Carmen - Psicologa Perinatale

Carmen - Psicologa Perinatale 🤰🏻Accanto alle donne in gravidanza
🫂Scienza e ascolto
🌟Dall'incertezza alle scelte consapevoli Carmen Innocenti è psicologa perinatale.
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Accompagna donne e coppie dalla gravidanza al post parto, offrendo supporto emotivo, percorsi nascita, hypnobirthing e accompagnamento alla nascita. Integra psicologia, neuroscienze e ascolto corporeo per sostenere scelte consapevoli, fiducia nel corpo e benessere emotivo, anche nei percorsi di PMA e nel lutto perinatale. Consulenze online e in presenza al Centro Plenitude di Mozzo (BG)

Mi ribello agli elenchi di formazioni e competenze.Non perchè formazione e competenze non siano importanti. Lo sono, ecc...
05/09/2026

Mi ribello agli elenchi di formazioni e competenze.
Non perchè formazione e competenze non siano importanti. Lo sono, eccome.
Ma ti affideresti a me soltanto perchè ho studiato psicologia, antropologia, hypnobirthing, mindfulness e altre cose bellissime?

No. Perchè non è SOLO la professionalità e la competenza che contano.

Conta che, prima di essere "la psicologa", sono stata la donna che ha visto tutte le sue certezze e i suoi sogni frantumarsi. Sono quella che ha fatto scelte scomode (per gli altri) e controcorrente, che ha ricominciato da capo più volte di quante ne conti sulle dita, che ha creduto ostinatamente che poteva restare dentro le cose - tutte le cose - un giorno alla volta. Sono una donna che è andata avanti sempre. Anche sui gomiti e tremante di paura, ma sempre fedele a sè stessa.

E no, non sono per tutti. Forse anche tu sei così.

Conta che quando sei in un momento accidentato del tuo percorso — un lutto, un desiderio che fatica a diventare realtà, una gravidanza che non assomiglia a quella "da manuale" — non vuoi accanto chi ha letto tanti libri. Vuoi accanto chi ha attraversato anche solo un pezzetto di strada simile alla tua, e sa restarti accanto senza fingere di avere la mappa pronta. Qualcuno che ti accompagna mentre esplori il nuovo territorio in cui ti muovi.

Conta la presenza e la cura. Quella non si mette in un elenco di titoli: o c'è, o non c'è.

Ed è dalla donna che sono - prima ancora che dalla professionista — che parto ogni volta che accompagno una nascita. Il resto - la formazione - mi è servito per imparare a stare accanto senza pretendere di capire fino in fondo, a dare direzione senza imporre una visione, ad accogliere chi si sente "fuori posto" nei corsi e percorsi preparto tradizionali, perchè porta con sè una storia e delle ferite che ancora urlano.

Se vuoi raccontarmi il motivo per cui sei (ancora) qui, ti leggo con cura. ❤

"E se succedesse qualcosa?"Se vieni da un percorso accidentato, questa domanda ti ha accompagnata a lungo, e a modo suo ...
05/09/2026

"E se succedesse qualcosa?"

Se vieni da un percorso accidentato, questa domanda ti ha accompagnata a lungo, e a modo suo ti ha protetta.

Ma voglio dirti cosa quella domanda non può fare: non può proteggere il tuo bambino, e non può proteggere te dal dolore.

L'ansia anticipatoria non è un allenamento al lutto — è solo dolore in anticipo, pagato ogni giorno, senza che riduca di un grammo quello eventuale del futuro.

Chi lavora con il lutto perinatale lo sa bene: non soffre di meno chi si era "preparata al peggio". Si arriva solo più stanche.

E c'è una cosa che voglio dirti: se qualcosa dovesse succedere, non sarebbe colpa della tua speranza.

Non della gioia che ti sei concessa, non del giorno in cui hai comprato quel body taglia zero, non del momento in cui hai smesso di controllare.

Essere la guida non vuol dire garantire l’ottenimento del risultato.

Vuol dire scegliere come vivi il viaggio: al centro dei tuoi giorni, o nella sala d'attesa della prossima conferma medica.

La domanda "e se succede qualcosa?" può anche restare.
Ma può sedersi accanto a te, invece di guidare al posto tuo.

Se senti che questo tema merita più spazio, ne parlo in profondità nella prossima uscita della newsletter "Tra un respiro e l'altro".
🌿 Link in bio.

04/09/2026

Lo dico spesso, e me lo sentirai dire ancora, se mi seguirai: tu sei stata il motore della trasformazione, il fuoco sotto la cenere! Non dimenticarlo mai. Lo sei stata anche quando ti è sembrato soltanto di esserti trascinata avanti per forza d'inerzia.

Adesso che sei in gravidanza, può essere difficile lasciare andare quel senso di "non essere stata rilevante" nel concepimento, di vivere in un corpo imprevedibile e non particolarmente collaborativo. Così magari stai passando la gravidanza in uno stato d'ansia costante e bisogno di tenere tutto sotto controllo.

E se ci fosse un altro modo di viverti la gravidanza?

