08/05/2015
Condividiamo un pensiero scritto da una prof. di lettere:
"La capacità di coinvolgimento personale nella relazione educativa è parte costitutiva della professionalità docente. All'insegnante occorrono sia competenze culturali e didattiche, indispensabili per consentire la conquista personale del sapere da parte degli alunni, sia competenze relazionali, indispensabili per interagire correttamente con gli alunni per instaurare delle relazioni educative profonde, significative ed efficaci. Al di sopra della competenza tecnica o della conoscenza scientifica - la cui importanza nessuno nega o disdegna - ciò che maggiormente lascia un'impronta nell'alunno è l'entusiasmo, la vicinanza, la flessibilità personale, la comprensione, l'empatia e il senso di giustizia dell'insegnante. Peccato che validi professionisti si lascino andare a urla, insolenze, minacce, violenze verbali. Non bisogna dar credito a quello che i ragazzi riportano? Perché no? Forse la voce di un ragazzo dovrebbe essere meno credibile di quella di un adulto? Si parla spesso della violenza degli allievi a scuola ma raramente della violenza della scuola sugli allievi. Le pratiche "educative" dei docenti non sono sempre funzionali alla promozione di comportamenti responsabili da parte degli allievi, a volte rafforzano anzi i comportamenti devianti. Quando il dialogo non passa, quando le aspettative sono deluse, il rapporto docente - allievi si raffredda, vi è un allontanamento affettivo, si assumono i rispettivi ruoli senza veramente comunicare (il docente fa il docente, l'allievo fa l'allievo con tutti i limiti e i difetti che ciò comporta), il tono del dialogo si indurisce, il tono di voce pure, aumentano le sanzioni. Sono atteggiamenti difensivi che aumentano l'aggressività reciproca (effetto Boomerang). Temo che la “buona scuola” di Renzi non tenga in considerazione tutto ciò. La “buona scuola” c’è già e si vede perché c’è tanta "cattiva scuola" intorno: la crisi della scuola rispecchia la crisi della nostra società, una crisi innanzitutto di valori, di passione, di affettività, di fiducia. Ma certo con corsi di aggiornamento e dirigenti-manager risolveremo tutti questi problemi! Gaudeamus!"