07/12/2024
Da sempre la medicina Neo-Ippocratica ci insegna che esiste un rapporto tra Ignis o calore digestivo, Pepsis o trasformazione e salute. Quando il processo digestivo è incompleto si assiste alla potenziale formazione di residui proteici fermentati dai batteri nell’intestino. Gli antichi conoscevano questo fenomeno come putrefactio. Questo prodotto detto di “putrefazione batterica” sembra essere mediato anche da sottoprodotti metabolici del batterio Escherichia coli nel tratto intestinale. Questi aggregati, che i nostri antichi medici chiamavano flemma cruda (un colloide o proteina non digerita) si chiamano oggi “aggregati proteici di alfa-sinucleina” e si è scoperto che potrebbero causare il morbo di Parkinson. A comunicarcelo è uno studio dell’Università della California, Irvine, che spiega come queste masse di proteine siano proprio presenti nel cervello dei pazienti affetti da Parkinson e possano provenire dall’intestino. I risultati del lavoro sono stati pubblicati su Acs Chemical Neuroscience e Acs Chemical Biology. «Ci sono prove che questi aggregati proteici responsabili di malattie possano viaggiare dall’intestino al cervello attraverso il nervo vago, che collega questi organi», ha spiegato Elizabeth Bess, professoressa del Dipartimento di Chimica e ricercatrice principale
Gli aggregati proteici di alfa-sinucleina sarebbero in grado di viaggiare dall'intestino verso il cervello