05/06/2026
Oggi ho partecipato al convegno “𝐸𝑧𝑖𝑜𝑔𝑒𝑛𝑒𝑠𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑓𝑟𝑎𝑔𝑖𝑙𝑖𝑡à 𝑎𝑑𝑜𝑙𝑒𝑠𝑐𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖: 𝑎𝑛𝑎𝑙𝑖𝑠𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑎𝑢𝑠𝑒 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎”, un’importante occasione di confronto tra professionisti, istituzioni, servizi territoriali, realtà educative e famiglie impegnate quotidianamente nel sostegno di bambini e adolescenti.
Nel corso degli interventi è emersa con forza la complessità del disagio adolescenziale contemporaneo: un fenomeno che non può essere letto esclusivamente attraverso il sintomo o il comportamento osservabile, ma che richiede uno sguardo capace di cogliere la storia, le relazioni e i bisogni che ogni ragazzo porta con sé.
Il Dott. Aldo Diavoletto ha evidenziato come le manifestazioni di disagio psicologico stiano emergendo sempre più precocemente e come, oggi più che mai, sia necessario interrogarsi non soltanto sull’intensità dei sintomi, ma sulla qualità delle relazioni che accompagnano la crescita dei ragazzi. Un richiamo importante per tutti coloro che operano nell’ambito educativo e formativo.
Particolarmente significativa è stata anche la testimonianza dell’associazione M'ama Dalla Parte dei Bambini - rete MammeMatte che attraverso il racconto di esperienze di affido e accoglienza ha offerto una prospettiva diversa sulla fragilità. Non ragazzi definiti dalle loro ferite, ma giovani che, nonostante storie difficili, continuano a cercare fiducia, appartenenza e la possibilità di costruire nuovi legami.
Molto toccante è stata inoltre la testimonianza di Mattia, che ha ricordato come ogni adolescente arrivi con una storia, con vissuti spesso complessi e con bisogni che meritano di essere ascoltati e compresi prima ancora che giudicati.
Come professionista dell’educazione e dell’età evolutiva, ogni giorno incontro bambini e ragazzi che rischiano di essere identificati con una diagnosi, una difficoltà scolastica, un comportamento problematico o una storia familiare complessa.
Eppure nessuno di loro coincide con la propria difficoltà.
Il nostro compito, come adulti, educatori, insegnanti, genitori e professionisti, è continuare a guardare oltre il sintomo, riconoscendo le risorse, le potenzialità e le possibilità che ogni ragazzo custodisce.
Perché dietro ogni comportamento c’è una storia.
Dietro ogni fragilità c’è una richiesta di ascolto.
Dietro ogni ragazzo c’è una persona che merita di essere vista.
E forse il messaggio più prezioso emerso oggi è proprio questo:
“𝘛𝘶 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘦𝘪 𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘢 𝘧𝘦𝘳𝘪𝘵𝘢.
𝘛𝘶 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘦𝘪 𝘪𝘭 𝘵𝘶𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰.
𝘛𝘶 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘦𝘪 𝘪𝘭 𝘵𝘶𝘰 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰.
𝘛𝘶 𝘴𝘦𝘪 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵à. ”
Lucia Cicatelli