08/09/2026
Cara collega, caro collega,
all’avvio di questo nuovo anno scolastico, desidero rivolgere a ciascuno di voi, a nome di tutta la Gilda degli Insegnanti della provincia di Bari, i più sinceri auguri di buon lavoro. Sappiamo bene che ogni inizio porta con sé l'energia di nuovi progetti e il valore umano dell'incontro con gli studenti, ma non possiamo nasconderci dietro la retorica della "scuola che riparte" senza guardare in faccia la realtà e le gravi problematiche ataviche con cui siamo costretti, ancora una volta, a fare i conti. Le criticità sul tavolo sono tante e profonde, ma affrontarle con spirito critico e consapevolezza dei nostri diritti è l’unico modo per difendere la nostra professione.
Le emergenze irrisolte
Emergenza caldo: Accogliamo settembre in aule roventi, specchio di infrastrutture non adeguate e della miopia politica in materia di efficientamento energetico. I fondi del PNRR rappresentavano un'occasione storica per modernizzare le nostre scuole, ma la gestione centralizzata e burocratica ha sprecato questa opportunità, lasciando docenti e studenti in contesti strutturalmente carenti. Nell’immediato, a tutela della salute di tutti, invitiamo i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) dei singoli istituti a verificare tempestivamente le condizioni di sicurezza delle scuole e a comunicare eventuali situazioni di criticità agli organi competenti. Se necessario, chiediamo di prevedere riduzioni orarie laddove questo rappresenti l'unico strumento immediato per garantire una permanenza sicura degli alunni, del personale docente e ATA all'interno degli edifici, affinché le condizioni per l'insegnamento e l'apprendimento siano realmente ottimali.
La piaga del precariato e il reclutamento instabile: La continuità e la stabilità della scuola italiana poggiano ancora sulle spalle di un esercito di precari, nonostante la propaganda trionfalistica del ministro Valditara. Il sistema di reclutamento attuale, caratterizzato dall'avvicendarsi di procedure concorsuali sempre diverse e farraginose, ha fallito l'obiettivo principale: garantire la copertura di tutti i posti messi a bando.
Inoltre, parlare di continuità didattica sul sostegno senza intervenire sulla radice del problema è una presa in giro nei confronti di docenti e famiglie. L'unica vera soluzione è e rimane la stabilizzazione su tutti i posti effettivamente disponibili
Stipendi erosi, riforme confuse e l'attacco ideologico alla cultura globale
Nonostante i tre rinnovi contrattuali sbandierati dal Governo Meloni, la realtà dei fatti parla di potere d’acquisto eroso dall'inflazione. Manca un reale stanziamento di fondi dedicati esclusivamente alla scuola, capace di colmare il gap con il resto del pubblico impiego e di ridare dignità economica alla nostra professione.
La riforma dei Tecnici e le Indicazioni Nazionali: Assistiamo a riforme confuse, come quella degli istituti tecnici, applicata da settembre con quadri orari ancora contestati, che sacrifica materie di base, comprime i tempi della formazione e mette a rischio posti e continuità didattica: non è innovazione, ma subordinazione della scuola alle esigenze immediate delle imprese.
La chiusura etnocentrica dei curricoli: Seguiamo con forte preoccupazione i tentativi di riscrittura delle Indicazioni Nazionali per il curricolo. La volontà politica di restringere il campo, ridando enfasi quasi esclusiva alla storia e alla cultura occidentale, rappresenta una pericolosa retromarcia ideologica. Invece di preparare i ragazzi a una lettura globale e interconnessa del mondo contemporaneo – oggi più che mai necessaria per comprenderne le tensioni e le sfide – si preferisce chiudere la scuola in un recinto nostalgico e parziale.
La vergogna del "consenso informato”: L'introduzione del consenso informato preventivo sulle tematiche relative all'educazione affettiva e alla sessualità rappresenta un ulteriore vulnus inaccettabile. Insieme alle intromissioni sui curricoli, questa misura esautora il ruolo pedagogico della scuola e tarpa concretamente le ali alla libertà di insegnamento, pilastro costituzionale del nostro sistema educativo.
Ritrovare l'orgoglio della professione: la Gilda è al vostro fianco
Di fronte a questo scenario, l’atteggiamento della nostra sigla non vuole e non deve essere pessimista. Al contrario, deve tradursi in una rinnovata fiducia nell'attività sindacale e nella forza collettiva dei docenti.
Essere parte della Gilda degli Insegnanti significa credere fermamente nei nostri valori fondanti: la valorizzazione e la sburocratizzazione della professione docente e la centralità della didattica.
Vi invito, nella quotidianità della vita scolastica, a riaffermare la vostra dignità professionale:
- Esigete il rispetto del contratto di lavoro e di tutti i diritti in esso previsti.
- Rifiutatevi di svolgere attività e mansioni aggiuntive in maniera gratuita, perché il lavoro non retribuito svilisce l'intera categoria.
- Rivendicate con orgoglio il peso fondamentale della nostra professione, esigendo la rivalutazione del ruolo dell’insegnante all'interno della società. La scuola non è un'azienda da gestire, ma il luogo in cui si formano i cittadini del mondo attraverso la cultura e lo sviluppo del pensiero critico.
La Gilda di Bari è, come sempre, pronta a supportarvi, difendervi e camminare al vostro fianco in ogni singola scuola del territorio.
A tutti voi, buon anno scolastico di resistenza, orgoglio e professionalità.
La Coordinatrice Provinciale Gilda Insegnanti di Bari
Maria Mastropierro