04/05/2026
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Core Counselor, Trainer di Focusing Adulti e Bambini
Sostegno alla genitorialità
04/05/2026
Core Parent Counseling ♥️
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28/04/2026
Core Parent Counseling ♥️
✨ Ogni giorno scegliamo di offrire ai bambini un ambiente accogliente, amorevole e sicuro. Un luogo in cui ogni emozione possa trovare spazio, essere vista e accolta… senza essere messa da parte.
Sappiamo bene, però, che tra il dire e il fare c’è di mezzo... la realtà.
Stare accanto a un bambino durante una crisi emotiva non è semplice. A volte capita anche a noi adulti di evitare certe parole — come “mamma” o “papà” — pensando di proteggerli dalla tristezza.
💭 Ma la verità è un’altra: ciò di cui i bambini hanno davvero bisogno è sentirsi accolti proprio in quelle emozioni, anche le più difficili.
Per questo, ogni giorno, cerchiamo di costruire piccoli ponti affettivi insieme a voi genitori.
Uno di questi nasce da un gesto semplice, ma pieno di significato: una canzone che cantiamo insieme.
🎶
Ciao mamma, ciao ciao ciao…
se lo dico con il cuore
vuol dire affetto e amore
dico ciao.
🎶
E da lì succede qualcosa di speciale.
Sono i bambini stessi a continuare: vogliono salutare il papà, i nonni, le sorelle… tutte le persone importanti della loro vita.
💛 Il cerchio degli affetti si allarga, si riempie, prende forma.
Perché è proprio nelle emozioni — se ci fermiamo davvero ad ascoltarle — che nascono consapevolezza, crescita e legami profondi.
Il nostro compito?
Essere presenti. Con uno sguardo attento, con vicinanza emotiva, accompagnando ogni bambino nel percorso più importante: quello verso se stesso e verso gli altri.
A casa di Tagesmutter Stefania
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Tagesmutter e Core Counselor
21/04/2026
Core Parent Counseling ♥️
IO E TE, INSIEME
In questi giorni il nostro sguardo si è posato con ancora più attenzione su ciò che accade tra un bambino e l’altro, e tra ciascun bambino e noi adulti.
Piccoli incontri, fatti di sguardi che si cercano, di gesti che si avvicinano, di corpi che imparano a stare insieme.
È nel gioco a due che tutto questo prende forma.
Un bambino e un adulto, uno di fronte all’altro
Si osservano.
Si imitano.
Si aspettano.
Piano piano nasce una relazione.
Attraverso queste esperienze, i bambini iniziano a scoprire l’altro.
A riconoscerlo.
A sentirlo.
Si avvicinano, si allontanano, tornano.
Provano, riprovano.
In questo continuo movimento si costruisce qualcosa di prezioso: una prima forma di sintonia emotiva.
Accade che un bambino osservi l’altro con attenzione, ne segua i gesti, li ripeta.
Accade che si aspettino.
Che si rispondano.
E in questo scambio prende forma l’empatia.
A casa di Tagesmutter Stefania
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Tagesmutter e Core Counselor
18/04/2026
Core Parent Counseling
Vi aspettiamo ♥️
A casa di Tagesmutter Stefania
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Tagesmutter e Core Counselor
15/01/2026
PERCHE’ VIDEOGIOCARE NON EQUIVALE A GIOCARE : UN MESSAGGIO “SALVAVITA” PER GENITORI E FIGLI
Se siete genitori in difficoltà con la regolamentazione dei videogiochi nella vita dei vostri figli, prendetevi cinque minuti e leggete questo post.
