31/08/2026
In questi anni, nel mio lavoro clinico e forense, mi sono trovata spesso di fronte a soggetti autori di condotte gravi, soprattutto ai danni dei loro partner, che presentavano chiari tratti di funzionamento narcisistico.
In molti di questi casi la confessione non è mai arrivata.
Oppure è arrivata tardi, in forma parziale, distorta, funzionale solo a proteggere sé stessi.
Non si è trattato solo di una strategia difensiva.
In molti casi, la confessione era psicologicamente impossibile.
Oggi vi spiego perché.
Perché per un soggetto con funzionamento narcisistico la confessione è psicologicamente intollerabile.
Non è una scelta strategica.
È una impossibilità strutturale.
Ecco perché:
1. La confessione equivale all’annientamento del Sé
Il narcisista non possiede un’identità stabile.
Possiede un Sé grandioso difensivo, costruito per proteggersi da vergogna e vuoto.
Confessare significa:
• riconoscersi colpevole,
• accettare una posizione di inferiorità,
• perdere il controllo dell’immagine.
Per un narcisista questo equivale a una morte psichica. Meglio il carcere che l’umiliazione definitiva e irreparabile.
2. Incapacità di assumersi una responsabilità autentica
Il narcisista:
• non integra la colpa,
• non prova rimorso reale (solo paura delle conseguenze),
• vive ogni accusa come persecuzione.
La colpa viene sempre:
• negata,
• minimizzata,
• proiettata sugli altri.
La confessione richiede responsabilità interna.
Il narcisista funziona per attribuzione esterna.
3. Meccanismi di difesa primitivi
Nel narcisismo patologico dominano:
• negazione (“non è successo”),
• proiezione (“sono loro i colpevoli”),
• scissione (buono/cattivo),
• razionalizzazione.
Confessare farebbe crollare l’intero sistema difensivo.
E il soggetto non ha nulla sotto ragion per cui confessare significherebbe sprofondare in un abisso di angoscia impossibile da gestire.
4. Controllo narrativo ossessivo
Il narcisista deve:
• controllare la storia,
• manipolare la percezione altrui,
• riscrivere i fatti a proprio vantaggio.
Confessare significa perdere il monopolio della narrazione
e diventare oggetto del racconto di altri (giudici, media, vittime).
Per lui è intollerabile.
5. Fantasia di onnipotenza residua
Anche davanti all’evidenza:
• crede di poter “ribaltare tutto”,
• sopravvaluta le proprie capacità persuasive,
• sottovaluta l’intelligenza degli altri.
Il suo pensiero dominante è “Alla fine ne uscirò comunque.”
Questa illusione regge fino al crollo finale.
6. La confessione sgretola la maschera
Il narcisista vive di immagine, non di verità.
Confessare significa:
• smascherarsi,
• perdere status,
• perdere ammirazione (o anche solo timore).
Per questo spesso:
• tace,
• mente,
• accusa altri,
• si presenta come vittima.
7. Quando confessano (evento raro)
Se confessano, di solito la confessione
• è strumentale (ottenere benefici),
• è parziale,
• è distorta (“l’ho fatto, ma perché provocato”),
• è tardiva, quando ogni altra via è fallita.
Non è mai una confessione riparativa.
È solo un ultimo tentativo di controllo.
La pena la può scontare.
La responsabilità no.