Studio pedagogico Murolo

Studio pedagogico Murolo servizio educativo che si propone alle famiglie come momenti di ascolto, di supporto e di condivisione.

percorsi individuali, famigliari e di gruppo con genitore-bambino

Solo per oggi e domani è attivo uno sconto del 15% su tutti i libri in campagna di crowdfunding, sia per il formato volu...
16/05/2026

Solo per oggi e domani è attivo uno sconto del 15% su tutti i libri in campagna di crowdfunding, sia per il formato volume che ebook, con il codice SCONTO15






Se vi fa piacere, potete usare la mia canzone Mamma dice come audio per i vostri reel e video su Instagram.
Mi emoziona vedere come ognuno la interpreta con la propria storia 💛

Fiera di annunciare che non sempre i sogni rimangono a prendere polvere nei cassetti ♥️🫶Qui sotto lascio il link per il ...
05/05/2026

Fiera di annunciare che non sempre i sogni rimangono a prendere polvere nei cassetti ♥️🫶
Qui sotto lascio il link per il preordine e, mi raccomando, seguimi per vivere con me questa avventura.

https://bookabook.it/libro/il-regno-di-mamma-gio/

Essere genitori non è sempre un piacere.Ci sono giorni fatti di stanchezza, incomprensioni, silenzi difficili da decifra...
13/04/2026

Essere genitori non è sempre un piacere.
Ci sono giorni fatti di stanchezza, incomprensioni, silenzi difficili da decifrare.
Ci sono momenti in cui i figli sembrano lontani, fragili, arrabbiati… e noi ci sentiamo impotenti.
Eppure, essere genitori è sempre un dovere.
Un dovere che non significa perfezione, ma presenza.
Significa restare, anche quando è difficile.
Ascoltare, anche quando non si sa cosa dire.
Accogliere, anche quando si è stanchi.
Proprio nei momenti più complessi, i figli hanno più bisogno di noi.
E proprio lì, a volte, abbiamo bisogno anche noi di qualcuno che ci aiuti a capire, a trovare nuove strade, a non sentirci soli.
Lo Studio Pedagogico è uno spazio pensato per questo:
per sostenerti, accompagnarti e aiutarti a leggere ciò che sta accadendo, senza giudizio.
Se senti il bisogno di un confronto o di un supporto pedagogico, sono qui per ascoltarti. Puoi contattarmi via email a [email protected]. Insieme possiamo trovare strategie per affrontare al meglio questo percorso.

Ci sono tragedie che non chiedono spiegazioni.Chiedono silenzio, rispetto, presenza.Quei ragazzi non stavano sfidando la...
02/01/2026

Ci sono tragedie che non chiedono spiegazioni.
Chiedono silenzio, rispetto, presenza.
Quei ragazzi non stavano sfidando la vita.
La stavano vivendo.
Con l’entusiasmo, la leggerezza, il bisogno di sentirsi parte
che appartengono a quell’età.

Il mio pensiero oggi va ai genitori che aspettavano a casa.
A chi ha salutato con un sorriso,
mentre dentro stringeva quella paura silenziosa che ogni genitore conosce:
lasciare andare i propri figli nel mondo
sperando che il mondo sappia prendersi cura di loro.

Da pedagogista, ma prima ancora da genitore,
penso a quanto sia difficile accompagnarli verso l’autonomia
sapendo che non tutto è sotto il nostro controllo.
Penso a quella fiducia fragile che mettiamo fuori dalla porta di casa
ogni volta che li lasciamo vivere.
Perché crescere significa anche questo:
lasciare andare,
restare in attesa,
e sperare che nulla li porti via
prima che abbiano avuto il tempo di diventare ciò che sono.

Oggi restiamo accanto al dolore.
Senza giudizi.
Senza spiegazioni.
Solo con rispetto e silenzio.

