08/11/2022
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Oggi ricorre l'anniversario della nascita non di una, ma di ben due gigantesse della scienza: Marie Skłodowska (sposata Curie) ed Elise Meitner, le madri di alcune delle nostre conoscenze più fondamentali di fisica atomica.
Marie Skłodowska Curie non ha bisogno di molte presentazioni: la prima donna a vincere il premio Nobel, la prima a vincerlo DUE volte e l'unica finora a farlo in due campi della scienza diversi, chimica e fisica. Nata a Varsavia, le cose furono difficili da subito: studiò alla "università volante", l'accademia clandestina durante la dominazione russa. Nel 1891 si trasferì a Parigi, dove visse il resto della sua vita. Dedicò la sua vita allo studio e comprensione del misterioso fenomeno della radiazione, da lei chiamato "radioattività". Proprio per la formulazione di tale teoria riceverà nel 1903 il Nobel per la fisica insieme al marito, compagno di vita e di ricerca. Il secondo Nobel arriva nel 1911, per la scoperta degli elementi radio e polonio, come prodotto dei suoi studi. Marie offrì letteralmente la vita alla scienza, morendo di aplasia midollare a 66 anni a causa dell'esposizione alle radiazioni in laboratorio, in un tempo in cui la loro pericolosità era ancora sottovalutata. Ancora oggi i suoi appunti sono conservati in scatole di piombo, a causa della loro radioattività. Per tutto questo a lei è dedicato l'elemento numero 96, il curio.
Elise Meitner è invece colei che, insieme a Otto Frisch, scoprì la fissione nucleare nel 1938, per la quale però non prenderà mai il Nobel, assegnato invece al suo collaboratore Otto Hahn. Per tale scoperta le verrà dato il nomignolo di "madre della bomba", da lei però profondamente disprezzato. A Meitner dobbiamo la scoperta del protoattinio, e a lei è dedicato l'elemento numero 109, il meitnerio. Nata in Austria, fu la seconda donna del mondo e prima austriaca a conseguire un dottorato in fisica. Nel 1912 si trasferì in Prussia, dove le donne non erano ammesse nell'università. Poteva entrare in laboratorio solo dal retro, e per la toilette doveva andare in un ristorante lì vicino (nel 1913 il divieto venne meno). Nel 1938 scappò in modo rocambolesco dalla Germania nazista a causa delle sue origini ebree, salvandosi, e non tornò mai più. Per tutta la vita si impegnò a favore dell'uso pacifico dell'energia atomica: Hahn le versò parte del premio Nobel, che lei donò alla ricerca sugli impieghi pacifici del nucleare. Morì in Inghilterra a 89 anni. Il suo epitaffio recita "una fisica che non ha mai perso la sua umanità".
Marie e Lise dovettero superare immensi ostacoli per raggiungere le posizioni che ora occupano nella Storia: a inizio '900 la scienza "non era cosa da donne". A volte mi chiedo se da allora abbiamo fatto veramente dei progressi. Fortunatamente sì, ma non basta.
-Lorenzo