Scuola di Jeet Kune Do, insegnato come trasmesso da Sifu Ted Wong, allievo e amico di Bruce Lee. Jeet Kune Do
Dal cantonese: La Via del pugno che intercetta.
Sede: Via Rimembranze, 2, Entratico (BG), 24060
(Maestro Paolo Cantamessa) Le fondamenta del Jeet Kune Do si basano sulla scherma e sulla boxe occidentale delle quali Bruce Lee, a partire dalla seconda metà degli anni ’60, ha carpito gli aspetti principali rispettivamente dallo schermidore italiano Aldo Nadi (1899-1965) e da pugili come Jack Dempsey (1895-1983), Jim Driscoll (1880-1925) e Muhammad
Ali (1942-2016). Il JKD non è però un "mix" di queste o di altre discipline come tanti sono portati a pensare. Lee ha studiato i punti di forza di scherma e boxe, come di altre discipline e arti marziali ma molto più limitate secondo il suo pensiero, nell'ottica del combattimento reale ("da strada", senza arbitri né regolamenti né round né guantoni...) rivisitandoli con una mentalità opposta a quella tradizionale delle varie scuole – metodica e schematica – e con un approccio al combattimento del tutto nuovo tale per cui si usi il «"non metodo" come metodo avendo il "non limite" come limite». Così ha sviluppato il JKD affinché fosse in grado di adattarsi ad ogni stile di combattimento, esattamente come l'acqua che si adatta ad ogni condizione: «Se metti l’acqua in una tazza, essa diventa la tazza; se metti l’acqua in una bottiglia, essa diventa la bottiglia; se metti l’acqua in una teiera, essa diventa la teiera. L’acqua può fluire o può distruggere. Sii come l’acqua, amico mio» (Bruce Lee, Longstreet: The Way of the Intercepting Fist, episodio 1, 1971-1972). Esso trae i propri aspetti tecnici dai princìpi della fisica e da studi minuziosi della meccanica del corpo, di come sia possibile muoversi e colpire nella maggior semplicità, economia ed efficacia possibili, aspetti che ha ritrovato in buona parte anche nella scherma e nella boxe ma che poi ha preso, contestualizzato e perfezionato secondo la sua ottica di combattimento. Le "tecniche" del JKD, calci e pugni, sono state studiate da Bruce Lee perché risultino il più semplici ed efficaci possibile, prediligendo la linea retta piuttosto che curva (il modo più semplice e diretto per unire due punti – il mio pugno e il tuo naso – è, appunto, una linea retta). Esse nascono da un processo di semplificazione della dinamica del combattimento, tale per cui ha più senso usare pochi "strumenti" (calci e pugni) efficaci sempre piuttosto che avere molte tecniche di limitata efficacia realistica, essendo un combattimento reale costantemente mutevole e imprevedibile tanto da non poter essere affrontato con i limiti di tecniche preimpostate, di un regolamento o di uno stile. Questo processo di semplificazione è assimilabile all'opera di uno scultore: egli toglie a ogni scalpellata, differentemente da un pittore che a ogni pennellata aggiunge.