Giusy Murolo

“Non voler litigare è una cosa, non sapersi confrontare è un’altra.”Molte persone dicono: “Io non amo i conflitti”.Ed è ...
24/12/2025

“Non voler litigare è una cosa, non sapersi confrontare è un’altra.”
Molte persone dicono: “Io non amo i conflitti”.
Ed è comprensibile. Il conflitto spaventa, stanca, riattiva ferite.
Ma c’è una differenza importante da riconoscere:
- evitare il litigio non è sempre sinonimo di maturità emotiva.
A volte è solo paura del confronto.
Il confronto sano non è attacco, non è urlo, non è prevaricazione.
È la capacità di:
dire ciò che sentiamo senza ferire
ascoltare senza metterci subito sulla difensiva
restare nella relazione anche quando emergono differenze
Quando non sappiamo confrontarci, spesso accade che:
accumuliamo silenzi
rimandiamo, minimizziamo, facciamo finta di niente
oppure esplodiamo all’improvviso, in modo sproporzionato
Nei bambini, negli adolescenti e anche negli adulti, l’evitamento del confronto può diventare un modello appreso:
“Se parlo creo problemi, quindi è meglio tacere.”
Ma il prezzo, alla lunga, è alto: frustrazione, distanza, incomprensioni.
Educare (e rieducarsi) al confronto significa imparare che:
- il disaccordo non distrugge il legame
- il conflitto può essere uno spazio di crescita
- le relazioni sane non sono quelle senza attriti, ma quelle che sanno attraversarli
Come pedagogista, lavoro spesso proprio su questo:
aiutare bambini, ragazzi e genitori a trasformare il conflitto in dialogo, senza negarlo e senza temerlo.

Se senti il bisogno di un confronto o di un supporto pedagogico, sono qui per ascoltarti.
Puoi contattarmi via email a [email protected].
Insieme possiamo trovare strategie per affrontare al meglio questo percorso

Leggo moltissimi commenti duri, a volte cattivi, su cantanti e canzoni.Critiche che spesso vanno ben oltre la musica.La ...
13/12/2025

Leggo moltissimi commenti duri, a volte cattivi, su cantanti e canzoni.
Critiche che spesso vanno ben oltre la musica.

La mia riflessione è semplice: nel mondo c’è posto per tutti.

Io, ad esempio, non ho una reale impronta musicale.
Non ho competenze tecniche, non riconosco la qualità degli strumenti, delle note, degli arrangiamenti.
E va bene così.

A volte amo ascoltare musica allegra.
A volte canzoni da cantare a squarciagola in auto, con testi che mi piacciono e mi parlano.
A volte ho bisogno di musica più melodica, che mi rilassi.

Ci sono persone che, come me, non distinguono una canzone di qualita dall’altra perché alla base non ci sono competenze e criteri tecnici.
E questo non le rende meno legittimate ad ascoltare, scegliere, emozionarsi.

Eppure assistiamo spesso a critiche feroci verso giovani cantanti solo perché la loro musica è lontana dalle nostre corde.
Ma non è necessario criticare ciò che non sentiamo nostro.

Ho letto infinite critiche rivolte a un cantante come Olly , non per la musica ma per la sua fisicità, per la sua bellezza o non bellezza.
Io, a quasi 50 anni, lo trovo comunque affascinante.
Ma soprattutto ricordo che anche la bellezza è soggettiva.

Leggo in molti commenti una rabbia che somiglia all’invidia:
l’idea che qualcuno sia arrivato “troppo in alto, troppo in fretta”.

Eppure, a parer mio, stare su un palco non è semplice.
Nemmeno senza talento, ammesso che qualcuno possa davvero decidere chi ne abbia e chi no.

Stare su un palco significa: – gestire una folla
– reggere lo sguardo degli altri
– affrontare commenti e critiche
– contenere l’ansia
– esporsi come persona, prima ancora che come artista

Ora è arrivato anche il turno di Tomasi, cantante di X Factor.
Per alcuni un talento assoluto, per altri “troppo triste”.

La mia opinione – che vale quanto tutte le altre – è questa:
nelle sue canzoni sento sfumature di colore infinitamente tristi.
E io le adoro.
Perché a volte c’è bisogno anche di quello.
Ascoltarlo, per me, è un immenso piacere.

Ma se in alcuni giorni o momenti non ho l’umore giusto per quel tipo di musica,
non lo critico, non lo denigro.
Semplicemente ascolto altro.

C’è poi chi critica Ultimo perché “urla” nelle sue canzoni, perché è “troppo triste”, perché non rientra nei canoni di ciò che per alcuni dovrebbe essere musica.
Eppure riempie gli stadi.

Questo, al di là di ogni gusto personale, dimostra una cosa molto semplice:
ciò che piace ad altri può essere lontanissimo da ciò che piace a noi, e va bene così.

