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Biodiverso Biodiversità delle specie orticole della Puglia (BiodiverSO) Il progetto e questa pagina sono stati coordinati dal prof.

In questa pagina presentiamo dal 2013 alcune pillole di agrobiodiversitå e i risultati di più semplice divulgazione del progetto integrato "Biodiversità delle specie orticole della Puglia" finanziato dall'Unione Europea ai sensi della Misura 10.2.1 PSR Puglia 2014-2020, “Progetti per la conservazione e valorizzazione delle risorse genetiche in agricoltura”. Pietro Santamaria del Dipartimento di Sc

ienze Agro-Ambientali e Territoriali dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Nel 2022 la Regione Puglia, con lo stesso PSR, ci ha finanziato altri due progetti: "Biodiversità delle Specie Orticole da frutto pugliesi" (BiodiverSO Karpos) e "Biodiversità delle Specie Orticole non da frutto pugliesi" (BiodiverSO Veg).

23/08/2026

Sono passati più di dieci anni da quando realizzammo questo video per presentare gli obiettivi del progetto BiodiverSO. Siamo riusciti nell’intento di ridurre il tasso di erosione genetica delle specie orticole della Puglia?

22/08/2026

BiodiverSO presenta i 'Biopatriarchi', i coltivatori custodi della biodiversità orticola pugliese, coloro che tengono vive le colture tradizionali tramandandosi di padre in figlio i semi e i saperi delle antiche varietà locali. Con un pizzico di gelosia.

I pomodori da serbo (noti anche come pomodori invernali e/o appesi) possono essere conservati a lungo mantenendo la loro...
21/08/2026

I pomodori da serbo (noti anche come pomodori invernali e/o appesi) possono essere conservati a lungo mantenendo la loro consistenza e turgidità cellulare grazie alla mancata sintesi di un enzima (la poligalatturonasi) che degrada le pareti cellulari. Questa caratteristica è stata individuata a livello genetico e i relativi geni, assai diffusi nelle popolazioni locali di pomodoro da serbo, sono stati utilizzati nel miglioramento genetico per aumentare la conservabilità delle nuove varietà.

I peperoncini piccanti contengono alcuni capsicinoidi (alcaloidi) tra cui la capsaicina e sono apprezzati per le proprie...
20/08/2026

I peperoncini piccanti contengono alcuni capsicinoidi (alcaloidi) tra cui la capsaicina e sono apprezzati per le proprietà stimolanti, sui succhi gastrici e sul sistema nervoso. Presentano inoltre attività batteriostatiche e favoriscono la circolazione del sangue in seguito ad un’azione vasodilatatoria. Però, sono controindicati ai soggetti affetti da ulcera, gastrite e nefrite.
Nelle varietà piccanti di peperone, la capsaicina si concentra nella parte superiore della capsula, dove ci sono ghiandole che la producono, diffondendosi poi lungo la capsula stessa. Al contrario di quanto si crede comunemente, non sono i semi, ma la membrana interna, la placenta, a contenere la maggior parte di capsaicina: quindi è quasi inutile togliere i semi per ridurre la piccantezza del frutto, mentre è consigliabile togliere la placenta.

Vi dico alla fine dove vengono coltivate queste quattro popolazioni di tortarello indicate nella letteratura scientifica...
19/08/2026

Vi dico alla fine dove vengono coltivate queste quattro popolazioni di tortarello indicate nella letteratura scientifica come melone serpente.
La foto l'ho presa da una pubblicazione di qualche anno fa. Gli autori hanno studiato 50 accessioni di melone serpente esaminando 17 caratteri fenotipici.
Le accessioni appartenevano a quattro importanti varietà locali di Cucumis melo var. flexuosus: Green Baladi, White Baladi, Green Sahouri e White Sahouri (nella foto seguendo lo stesso ordine). Attraverso tecniche di metodologia statistica è emerso che il colore secondario della buccia del frutto, il colore della polpa, il colore primario della buccia del frutto e il modello di colore secondario della buccia sono i caratteri principali per discriminare le accessioni di melone esaminate nel presente studio. I risultati indicano che le varietà Baladi e Sahouri sono piuttosto differenti.
Le 50 accessioni erano state coltivate in Palestina.
La guerra distrugge tutto…