Il 12 settembre puoi prendere il tuo posto fra donne come te, in Demetra, dove ti guiderò a fare dei passi concreti per deporre la tua corazza di protezione.

Se vuoi tornare protagonista e non rimanere una passeggera di questo viaggio di nascita, non ti bastano belle parole, ti serve uno spazio e un tempo per sperimentare col corpo e con la mente, qualcosa di diverso.

Seguimi per non perderti gli aggiornamenti e le info.

Con cura,
Carmen 🌸

Tutti ti dicono di prenderti del tempo per te. La chiamano self-care.Un'uscita con le amiche. Un massaggio. Una cena a d...
31/08/2026

Tutti ti dicono di prenderti del tempo per te. La chiamano self-care.
Un'uscita con le amiche. Un massaggio. Una cena a due.
Vale in gravidanza, e ancora di più dopo.

Ma non è questo che ti salva.

Non "staccare la spina" ogni tanto, ma dedicarti un momento ogni giorno. Anche solo pochi minuti.

Dividiamo il tempo in lavoro e riposo dall'epoca industriale in poi. La gravidanza e il parto chiedono un tempo diverso: la cura come parte della giornata, non come eccezione. La cura come stile di vita.

Come nutrirsi: lo fai ogni giorno, non una volta al mese.

La cura di sé funziona così. Qualcosa di semplice e regolare, che diventa abitudine. Che diventa un punto di riferimento al quale torni, dopo periodi in cui non hai potuto prenderti cura di te stessa come avresti voluto.

Specialmente se arrivi da un percorso lungo e accidentato a questa gravidanza, tornare a prenderti cura è fondamentale. Se perseveranza e resilienza ti hanno condotto fino a qui, ora hai bisogno di tornare a respirare liberamente. Come dico sempre: hai bisogno di deporre le armi.

Sto preparando un evento gratuito live per sperimentare insieme un modo diverso di stare nella gravidanza.
Apro le porte il 12 settembre.
Iscriviti alla newsletter dal link in bio per non perderti l'apertura.





Nessuno può garantirtelo.Quando l'ho detto per la prima volta a una mamma in gravidanza dopo un percorso di PMA, ho vist...
27/08/2026

Nessuno può garantirtelo.

Quando l'ho detto per la prima volta a una mamma in gravidanza dopo un percorso di PMA, ho visto il suo viso irrigidirsi.

Ma in questa frase, che sembra solo spaventosa, c'è anche un'altra verità: se nessun protocollo può garantire l'esito, allora nessun protocollo è il vero motore di questa gravidanza.

Il motore sei tu.

Lo sei stata ad ogni prelievo, ad ogni puntura nella pancia, ad ogni nuova attesa, ad ogni ripartenza.

E lo sei adesso, mentre il tuo corpo fa un lavoro immenso e silenzioso — anche nei giorni in cui non riesci a sentirlo tuo, anche quando tenerti a distanza da questa gravidanza ti sembra l'unico modo per proteggerti.
(Anche quello, sai, è un modo con cui la tua mente si prende cura di te)

La medicina ti ha accompagnata.

Ma il viaggio lo hai fatto tu.

E c'è una differenza enorme tra attraversare una gravidanza da passeggera, aspettando che qualcuno ti dica che va tutto bene, e attraversarla da guida — con l'aiuto esperto accanto, non al posto tuo.

Se queste parole ti hanno mosso qualcosa, salvale.
Oppure condividile con una mamma che sta facendo questo viaggio con il fiato sospeso. 💛

24/08/2026

Hai seguito corsi.
Scelto ginecologo e forse ostetrica.
Fatto massaggio perineale, yoga in gravidanza.
Sai respirare, conosci le posizioni per favorire travaglio e parto.

Pensi: "Ho fatto tutto." "Andrà come andrà." "Mi fido dell'ospedale, mi aiuteranno loro."

Ma nessuno ti ha accompagnata a riconoscere le reazioni automatiche del tuo sistema nervoso.
Nessuno ti ha insegnato a parlare al tuo corpo nella lingua che lo caratterizza.

Perché non partorirai con le informazioni che hai in testa. Partorirai con la tua mente tronco-limbica — la sede del senso di sicurezza, della fiducia, del rilassamento.
E la mente tronco-limbica non si modella con i pensieri. Si modella con ciò che senti.
È qui che lavoro io.

Se vieni da PMA, infertilità e lutto perinatale oppure da esperienze di parto che non ti hanno lasciato un buon ricordo, segnati questa data: 12 Settembre.

E seguimi per non perderti gli aggiornamenti sull'evento trasformativo che sto organizzando per te.
Sarà un'esperienza che riporterà un nuovo respiro e strumenti concreti per te, da usare subito.

Ti sentiresti libera e al sicuro se in un momento di intimità fossi osservata da degli sconosciuti, in un ambiente non f...
22/08/2026

Ti sentiresti libera e al sicuro se in un momento di intimità fossi osservata da degli sconosciuti, in un ambiente non familiare, luminoso? La risposta probabilmente è: no.