Non tutto deve rappresentarci.
Non tutto deve emozionarci allo stesso modo.
Ma il fatto che non ci appartenga non lo rende meno legittimo.
C’è poi Emma Marrone.
Io la adoro come cantante, ma anche come persona.
Perché non cerca di piacere a tutti, non addolcisce ciò che è, non si adatta all’idea che altri vorrebbero di lei.

Ci sarà sempre chi ci ama e chi no.
E allora viene da chiedersi: a che pro adattarsi a chi non ci apprezza, rischiando di perdere chi ci ama così come siamo?

È un errore che spesso facciamo.
Io per prima credo di esserne stata una campionessa.

Emma, invece, è rimasta fedele a sé stessa.
E dal punto di vista educativo questo è un messaggio fortissimo:
non cambiare per essere accettati, ma restare per non perdersi.

Dal punto di vista pedagogico, questo è un passaggio fondamentale:
- distinguere tra gusto personale e giudizio
- imparare che ciò che non fa per noi non è automaticamente sbagliato
-ricordare che prima degli artisti ci sono le persone

L’arte non ha regole rigide.
L’arte non è per pochi.
L’arte è per tutti.

E forse, oggi più che mai, dovremmo educarci – e educare –
a scegliere senza ferire
e ad ascoltare prima di giudicare.

Dott.ssa Giusy Murolo






Chi non sa comunicare crede che ogni confronto sia una discussione.Chi non sa assumersi la responsabilità dei propri ges...
05/12/2025

Chi non sa comunicare crede che ogni confronto sia una discussione.
Chi non sa assumersi la responsabilità dei propri gesti interpreta ogni parola come un attacco.
E così, per gli altri, spiegare diventa difendersi.

Quando mancano gli strumenti comunicativi, ogni dialogo si trasforma in un campo minato: ci si sente fraintesi, accusati, non visti. Le emozioni prevalgono sulla chiarezza e al posto di una relazione che costruisce, si crea distanza.
Imparare a comunicare non significa solo parlare meglio, ma ascoltare, riconoscere le proprie emozioni, assumersi la responsabilità delle proprie azioni e dare valore alle parole dell’altro.

La comunicazione è un ponte: se non la si usa bene, si cade a metà strada.
Ma con gli strumenti giusti si può imparare a trasformare il conflitto in dialogo, la reazione in comprensione, il silenzio in incontro.

Se senti che stai affrontando relazioni faticose, conflittuali o con persone che non sanno comunicare, non devi farlo da sola.
Posso aiutarti a sviluppare strategie comunicative più efficaci e a gestire dinamiche relazionali complesse.

Se senti il bisogno di un confronto o di un supporto pedagogico, sono qui per ascoltarti.
Puoi contattarmi via email a [email protected].
Insieme possiamo trovare strategie per affrontare al meglio questo percorso.

A volte ci ostiniamo a voler insegnare a un asino a volare.Ci convinciamo che, con abbastanza impegno, pazienza o amore,...
01/12/2025

A volte ci ostiniamo a voler insegnare a un asino a volare.
Ci convinciamo che, con abbastanza impegno, pazienza o amore, l’altro cambierà.

La verità è che si può provare ad avere una relazione più sana, più consapevole, più rispettosa…
ma solo se lo si vuole da entrambe le parti.

E allora siamo noi a dover capire:
cosa possiamo accettare, cosa ci fa bene, cosa ci ferisce…
e quando, invece, serve avere la forza di allontanarci.

A volte il percorso è verso un miglioramento del confronto e della comunicazione.
Altre volte è verso una scelta diversa, più tutelante per noi.

In ogni caso, non dobbiamo farlo da soli.

Nel mio studio pedagogico puoi trovare uno spazio sicuro per capire, conoscerti e prendere decisioni che fanno respirare l’anima.
Che si tratti di ritrovare dialogo o di allontanarti da una situazione che ti pesa.

Se senti il bisogno di un confronto o di un supporto pedagogico, sono qui per ascoltarti.
Puoi contattarmi via email a [email protected].
Insieme possiamo trovare strategie per affrontare al meglio questo percorso.
[email protected]

Indirizzo

Bernareggio
20881

Orario di apertura

Lunedì 07:30 - 18:00
Martedì 07:30 - 18:00
Mercoledì 07:30 - 18:00
Giovedì 07:30 - 18:00
Venerdì 07:30 - 18:00

Telefono

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