02/07/2026
La moda ha già scelto.
La moda non è fatta solo di collezioni, tendenze e passerelle.
È anche uno straordinario strumento per comprendere come cambia la società.
Per questo ho voluto condividere questa riflessione con gli studenti, con chi si avvicina a questo mestiere e con tutti coloro che guardano alla moda come a un fenomeno culturale, prima ancora che economico.
Negli ultimi mesi si discute molto di caccia, di tutela della fauna e del rapporto tra uomo e animali.
Da osservatore del sistema moda, mi viene spontaneo fare una riflessione.
La moda, spesso considerata un settore superficiale o effimero, è in realtà uno degli specchi più fedeli dell'evoluzione del costume e della sensibilità collettiva.
Basta guardare la storia delle pellicce.
Negli anni '70 e '80 rappresentavano uno dei simboli più forti del lusso e del prestigio sociale. Per molte famiglie il loro valore economico era paragonabile a quello di un'automobile.
Oggi lo scenario è profondamente cambiato.
Al di là di rare eccezioni, sempre più persone non sceglierebbero una pelliccia nemmeno se fosse regalata. Molti marchi hanno eliminato completamente le pellicce animali dalle proprie collezioni, non solo per una scelta aziendale, ma perché è cambiata la sensibilità dei consumatori.
Non è cambiata la qualità delle pellicce.
È cambiata la coscienza di chi dovrebbe indossarle.
Questo, a mio avviso, è uno degli esempi più evidenti di come la moda non si limiti a seguire le tendenze, ma interpreti l'evoluzione culturale della società.
Per questo motivo considero fondamentale studiare la storia della moda: non solo per conoscere i grandi stilisti o le collezioni, ma per capire come cambiano le persone, i valori e il modo di vivere.
La moda, in fondo, racconta sempre qualcosa di più dei vestiti.
Prima cambiano le persone.
Poi cambiano i consumi.
E infine cambia inevitabilmente anche il prodotto.
La moda, in questo senso, ha già scelto.