27/02/2014
PENSAVATE CI AVESSERO AVVELENATI E INVECE ...ECCOCI QUI: RECENSIONE N° "BO", LA LU**CA D'ORO...SBAVATECI!
Cantalupo, 16/02
Il primo sguardo, la prima occhiata, un rapido movimento e spesso già abbiamo giudicato. Sappiamo già ciò che ci aspetta.
Questo processo incondizionato ci porta spesso ad errori madornali: transessuali ben agghindati, ragazze in perfetta forma che una volta abbordate si tolgono la panciera con il cacciagomme e, non ultimo, i bei funghi colti dal nonnino che una volta ingeriti sconquassano il tuo intestino rendendo il tuo orifizio labile e superficiale come la frontiera Belgio/Lussemburgo.
A noi succede di fronte all'entrata del ristorante LA LU**CA d'ORO, località Cantalupo (per gli anglofoni "Singingwolf). Sarà che invece che un ristorante ci troviamo d' innanzi a un bar in cui il tizio più raccomandabile ha precedenti per voyeurismo o, forse, sarà che il cameriere ha 19 capelli nei quali i poveri pidocchi residenti, quando si spostano dall'uno all'altro, soffrono di jet lag. Sarà anche che noi, da buoni maiali con la cravatta, siamo sempre pronti a puntare il dito...sta di fatto che la prima impressione non è delle migliori. Ma non ci facciamo attanagliare dallo sconforto.
Siamo al completo dopo molto tempo, con una Giadina che dopo mesi sembra aver assunto di nuovo quel color ocra che la rende gioiosa come un amante focoso che vi attende trepidante nel letto, poco prima di rendersi conto che avete cenato alla sagra a Cannara.
La regina incontrastata del menù è (rullo di tamburi) la lu**ca, ma non mancano alternative per chi non è amante delle cose mollicce ed umide. Il nostro panzyno, da poco eletto porta bandiere del fi***ng bovino a pieno braccio, propende per un intero menù a base delle gustose amichette cornute.
La scelta si rivela giusta. Il prezzo è ottimo, le varietà molte e le quantità davvero esagerate anche per il nostro “sventrabascule” più quotato. Per quanto riguarda gli altri antipasti il gradimento non decolla, ma non riportiamo particolari mancanze. Ricordiamo degli involtini di melanzane e lumache, crostini barbozza e lumache (forse i migliori) e un antipasto misto nella sua connotazione più classica.
Mentre il nostro tasso alcoolemico aumenta come i tumulti in Ucraina, in maniera inversamente proporzionale, i ricordi si affievoliscono e il racconto diviene sempre meno fedele alla realtà dei fatti. Un po' come spesso accade a qualche strabiliante racconto sessuale di un vostro amico.
All'inizio comprendeva una stragnocca e una spiaggia sotto le stelle, dopo qualche mese l'apparente idillio si compone di una ba****ia scesa per sbaglio dall'interrail; baffi stile “scopa-a-ramazza” e una panda a metano nei pressi di Parlesca. Fra i primi non si dimentica un risotto radicchio e tartufo. Quest'ultimo è grattato come se non ci fosse un domani e, per quanto sia delizioso, risulta impossibile finirlo.
Non si dimentica neanche una frase della principessa di Ripa, alias Monica Scarponi, che rivela come “l'odore di nero” le trasmetta senso di libertà.
Non crediamo che tale massima le sia balenata in mente nei pressi di Villanova Vernici, ma, bensì, che le serate dancehall e il forsennato twerking abbiano minato quei 6 neuroni che abitavano abusivamente il suo cranio arido e stepposo. Nel frattempo il Panzyno continua a lottare contro il suo menù con lo stoicismo con cui i 65enni della bassa bresciana lottano contro il grappino del pre-pranzo.
Sanno entrambi che la sfida è fuori portata, ma l'impegno, si sa, non deve mai mancare. Da segnalare, tornando a questioni culinarie, un filetto al pepe verde inaspettatamente tenero e saporito. Le tagliate non sono nulla di trascendentale ma, ad onor di cronaca, sono cotte come da richiesta e di buona consistenza. La nota negativa arriva inaspettata e sotto forma di verdure grigliate. Un piatto di elementare preparazione e di nessuna particolarità non può essere servito freddo.
Il primo morso di zucchina, gelida e scondita, mi fa sentire come un vegano a cui hanno staccato il gas, ma per fortuna era solo un brutto incubo. Il tempo di riprenderci dallo shock, prendere dei sorbetti al limone per sgrassare un po' et voilà, gli amari sono a tavola.
Il cameriere bellimbusto, che ricorda un po' Sean Connery dopo una trasfusione di acquaragia e una dose di mastice endovena, offre gentilmente i digestivi, e noi, gioiosamente ringraziamo. Il conto è nella media e, forse, anche al di sotto.
In definitiva,
Consigliato a: talpe, ricci, topi, tordi, merli, rospi, coleotteri .
Sconsigliato a: foglie di lattuga, verdure, piccoli funghi, molliche di pane, lombrichi morti.
http://ccmlo.jimdo.com/recensioni-1/la-lu**ca-d-oro/
Il primo sguardo, la prima occhiata, un rapido movimento e spesso già abbiamo giudicato. Sappiamo già ciò che ci aspetta.