Prepararsi al parto vuol dire prepararsi per proteggere la tua intimità – io la chiamo “la bolla di ossitocina” -, per ridurre le interferenze e poterti lasciar andare alle onde che ti attraversano.
Come si fa? Non con trucchetti, tecniche o con “tre cose per evitare lacerazioni” ma con un approccio che unisce scienza e buone abitudini di connessione mente-corpo.

Questo è il cuore del mio lavoro.
Se questo messaggio ti ha smosso qualcosa, possiamo prenderci un caffè insieme per parlarne e scoprire se e come possiamo fare un tratto del tuo viaggio di nascita insieme.

Trovi il link per la chiamata gratuita in Bio.
Ti aspetto.🌸

Ora, una domanda:se ti prepari al parto come fosse una pianificazione, o un allenamento,sei sicura che ti sentirai al si...
22/08/2026

Ora, una domanda:
se ti prepari al parto come fosse una pianificazione, o un allenamento,
sei sicura che ti sentirai al sicuro abbastanza da lasciarti andare, da lasciarti attraversare dalle onde del travaglio?

Organizzarsi, informarsi, e prepararsi fisicamente serve.
Non ti dirò il contrario.

Ma non basta.

Non nutre lo stato mentale e corporeo adatto al parto.

Perché non si tratta solo di preparare muscoli e tessuti.
O di sapere cosa fare in ogni fase del travaglio.

Si tratta di creare — o, meglio, riscoprire — abitudini mentali e corporee che proteggano il tuo stato di coscienza al parto.

Ti sentiresti libera e al sicuro se in un momento di intimità fossi osservata da degli sconosciuti, in un ambiente non familiare, luminoso?

La risposta probabilmente è: no.

Prepararsi al parto vuol dire prepararsi per proteggere la tua intimità – io la chiamo “la bolla di ossitocina” -, per ridurre le interferenze e poterti lasciar andare alle onde che ti attraversano.

Come si fa?
Non con trucchetti, tecniche o con “tre cose per evitare lacerazioni” ma con un approccio che unisce scienza e buone abitudini di connessione mente-corpo.

Questo è il cuore del mio lavoro.

Se questo messaggio ti ha smosso qualcosa, possiamo prenderci un caffè insieme per parlarne e scoprire se e come possiamo fare un tratto del tuo viaggio di nascita insieme. Trovi il link per la chiamata gratuita in Bio.

Dopo cinque anni di PMA e un lutto, mio figlio è arrivato tre anni dopo, con l'adozione.E io mi sono sentita una mamma d...
18/08/2026

Dopo cinque anni di PMA e un lutto,
mio figlio è arrivato tre anni dopo,
con l'adozione.

E io mi sono sentita una mamma di m.

Avevo tenuto duro per anni.
Nove anni.

Avevo resistito agli intoppi, alle delusioni.
Avevo chiesto al mio corpo di proteggersi, di corazzarsi, per sopravvivere.

E quando finalmente sono diventata mamma — il momento desiderato per anni — le mie aspettative sono state deluse.

Nella testa c'ero.
Ma il corpo era altrove.
Svuotato.
Faticavo a sentirmi gioiosa e felice.

Ecco la verità che ho imparato sulla mia pelle:
l'istinto materno non esiste.

Esiste una relazione.
Che va costruita.

Una gravidanza difficile, una nascita traumatica, un percorso accidentato possono turbare il meccanismo — ormonale, biochimico, relazionale — che sostiene la costruzione del legame.
E non è una colpa.
E’ fisiologia.

Se ti riconosci in questa storia, la terza parte arriva presto.

E se ti va di ricevere la mia newsletter, dove approfondisco temi delicati come questo, puoi iscriverti dal link in Bio.

Quando pensiamo alle contrazioni, le immaginiamo come qualcosa che ci arriva addosso. Un'onda che viene da fuori, da aff...
17/08/2026

Quando pensiamo alle contrazioni,
le immaginiamo come qualcosa che ci arriva addosso.

Un'onda che viene da fuori,
da affrontare, da reggere, sperando di non esserne travolte.

Ma fermati un istante: da dove nasce quell'onda?

Dal tuo utero.
Dal tuo corpo.
Dalla tua ossitocina.

Non c'è nessun mare esterno che ti si rovescia contro:
tu e l'onda avete la stessa origine.

Sei tu che la generi, ed è lei che, onda dopo onda, fa nascere il tuo bambino.

Per questo l'onda non può essere più forte di te.
Perché non siete due forze contrapposte.

Certo, tra il dire e il sentire c'è di mezzo un travaglio.

Quando l'intensità sale, l'istinto di irrigidirsi e resistere è umano — e la tensione, lo sappiamo dalla fisiologia, amplifica il dolore.

Lasciarsi attraversare, invece, non è un talento di poche:
è uno stato che si può preparare, nutrire, proteggere.
Prima del parto.
Con abitudini di connessione mente-corpo che diventano il tuo porto sicuro quando le onde si fanno grandi.

Se vuoi esplorare come si prepara questo stato, comincia con il piccolo regalo che ho preparato per te.
Link in bio.

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