18/09/2026
Le cose si muovono da sole.
Martedì e ieri alcuni studenti sono tornati nell’orto del plesso di Economia.
Hanno pulito, sistemato, potato il basilico. Uno di loro ha persino portato una zappetta da lasciare a disposizione. E il basilico raccolto, invece di finire buttato, è diventato materia prima per un pesto fatto insieme.
Nel frattempo, al banchetto, è arrivata una studentessa magistrale. Non aveva potuto partecipare al laboratorio, ma è venuta apposta per conoscerci meglio e dirci che vuole entrare in ORSÙ e dare una mano.
E poi continuano ad arrivare messaggi, domande, persone che vogliono capire come partecipare.
Forse è proprio questo il segnale più bello.
Quando non sei solo a dover spingere tutto.
Quando qualcuno torna spontaneamente a prendersi cura di uno spazio.
Quando porta un attrezzo da casa.
Quando qualcun altro si presenta e chiede: “Come posso dare una mano?”
È lì che uno spazio verde smette di essere semplicemente uno spazio.
Diventa un luogo di incontro, di cura, di apprendimento, di iniziativa. È da questa trasformazione che si generano progetti sostenibili con effetti reali e di lungo termine.
ORSÙ, in fondo, prova a fare proprio questo: creare le condizioni perché le persone possano iniziare a fare.
E poi vedere cosa succede.