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CCMLO Recensiamo spietatamente le realtà culinarie della nostra zona e ci carchiamo con moderazione.

La nascita 💙
02/09/2017

La nascita 💙

Attesa come il rientro dei Savoia in Italia, ecco la nostra ultima fatica..IL RISTORANTE FANTASMA - Foligno, 06/04/14La ...
12/04/2014

Attesa come il rientro dei Savoia in Italia, ecco la nostra ultima fatica..

IL RISTORANTE FANTASMA - Foligno, 06/04/14

La nostra guida è la bad girl Michela Granata, esperta di tripadvisor quanto un orsetto lavatore non ancora svezzato, ma soprattutto, con un senso dell'orientamento pari a quello di un orsetto lavatore non ancora svezzato con la cataratta.
Ci troviamo a Foligno. Parcheggiamo rigorosamente in zona rimozione e ci avventuriamo alla ricerca della “PREMIATA OFFICINA DEL GUSTO”. L'unica dei membri sprovvista di membro ci rassicura sul posto, perché ci è già stata, perché le recensioni sono positive e via dicendo.
Belle parole. Però nel frattempo non troviamo il ristorante. Consultiamo il navigatore, poi i passanti, ma nessuno sembra poterci aiutare. Dopo un giro in tondo siamo al punto di partenza. Sono ormai le 9 e i morsi della fame cominciano a farsi sentire. Il Panzyno è sul punto di cedere, invoca i santi (quasi sempre associandoli ad animali dello zoo di Pistoia) e punta minaccioso qualsiasi bambino gli passi davanti con un gelato.
Dopo un rapido “brainstorming” con le sculture di piazza delle tartarughe, decidiamo di telefonare al ristorante. Il telefono squilla e dopo poco una voce risponde: «Ristorante ME TE MAGNO Buonasera...». Riagganciamo senza dire una parola come ai tempi dei primi scherzi telefonici, quando non eri né ricercato dalla polizia postale né odiato dalle molteplici famiglie Randazzo dell'elenco telefonico.
Ad ogni modo il ristorante ME TE MAGNO si trova alle nostre spalle. Lo avevamo persino preso in considerazione per un attimo, salvo poi liquidarlo con la stessa velocità di una lettera dell'otto per mille alla chiesa cattolica.
Ci avviciniamo e scopriamo che il ristorante aveva cambiato nome. Ci voltiamo verso Michela e le riserviamo il trattamento “comari sicule Vs. ragazze con la gonna sopra il ginocchio”, ovvero: invettiva, seguita da sputi e spintoni di piazza.
Il ristorante è informale. Somiglia più a un pub, con tovagliette sui tavoli e decorazioni sui muri. L'unica cosa che rimanda alla ristorazione è la posizione del bagno. Sempre in fondo a destra.
Anche il menù è frugale. Un solo foglio, pietanze da un lato e bevande sul retro. Tutto ciò non toglie nulla ai piatti presentati, i quali stuzzicano i nostri più pantagruelici appetiti.
Si parte in p***a magna. Assaggiamo un ottimo carpaccio, seguito da Tartare di Manzo e Tonno talmente deliziose che meriterebbero il rutto finale. Il clima al tavolo è direttamente proporzionale alla bontà dei piatti. Si parla di argomenti felici, quali serie tv e gravidanze scampate, manca solo un video di gattini imbranati a suggellare il melenso passaggio fra una portata e l'altra. Poi arrivano i primi. Strangozzi gamberi e guanciale non ci sembrano un'accoppiata vincente e in effetti non lo sono. Seconda chance per gli gnocchi al gorgonzola con radicchio e noci. Migliori rispetto all'altro piatto, ma poco saporiti nel complesso.
Dopo le vette iniziali i primi hanno abbassato il tiro, perciò la nostra ovattata conversazione si sposta verso “Merdaland”. I toni pacati e i sorrisi di prima vengono sostituiti da va******lo e grida, mentre si discute di malattie mentali e/o veneree, AIDS e HIV. Fortunatamente una buona dose di vino e l'arrivo dei secondi ci riportano a una dimensione civica. Gustiamo una buona tagliata e delle ribs di maiale con salsa barbecue che fanno ve**re l'emicrania al nostro colesterolo. Siamo soddisfatti dai secondi, anche se ancora lontani dall'eccellenza. In compenso le porzioni sono generose. Siamo sazi, eccezion fatta per Luca Freddio che ordina il dessert con la sfrontatezza di un corriere della droga che si presenta alla dogana con la maglietta della Colombia e un trolley da 20 Kg mentre paga il sovrappeso con una banconota da 50 arrotolata.
Il locale sta chiudendo, lo staff si conferma davvero gentile, offrendoci caffè e amari, che tracanniamo con giubilo.
Con un po' meno giubilo affrontiamo il conto. Abbiamo speso circa 40 € a testa. È pur vero che non si è lesinato sul vino e che in generale si mangia bene, però la spesa è misurata quanto un intervento di Sgarbi su la7.

