riprendere il numero di targa dell'auto e quando il cacciatore se ne rende conto l'aggredisce fisicamente con pugni e un ombrello, in ultimo ingrana la retromarcia e per poco non la investe, il tutto ripreso da un'amica della vittima.
Allertati i carabinieri che sono arrivati molto tempo dopo, quando purtroppo i cacciatori erano già andati via.
Quanto al recupero dei cani da parte dei cacciatori, Francesca aggiunge che è stato difficilissimo, a conferma del fatto che fosse tutto fuori controllo, a causa della loro incompetenza nella gestione dei cani. Un cane in particolare ferito gravemente è stato semplicemente preso e gettato nel cassonetto del pickup.
Per mettere un freno a questi criminali legalizzati, dobbiamo aspettare che episodi del genere accadano ad uno dei nostri politici che difende e tutela questi soggetti?
Sarebbe molto semplice prevenire, in modo da tutelare animali non umani, animali umani e ambiente.