10/08/2025
✨ È domenica mattina
Sono appena rientrata a casa, dopo essere stata da una paziente.
Mentre guidavo, con la strada silenziosa davanti a me, pensavo.
Non so se chi mi incontra riesca a percepire davvero cosa provo quando faccio il mio lavoro.
Per me, essere infermiera domiciliare non significa soltanto svolgere una prestazione:
è entrare in una storia che non è la mia.
Una storia che mi viene affidata, anche solo per un breve tempo, e che per questo diventa preziosa.
Ogni persona che assisto, ogni famiglia che mi apre la porta, merita la mia attenzione, il mio tempo, la mia cura.
Non tolgo libertà nelle decisioni: accompagno, ascolto, consiglio…
senza forzare i tempi.
Ogni parola ha un significato.
Ogni gesto lascia un’impronta, a volte è una carezza.
Il dolore che incontro non è il mio,
ma questo non significa che non debba trattarlo con delicatezza.
La fatica che vedo non è la mia,
ma merita la mia comprensione.
Il momento che vivo non è il mio,
ma richiede la mia concentrazione totale.
Quando torno a casa, ciò che mi resta sono le storie delle persone.
Penso a loro e posso dirmi:
“Anche oggi ho lavorato come l’infermiera che vorrei accanto a chi amo.” 💙