19/04/2025
Avrei voluto presentare il mio logo seguendo un programma dettagliato, invece dal 23 febbraio la mia attività lavorativa è arrestata. Ferma. Immobile.
Un problema alla vista che pensavo irrilevante si è invece trasformato in una diagnosi di Neurite Ottica Atipica che mi ha obbligata a un ricovero ospedaliero di 20 giorni, esami invasivi, interventi e pesanti terapie. Sono quasi trascorsi due mesi e il mio corpo non è guarito, anzi… è forse più trafitto di prima da incessanti cefalee e dalla vista che non è ancora tornata normale e nessuno lo potrà sapere.
Dentro di me sento il desiderio di rimettermi in marcia, di ricominciare il mio lavoro, ma il corpo non ci riesce e ho dovuto interrompere tutto.
Mi sento quindi immobile ed inerte, dal 23 febbraio.
Eppure tanto immobile non sono… perché in questi due mesi sono state tante le persone che mi hanno fatto sentire la loro vicinanza. Tanti i bambini che attendono il ritorno della loro maestra e, soprattutto, molti sono i progetti partoriti dalla mia mente: due libri, un brano musicale, studi e approfondimenti.
Per cui questo non è un arresto, è uno stand by per lavori in corso…
E quale occasione allora, se non la Pasqua, per presentare il mio logo?
Pedagogia In Musica unisce i miei due aneliti di vita, i miei due pilastri. L’immagine mostra un allegro girotondo di persone di diverse età, da bambini ad adulti, che girano intorno agli strumenti musicali. I loro passi schiacciano i tasti del pianoforte, di una tastiera circolare che non esaurisce mai la musica. Perché ho scelto il girotondo? Perché è la metafora della vita. La vita è circolare e avvolge tutti e qualsiasi cosa. È inarrestabile e potente. Siamo tutti connessi e uniti da lei che ci porta a stringerci le mani e ballare insieme.
La cosa più bella del girotondo, però, è il fatto che si caschi per terra… e che male cadere! “Casca la terra”… casca ha dentro l’onomatopea della cascata che colpisce violentemente il proprio letto d’acqua, ma continua puoi a fluire. Insomma, la caduta del girotondo fa proprio male, ma è educativa: l’importante è rialzarsi, migliorati e trasformati.
Ecco il mio messaggio: ballare, giocare, cascare, sorridere e ripartire.