Se c’è un problema che oggi riguarda tutti i genitori di bambini e preadolescenti (soprattutto maschi) quel problema si chiama: “dipendenza da videogiochi”. Nessuno in passato è mai stato dipendente dai giochi che faceva: non ti svegliavi di notte per correre in cortile a giocare a bandiera o nascondino oppure per andare in sala a giocare a Monopoli. Non davi calci alle ante dell’armadio o alla porta se i genitori ti dicevano “Adesso basta giocare, è ora di studiare”. Tutto questo sta avvenendo nelle vite dei nostri figli e ha ragioni economiche e neurobiologiche, come spieghiamo in modo approfondito nel libro “Esci da quella stanza” (Mondadori ed.) che dovrebbe essere una lettura fondamentale per chi sta crescendo figli nel terzo millennio. Ecco un breve estratto dal nostro volume:
“Nei videogiochi i nostri figli, si trovano ingaggiati inizialmente in un’attività stimolante, attraente, divertente, eccitante che poi, però, richiede di non essere interrotta e di essere messa in atto il più possibile e senza soluzione di continuità. Videogiocare non equivale a giocare. O meglio: anche chi videogioca, sta giocando. Ma al tempo stesso chi crea le piattaforme di videogioco quando pensa al proprio giocatore non pensa semplicemente a trovare la migliore risposta alla domanda: “Come posso farlo divertire, giocando?”. Perché i produttore creano videogiochi ponendosi due domande chiave:
1. “Mentre lo faccia divertire giocando, come posso prolungare il più possibile il suo tempo di permanenza dentro al videogioco?”.
2. “Mentre passa più tempo possibile con il videogioco, quanti soldi possono fargli spendere?”.
Insomma, il fine principale di un videogioco, almeno di quelli che oggi vanno per la maggiore tra bambini e ragazzi di tutte le età, non è quasi mai quello di fornire un divertimento e un intrattenimento a misura di “bambino”, bensì quello di garantire un profitto a favore delle multinazionali che controllano l’industria. Un tempo il grande guadagno delle multinazionali del videogioco era rappresentato dalla vendita del supporto fisico necessario a giocarlo con la consolle di proprietà che a partire dagli ultimi anni del secolo scorso è diventata un “must have” in tutte le case in cui erano presenti preadolescenti e adolescenti. Quindi prima del passaggio alle consolle connesse online, il grande profitto delle multinazionali dei videogiochi era associato alla vendita degli “oggetti fisici” necessari per poter vivere questa esperienza tra le pareti domestiche: volanti, microfono, cuffie, joystick e cartucce contenenti la versione più recente dello stesso. Nei centri commerciali si trovava sempre un grande negozio tutto dedicato a questi prodotti, che potevano ve**re acquistati sia nuovi che usati. Poi è cambiato il mondo. i ragazzi oltre alle consolle, hanno avuto in mano gli smartphone e questo ha permesso loro di poter continuare a fare fuori casa quello che potevano fare stando in casa propria. A quel punto, l’industria del videogioco ha deciso di guadagnare cifre impensabili sfruttando gli “investimenti” che ogni singolo giocatore fa, mentre sta effettuando le partite con i suoi devices portatili. Il gioco così, molto spesso, viene scaricato con modalità totalmente gratuita dai negozi di App disponibili nell’online. Apparentemente, perciò, tu entri dentro al videogioco a costo zero. Solo che quando cominci a giocarlo, ecco che cominciano ad arrivare infiniti richiami ed inviti ad investire denaro nel gioco che stai facendo, che si trasforma in una vera e propria slot machine a vantaggio della multinazionale che l’ha prodotto”.
(tratto da “Esci da quella stanza. Come e perché riportare i nostri figli nel mondo reale” di A.Pellai e B:Tamborini, Mondadori ed.)
Insomma più videogiochi e più desideri continuare a videogiocare. Più videogiochi e più spendi. Solo che più videogiochi e meno vivi la vita che dovresti vivere quando sei in età evolutiva. Ecco perché prendere consapevolezza di tutto ciò, può davvero rimettere i nostri figli nella vita che a loro serve per acquisire abilità e competenze che li rendano capaci di vivere nel principio di realtà.
Se pensate che questo messaggio possa essere utile ad altri genitori ed educatori, condividetelo. Rendetelo virale. E magari leggetelo anche con i vostri figli. Ascoltandolo, vi diranno “Che PPPAAALLLEEEE!”, ma non potranno che constatare, dentro di sé, che non c’è una singola parola in questo testo che non corrisponda alla pura realtà che stanno vivendo.