Valutazione rote spompe 3,75

La nostra guida è la bad girl Michela Granata, esperta di tripadvisor quanto un orsetto lavatore non ancora svezzato, ma soprattutto, con un senso dell'orientamento pari a quello di un orsetto lavatore non ancora svezzato con la cataratta. Ci troviamo a Foligno. Parcheggiamo rigorosamente in zona ri...

un omaggio al MAESTRO, che ogni domenica ci ispira e ci sprona a continuare la nostra opera coi mezzi che ci ha tramanda...
10/04/2014

un omaggio al MAESTRO, che ogni domenica ci ispira e ci sprona a continuare la nostra opera coi mezzi che ci ha tramandato... saremo mai degni?

Ci basterebbe essere ignoranti almeno un quinto di quest'uomo per essere in pace con noi stessi. E qui era ancora all'aperitivo.
MAESTRO PAUL GASCOIGNE

SERPILLO, Torre del Colle , 31/03Il presente racconto sarà offerto in forma più leggera per bilanciare l'aumento di peso...
05/04/2014

SERPILLO, Torre del Colle , 31/03

Il presente racconto sarà offerto in forma più leggera per bilanciare l'aumento di peso di gonadi ed ovaie, dovuto all'incombenza della primavera e alla nuova stagione del grande fratello. Proprio cosi: ad alcuni la bella stagione mette gioa di vivere e di amare, per altri, seguaci del filosofo greco Gervastocle, è solo un motivo in più per lamentarsi e muovere l'ultimo passo che dal ponte di Bastiola porta dritti nel Chiagio. In fondo, parliamoci chiaro, i gruppi di punkabbestia che suonano strumenti inutili come Andorra sotto agli alberi e gli scaldabagno Riello che passeggiano in leggins, pensando che due passeggiate giovino come un anello gastrico, ci hanno rotto i co****ni! Rivogliamo le braciolate che causano 8 ettari di incendi nei parchi nazionali e gruppi di metallari puzzolenti incatenati ai pioppi per rivendicare la libertà di Pino Scotto.
Con questo spirito nostalgico inizia la nostra ennesima avventura culinaria, che ci porta a Torre del Colle (fraz.Bevagna).
Abbiamo letto di questo posto, Il SERPILLO, in maniera del tutto casuale smanettando nel web con i nostri fedeli “struffaditi” e il risultato è stato del tutto soddisfacente.
Il posto è rustico, tutto in pietra, all'interno di mura di cinta che di questi tempi malapena conterrebbero i preti in giro a benedire case e , gli operatori ENEL , che le fanno dissacrare a suon di bestemmie immediatamente dopo.
Ci prendiamo un antipasto che con 10 euro ci garantisce il free entry ad un innumerevole varietà di stuzzichini. Si svaria dai formaggi, ai crostini, insalatine e piccoli sfizi. Non male.
Fra i primi, i tagliolini con gamberi e carciofi troneggiano: sembra quasi che il Dott. Zoidberg li abbia masticati per insaporirli. Da segnalare anche un risotto con capperi fritti, salmone e senape: strano ed intrigante come un ebreo che regala soldi in un padiglione dell'Oktoberfest.