Genet Resour Crop Evol
DOI 10.1007/s10722-015-0329-0

Portare a seme una varietà locale è la cosa più importante che ogni buon agricoltore fa. Intanto occorre selezionare le ...
18/08/2026

Portare a seme una varietà locale è la cosa più importante che ogni buon agricoltore fa. Intanto occorre selezionare le piante migliori. Alcuni selezionano solamente tra i primi frutti che la pianta produce, sostenendo che tra i semi di questi frutti, e solamente tra questi, ci siano dei semi più scuri e questo sta ad indicare che il seme di quel frutto (di melone) sarà “pieno”. Nel Salento questo frutto di melone è chiamato “chiantaluro”.
Per il barattiere (popolazione di melone consumato verde, molto diffuso in Puglia) c’è chi “marchia con una croce” i frutti migliori e più uniformi. La croce non indica la fine ma l'inizio di attenzioni dell'agricoltore per portare a seme quel frutto di barattiere che lui ha scelto per una serie di caratteristiche interessanti: stato della pianta, dimensione e uniformità, produttività, precocità.
Questi frutti verranno raccolti per prelevare il seme.

Vito aveva ottant'anni e le mani che ricordavano ogni solco della sua terra, giù a Galatina. Ogni mattina d'estate, prim...
17/08/2026

Vito aveva ottant'anni e le mani che ricordavano ogni solco della sua terra, giù a Galatina. Ogni mattina d'estate, prima che il sole diventasse crudele, camminava lento tra i filari, e le foglie grandi ed erette delle sue meloncelle gli sfioravano le ginocchia come salutandolo.
Suo cugino, l'unico altro custode rimasto, lo raggiungeva il giovedì. Erano loro due, soltanto loro, a portare avanti quella coltura tonda dai poli schiacciati, l'epidermide verdone screziata di poco, i peli sparsi vicino al peduncolo. Nessun altro, in tutto il basso Salento, si prendeva ancora quella briga.
"Se non lo facciamo noi," diceva Vito al cugino, spezzando un frutto acerbo con le mani callose, "chi si ricorderà più del sapore che aveva Galatina?"
Il cugino annuiva, mordendo una fetta croccante e sapida. Non rispondeva mai a parole — rispondeva seminando, ogni primavera, un altro filare, un'altra manciata di futuro raccolta in un pugno di semi vecchi quanto la memoria di famiglia.
Una sera, un ragazzo del paese si fermò a guardarli lavorare. Vito gli porse una fetta di Meloncella, ancora tiepida di terra.
"Assaggia," disse. "Questo sapore un tempo lo conoscevano tutti, da qui fino al porto di Gallipoli. Ora lo conosciamo in due."
Il ragazzo assaggiò. I suoi occhi si allargarono per la sorpresa dolce e fresca.
"Posso tornare?" chiese.
Vito sorrise, e per la prima volta in anni, sentì che forse — forse — sarebbero diventati in tre.

“Le tradizioni sono importanti nella storia di un popolo, poiché sono sempre state punto di riferimento per l’uomo, per ...
16/08/2026

“Le tradizioni sono importanti nella storia di un popolo, poiché sono sempre state punto di riferimento per l’uomo, per il suo rapportarsi con la temporalità delle tappe della vita”. È quanto si legge nella prefazione del libro “È vviva Brindisi. Tradizioni e ricette dei Santi e delle Feste” (Tipografia La Concordia, 2015), a cura della studiosa di storia locale e cultrice di tradizioni brindisine, la professoressa Loredana Vecchio.
A pagina 122 del volume, in una nota in fondo al testo, si apprendono informazioni più precise riguardo le principali tipologie di prodotto coltivate nell’areale di riferimento: “I meloni brindisini, “li mulùni”, denominati “melloni” in brindisino italianizzato, erano di molti tipi, ma nello specifico si differenziavano in “sarginischi”, le famose angurie color verde scuro, di cui i brindisini erano grandi coltivatori e da cui traevano grossi guadagni; i “morettini” retati dalla polpa bianca, i “gialletti” tondi e i “gialletti” lunghi adatti alla conservazione invernale, “li muluni a feddi” bianchi e con evidenti porzionature a fette sulla buccia, e “li spuri”, meloni ibridi molto saporiti”.