03/12/2025
Con grande gratitudine condivido questo attestato di merito con menzione speciale ricevuto per il supporto dedicato alle famiglie nei loro percorsi di crescita genitoriale.
Un riconoscimento che mi incoraggia a continuare con passione il mio impegno nel promuovere relazioni consapevoli e un sostegno concreto a chi sceglie di crescere insieme.
Lo dedico a tutte le mamme e i papà che scelgono di mettersi in gioco ✨
A casa di Tagesmutter Stefania
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Core Counselor
01/12/2025
Domani sera ♥️
WEBINAR GRATUITO in collaborazione con l' Ordine Professione Ostetrica/o di BG CR LO MI MB
❤️ iscriviti sul sito MoviMente.it❤️
̀
01/12/2025
«Stefy, Stefy… sono inciampata nel cuscino… Laura… Stefy, Stefy…»
«Aspetta, non ero attenta.»
Dalla posizione in piedi mi abbasso e mi siedo davanti a Loretta (nome di fantasia ) che mi sta parlando.
«Ti va di raccontarmi di nuovo quello che mi stavi dicendo?»
«Io sono inciampata nel cuscino, Laura.»
«Ah, mi stai dicendo che sei inciampata nel cuscino.»
«Sì, sono inciampata.»
«E Laura cosa ha fatto?»
«Mi ha fatto le coccole.»
«Ora ho capito: sei inciampata nel cuscino e Laura ti ha fatto le coccole.»
«Sì.»
Il volto di Loretta si illumina, felice di sentirsi ascoltata e compresa.
«E come ti hanno fatto sentire le sue coccole?»
«Molto dolce.»
Quello che vi ho riportato è lo scambio di questa mattina tra me (Stefania) e Loretta. Mi stava raccontando un episodio avvenuto il giorno precedente, in un momento in cui io non ero presente.
Quanto deve essere stata davvero molto dolce quella coccola di Laura ieri, perché Loretta la ricordasse ancora oggi e avesse così tanto desiderio di condividerla con me!
E quanto è stato prezioso il dialogo di questa mattina: insieme siamo riuscite a mettere parole su un’esperienza per lei evidentemente intensa, accompagnandola nell’ascolto e nella comprensione di ciò che ha vissuto.
Per noi questo è fare educazione emozionale.
Per noi questo è dare concretezza al nostro progetto educativo.
E ora, per proseguire “questo dialogo”, vorrei rivolgere una domanda anche a voi: come vi sentite in questo momento mentre leggete queste parole? Quali emozioni emergono dentro di voi? E dove le percepite nel vostro corpo?
Da:"Il diario dell' Esploratore, capitolo 6"
A casa di Tagesmutter Stefania
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Tagesmutter e Core Counselor
28/10/2025
Prosegue al Polo Infanzia di Ponteranica il percorso di incontri dedicati al sostegno alla genitorialità, nell’ambito del progetto “C(’)entro anch’io – Centro per le Famiglie”.
Lunedì 17 novembre alle ore 20.30 si terrà l’incontro “Sessualità e infanzia: se ne può parlare?”, un momento di confronto e riflessione tra genitori, guidato dalla psicologa dott.ssa Federica Gamba.
L’iniziativa è rivolta ai genitori di bambini e bambine da 0 a 6 anni (non è prevista la presenza dei figli alla serata) e rappresenta un’occasione preziosa per approfondire temi educativi con il supporto di professionisti.
Il Comune di Ponteranica è lieto di ospitare e sostenere questo percorso dedicato alle famiglie del territorio, con l’obiettivo di promuovere spazi di ascolto, dialogo e crescita condivisa.
Per iscrizioni: www.bambiniegenitori.bergamo.it
19/07/2025
Siamo pronti, vi aspettiamo ❤️
GiocaEstate
A casa di Tagesmutter Stefania
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