23/07/2026
Quando la smetteremo di cercare differenze inesistenti, metterci su un piedistallo, pensare di avere maggiori diritti solo perchè il caso ci ha permesso di nascere in una parte "fortunata" di mondo, quando ci renderemo conto che le lotte per l'equità vanno combattute in verticale, che tutti - ma davvero tutti - gli esseri viventi hanno la stessa dignità, lo stesso diritto di esistere e di rispetto, forse troveremo pace. Troppe volte mi sento dire che "eh, ma non insegni Yoga?", come se il fatto di essere in cammino, in un percorso spirituale mi rendesse immune da emozioni quali rabbia o smarrimento, crisi (frequenti), ansie e fragilità comuni a tutti. Forse invece è proprio per questo, proprio perché sono in viaggio mi metto in dubbio. Quello che poi trovo davvero poco utile è che spesso i lamenti, la discussione fine a se stessa, il puntare il dito sulle azioni non offrano soluzione alternative. Cominciamo da noi, dalle nostre piccole scelte quotidiane che riguardano il nostro nutrimento (in senso ampio- alimentare, culturale, mentale, spirituale se ne sentiamo il richiamo). Quando pensiamo che qualcosa dentro o fuori da noi non ci rappresenta più, quando ci salta all'occhio il marcio proviamo a domandarci cosa invece desideriamo veramente, come possiamo portare bellezza e trasformare, imparare a rendere i luoghi ricchi di significato, pieni e utili, come possiamo metterci a servizio della comunità, ognuno a modo suo. La mia è una riflessione ampia, che non prende spunto da nessun particolare avvenimento ma se ti colpisce, potresti chiederti :"perché?".