25/08/2015
La lettera di una mamma "peterpanesca". Quanto Amore e altrettanta Consapevolezza:
"Ricordo con un po' di malinconia il giorno in cui hai cominciato la tua avventura al nido.
Ero da poco arrivata a Belluno, ero mamma da pochissimo non sapevo quante responsabilità comportasse ed avevo tante ma cosi tante incertezze nel muovermi nel capire e comprendere tutti i tuoi bisogni.
Tre anni fa io non sapevo cosa sarebbe successo: un misto di paura ansia agitazione si alternavano nel mio cuore, più che nella mia testa. Certo se fossi rimasta a Roma avrei scelto la strada più facile: quello della nonna assistita o magari una ragazza che ti tenesse a casa, ma qui, qui non sapevo cosa fare, non conoscevo nessuno e tutto mi sembrava difficilissimo forse per questo, quando sono entrata al nido a vedere la struttura a conoscere le maestre mi è sembrato che quasi ci fosse una mano tesa a darmi un aiuto … si forse si in fondo, nella mia testa, sapevo già che quella era la scelta migliore.
Lasciarti è stato però difficile. Mi sono chiesta se non ti stessi togliendo qualcosa, qualcosa che invece ti avrei dovuto dare: i primi mesi della tua vita con la tua mamma.
Dovevo realmente tornare a lavorare? Volevo realmente farlo? Forse non dovevo, ma di sicuro volevo, lo volevo per me, perché il lavoro, il mio lavoro era necessario per tornare alla normalità , per cercare di dare normalità alla mia vita completamente sconvolta, completamente trasformata .
E così la scelta del nido.
A tre anni di distanza da quel giorno cosa mi resta?
Un bambino felice. Che parla perfettamente, che capisce l’inglese perché è un nido bilingue. Sa vestirsi. Lavarsi. Mangiare da solo ormai da un'eternità. Un bassottino che mi racconta dei suoi amichetti, di Pietro, di T., di T. e delle marachelle alla povera A., che ha mangiato pane, formaggio, cioccolato e ancora pane, pane e pane.
Ora questa fase è finita. Non so se, restando con me, saresti stato il bambino incredibile che sei adesso.
Ma non posso negare che questi tre anni ci abbiano portato dove siamo. Ti abbiano fatto diventare l'esserino stupendo che sei oggi.
E quando mi chiedi perché non vedrai più la tua amata Lorenza, non posso far altro che essere orgogliosa perché la tua capacità di amare è segno che sei un bambino sereno e felice.
Avevo così tanta paura, e così tanti sensi di colpa all'inizio!
Ma se mi guardo indietro, vedo solo un bimbo felice: per lui la sua vita è sempre stata questa, e forse proprio il fatto di aver iniziato presto l'ha fatto abituare di più alla routine senza mamma.
Ma la mamma resto io: nessuno potrà mai sostituirmi, nemmeno di fronte ad un'adorabile Lorenza che non smetterò mai di ringraziare per come si è occupata di te in questi tre anni.
E se durante la giornata mi manca, o manco io a lui, è anche il bello dell'amore, no? Separarsi per fare delle esperienze personali e poi ritrovarsi. E quando ci si ritrova, basta un abbraccio, e la giornata scorre via. E dopo una giornata di pioggia, arriva l’arcobaleno.
Il mio arcobaleno si chiama F., ha tre anni un mese e 23 giorni ed oggi è il suo ultimo giorno di nido."