09/09/2026
Una connessione di ♥️
Quante volte a un bambino arrabbiato chiediamo: «Com'è questa rabbia nel corpo?»
Molto più spesso, invece, ci viene naturale chiedergli: «Ma perché sei arrabbiato?»
È un intento spontaneo, ma così facendo lo accompagniamo subito verso la testa, chiedendogli di spiegare a parole un'emozione. Nel cervello limbico, però, il processo funziona in modo diverso: il corpo sente la rabbia prima ancora che la mente possa tradurla in concetti.
Se non c'è spazio per questo passaggio, la sensazione rischia di cristallizzarsi e l'ascolto corporeo di spegnersi, come se i neuroni di quel contatto si mettessero in pausa.
E noi adulti? Dove la sentiamo la rabbia nel nostro corpo? Lo sappiamo ancora?
Spesso capita anche a noi di perdere questa connessione. La rabbia si deposita nelle spalle contratte, in un nodo allo stomaco o nella mascella serrata, senza che ce ne rendiamo conto, mentre la nostra attenzione si sposta tutta sui pensieri.
Prima di invitare un bambino a spiegare la sua rabbia, possiamo accompagnarlo — e accompagnarci — a ritrovarla nel corpo:
È un calore che sale?
È una pressione sul petto?
Sono le mani che si stringono?
Ogni piccolo passo verso lo scioglimento di questi blocchi aiuta ad ammorbidire le nostre mappe mentali e a ritrovare quella sensibilità originale con cui siamo nati.
Prima di chiedere perché, proviamo a chiederci: dove?
Da cuore a cuore.