29/06/2026
In questi giorni è stato pubblicato un decreto cautelare del TAR Piemonte.
Il quale scrive una cosa molto chiara: “non risulta comprovata la piena adozione delle misure compensative e dispensative previste nel piano didattico personalizzato”.
Arrivare davanti a un giudice non piace a nessuno. Però quando ci si arriva, il punto che dovere ricordare è che il giudice guarda gli atti, i documenti e le comunicazioni. Non guarda le frasi dette a voce.
Nel ricorso vengono contestate diverse criticità nell’applicazione del PDP: misure compensative e dispensative non pienamente adottate, assenza di tempi aggiuntivi, verifiche non adattate e mancata compensazione orale in alcune discipline, nonostante queste misure fossero previste per lo studente.
Ecco perché dico sempre che il PDP non deve rimanere un bel documento in un brutto cassetto.
Dove ogni richiesta e risposta DEVE PASSARE PER ISCRITTO. Quando la scuola risponde, la risposta va conservata. Se viene negato uno strumento, bisogna chiedere il motivo PER ISCRITTO E CHIEDERE RISPOSTE PER ISCRITTO. Se una verifica non è stata adattata, bisogna conservare la prova. Se viene detto “non serve”, “non si può”, “lo decidiamo noi”, “agli esami non vale”, “la mappa non la può usare”, allora bisogna chiedere: mi può indicare il riferimento scritto e rispondermi per iscritto?
Perché alle volte, purtroppo, ciò che viene detto a voce non corrisponde davvero a norme, atti o circolari. E quando poi nasce un problema serio, la frase “ma me lo avevano detto a voce” vale meno di ZERO.
Se e quando nasce un problema, servono i documenti. E quando si arriva davanti a un giudice, non si giudica il “mi sembrava”, il “mi avevano detto”, il “la professoressa mi aveva assicurato”. Si guardano gli ATTI.
Questo dovrebbe far riflettere tutti: famiglie, scuole, docenti e professionisti. Il PDP non è un favore. Non è una gentile concessione.
Non è “se il docente vuole”. E’ UN DIRITTO DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
- Complimenti alle avvocatesse Paola Zanellato e Giuliana Dal Pan per il lavoro svolto preciso e documentato. Una tutela concreta dei diritti dello studente e delle loro famiglie.