Le bottiglie scarseggiano, gli occhi si abbassano: non siamo più i giaguari di una volta. Dopo il venerdì ed il sabato, questo giorno che inizia con la “D” assume sempre più il contorno di una condanna. Quella che una volta sembrava una combriccola di buontemponi senza freni, ora sembra la gita della bocciofila di Montegabbione: manca solo la foto con costume ascellare sul lungomare di Gabicce.
Perlomeno, in attesa di tempi migliori, il cibo ci consola. La qu***ia con foie gras e valeriana ha del sublime. L'ossobuco alla milanese con tanto di risotto non teme critiche.
Mentre impazza la gara per chi sfora la soglia 500 del colesterolo e, contemporaneamente,la sfida alla verruca più estesa vede in vantaggio Giordano Draoli, alias er sigheretta, decidiamo anche di concederci il dolce (sotto stretto controllo del medico che monitora la nostra glicemia tramite sondino). Il cheesecake meriterebbe un premio all'esistenza. Un posticino in bacheca fra il busto di Germano Mosconi e quello di Renato del GF ungherese.
Nonostante il menù sia ricercato, il cibo buono ed il servizo curato, il prezzo non supera i 30 euro.
L'offerta di caffè ed amari è sempre cosa gradita e ci fa incoronare questo posto come uno dei migliori per rapporto Q/P (che non è Quaglie/Pelo).
Mentre la Sig.ra Mariella rischia di perdere il pulmino perchè non ritrova la dentiera e Tonino 'de stommecone non riesce a riallacciare la panciera, ci incamminiamo (da pori vecchi) verso la fine della giornata. Dal fondo del pulmino, composto sempre dai vetusti più buontemponi, sembra innalzarsi “quel maaaazzolin di fioooori”... davanti nessuno replica con il contro coro [silenzio], qualcuno ronfa [Mariella sembra un Landini che si affoga]....[ancora silenzio]. Mi sveglio e per fortuna era tutto un sogno. Siamo di nuovo al fine settimana, siamo di nuovo disposti a bere l'acqua del tergicristalli purché ci stordisca, in attesa di altri, prevedibili, istinti pre-morte.

Rote spompe: 4

http://ccmlo.jimdo.com/recensioni-1/serpillo/

Il presente racconto sarà offerto in forma più leggera per bilanciare l'aumento di peso di gonadi ed ovaie, dovuto all'incombenza della primavera e alla nuova stagione del grande fratello.

Volevamo rassicurarvi: nonostante la povertà ci attanagli e le lobby dei cuochi panzoni ci continuano ad inviare lettere...
03/04/2014

Volevamo rassicurarvi: nonostante la povertà ci attanagli e le lobby dei cuochi panzoni ci continuano ad inviare lettere minatorie sporche di sugo...SIAMO ANCORA QUI! Questa domenica abbiamo svolto il nostro onere ed il relativo racconto è in preparazione! Fremete e gioite, perchè lui vi guarda e sotto la doccia vi pensa..

17/03/2014

Panzyno :" Guardi sul conto mi ha messo il supplemento per la bufala ma in realtà sulla mia pizza non ce l'avete messo"

Omino del conto :" no no, si sbaglia, forse non si vedeva perchè si è sciolta"

Panzyno:" Ma se si scioglie la bufala fa un litro d'acqua e la mia era asciutta, inoltre ne ho vista una con la bufala e si nota chiaramene la differenza".

Omino del conto:" no no, su alcune si scioglie , su altre no...però c'era c'era"

QUIZ A PREMI: dove ci trovavamo??