Buon Ferragosto!Tra i ricordi gelosamente custoditi nella memoria dei più anziani non si può non parlare della mellonata...
15/08/2026

Buon Ferragosto!
Tra i ricordi gelosamente custoditi nella memoria dei più anziani non si può non parlare della mellonata a mmari, la grande sagra dell’estate brindisina che rendeva omaggio ai melloni (meloni e angurie), prodotti che per decenni hanno reso famosa la città e fiorente la sua economia agricola.
Ogni anno, in concomitanza del Ferragosto (15 agosto), si partecipava anzitutto alla processione in ricordo dell’Assunzione di Maria in Cielo, tenuta alle 4 del mattino; al termine dei rituali religiosi, quando si tornava a casa, era usanza comune preparare il pranzo da consumare al mare a base di prodotti della cucina locale: pasta al forno alla brindisina, puddica (focaccia brindisina ripiena e non), purpetti (polpette) e brascioli (involtini) col sugo e la tajedda ti risu patani e cozzi (riso, patate e cozze). Nella spiaggia di Sant’Apollinare, luogo prescelto per i festeggiamenti, il pranzo culminava con l’apertura dei grossi muluni sarginischi, descritti nel libro come “angurie brindisine famose per la grossezza e per la dolcezza, derivanti dalle caratteristiche della terra della costa”.
Erano i gestori delle spiagge a organizzare ogni anno i festeggiamenti, che andavano avanti fino all’alba del giorno successivo con animazioni e attrazioni di ogni tipo: palo della cuccagna, fuochi d’artificio, luminarie, lampioncini multicolore, concertini e lancio di palloni ad aria calda. Si organizzava anche una gara di 1000 metri, con ricchi premi, a cui partecipavano barche da pesca guidate ciascuna da quattro uomini. E soprattutto, si premiavano i negozi meglio addobbati in cui erano stati esposti i melloni, oltre ai migliori venditori di melloni. Alla fine i partecipanti eleggevano anche l’anguria più rossa e squisita.

Cosa contengono 100 grammi di Barattiere?Abbiamo analizzato il contenuto di questo ortaggio che consumiamo allo stadio i...
14/08/2026

Cosa contengono 100 grammi di Barattiere?
Abbiamo analizzato il contenuto di questo ortaggio che consumiamo allo stadio immaturo (come il cetriolo) considerando tre popolazioni di Barattiere (‘Monopoli’, ‘Carovigno’ e ‘Fasano’).
Tutti i genotipi hanno mostrato una colorazione della polpa giallo-verde molto chiara, senza alcuna differenza per quanto riguarda il contenuto di clorofilla e carotenoidi. Il Barattiere di Carovigno ha mostrato i valori più elevati di peso secco
(6,8 g/100 g di peso fresco), zuccheri (45 g/kg di peso fresco) e indice di dolcezza (7,3), mentre il Barattiere di Monopoli ha mostrato il contenuto totale di fenoli più basso (21 mg/kg di peso fresco). La varietà Barattiere di Fasano ha mostrato il più alto contenuto di zinco (2,3 mg/kg di peso fresco), mentre la varietà 'Monopoli' ha mostrato il più basso contenuto di Mg (94 mg/kg di peso fresco). Non sono state riscontrate differenze tra le popolazioni per quanto riguarda il contenuto di Ca, K, Na, B, Mn e Fe. Insomma, il profilo qualitativo del Barattiere rende questo genotipo locale interessante per le sue caratteristiche e ne suggerisce anche il consumo da parte di persone con specifiche esigenze dietetiche.

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Indirizzo

Via Amendola, 165/A
Bari
70126

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