01/09/2026
I momenti di formazione non servono semplicemente ad aggiungere strumenti, parole o contenuti. Servono a spostare lo sguardo.
Alla vigilia di un nuovo anno educativo, le educatrici dei nidi della Città di Biella si sono ritrovate proprio per questo: non per decidere in anticipo dove andare, ma per interrogarsi su come stare dentro ciò che ancora non conosciamo.
𝑰𝒏 𝒓𝒊𝒄𝒆𝒓𝒄𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒊 𝒃𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒊 non è il titolo di un progetto già scritto. È un modo di abitare il lavoro educativo: seguire tracce, accogliere domande, accompagnare scoperte. Significa rinunciare alla rassicurazione di sapere già quale sarà il tema dell’anno per assumersi una responsabilità più grande: osservare davvero i bambini che incontreremo, lasciarci sorprendere da ciò che ritorna nei loro gesti, nei movimenti, nelle relazioni, nei modi di usare e trasformare le cose.
Ma ogni cambiamento porta con sé entusiasmo, ma anche resistenze. E una comunità educativa cresce non quando nasconde ciò che la preoccupa, ma quando riesce a metterlo in parola e a trasformarlo in materia di lavoro comune. È proprio questo uno dei passaggi che abbiamo scelto di attraversare insieme prima dell'inizio dell'anno.
Per questo abbiamo consegnato una piccola ampolla vuota.
Non qualcosa da riempire subito.
Non una risposta da custodire.
Uno spazio da lasciare aperto alle domande.
E accanto, un pezzo di puzzle.
Un pezzo unico, diverso dagli altri e, proprio per questo, necessario. Per ricordarci che nessuna educatrice costruisce da sola un progetto educativo. Che lo sguardo individuale diventa più ricco quando incontra quello delle colleghe. Che un'équipe diventa davvero una comunità di ricerca quando sa confrontare interpretazioni, accogliere il dubbio e perfino permettersi di cambiare idea.
Forse è anche questo il senso più profondo della formazione: non consegnare certezze, ma costruire insieme la capacità di stare nelle domande senza avere fretta di chiuderle.
È ciò che chiediamo ogni giorno ai bambini quando esplorano, provano, tornano, modificano una strategia, abbandonano un'ipotesi e ne costruiscono un'altra.
Quest'anno proveremo a fare altrettanto noi adulti.
In ricerca con i bambini.
Seguire tracce, accogliere domande, accompagnare scoperte.
Cominciamo da qui.
Da uno spazio ancora vuoto.
Da qualche timore che possiamo permetterci di nominare.
Da molte domande.
E dalla consapevolezza che ciascuno di noi è soltanto un pezzo.
Ma è proprio quando i pezzi si incontrano che può cominciare la meraviglia.