A) La locanda della mangusta coi denti di legno (Skopjie, MA)
B) Il somaro che scalcia (Baghdad, IR)
C)Pizza Birra e Barbecue by Finnega (Bastia U, IT)

a voi la scelta!!

PS se dovessimo valutare in rote spompe, meriterebbe un cerchione di una skoda abbandonato ai bordi di una rotonda!

10/03/2014
RECENSIONE NUMERO 24
09/03/2014

RECENSIONE NUMERO 24

ANCHE SE SIAMO DI NUOVO LACERI NON CI DIMENTICHIAMO DI VOI...RECENSIONE N. BO+1 "COCCORONE"Montefalco, 02/03Ore 5.45 del...
09/03/2014

ANCHE SE SIAMO DI NUOVO LACERI NON CI DIMENTICHIAMO DI VOI...RECENSIONE N. BO+1 "COCCORONE"

Montefalco, 02/03


Ore 5.45 del mattino. L'eco lontana di una sveglia. È Lunedì. Deve esserlo per forza, perché apri gli occhi e il primo pensiero è un moccolone da far cadere Don Matteo dalla bicicletta. Ti svegli con un mal di testa lancinante. I pensieri che fanno l'hula hoop su per il cervello. Un disastro ecologico tipo Chernobyl in bocca. Salti in piedi con l'equilibrio di un cerbiatto appena nato. Rimbalzi da una parte all'altra del corridoio. Arrivi in bagno. Siedi sulla tazza e con la testa fra le mani ti domandi: Ma che c***o ho fatto ieri?

Ricordi offuscati. “Eppure.... si... eppure avevamo un bel programma per la domenica pomeriggio.. Aspetta..dovevamo.. aspetta..No, Niente”. Tutto buio.

Inizi la giornata, cercando un senso a tutto questo. Inutile.
Provi a ricordare, andando a ritroso negli eventi:

Era una domenica sera. C'era un ristorante, una tavolata imbandita stile ultima cena. Un pugno di cavernicoli -il quoziente intellettivo di tre etti di Parmacotto- seduti col tovagliolo sulle gambe. Un ristorante chic. Siamo a Montefalco.....

-Perchè proprio Montefalco? E perchè ho la sensazione che manchino alcune tessere del mosaico?-

Andiamo per gradi. Il ristorante si chiama Coccorone. Ci arriviamo già belli storditi. Un posto di classe, in cui veniamo accolti con la stessa eccitazione che ti lascia un sorso di Heineken dopo una maratona di Negroni. Siamo sulla decina. Affamati e rumorosi come una schiera di bikers alla sagra dei fagioli con le cotiche. C'è il feticcio Panzyno, diventato fonte d'ispirazione per tutti i genitori, che lo usano ormai come spauracchio per bambini capricciosi: “Guarda, che se non fai il bravo, stanotte arriva il Panzyno!”. Alla sua sinistra, Monica Scarponi, detta “Travelgum” per la capacità di allietare i viaggi in macchina con acuti che ricordano Mario Giordano col mal di gola. Per il vostro bene, e per i numerosi processi pendenti a loro carico- ometteremo i nomi degli altri commensali passando diretti al cibo.
La prima portata dovrebbe essere l'antipasto, ma fra le nostre scelte, l'unica che può fregiarsi di tal nome è un delizioso carpaccio di manzo che ci lascia con un sorriso largo come una grondaia. Alcuni di noi partono con cappelletti in brodo (deliziosi), altri con un piccione arrosto degno di un banchetto per l'apertura della caccia.
E pensare che questo è solo l'inizio. Gli assi non sono ancora stati calati. Ululiamo come dei pellerossa all'arrivo del tartufo. Badate bene, non il solito scorzone, si tratta bensì di tartufo pregiato (NB 1,50€ al gr) che viene poi grattato su filetti di manzo, talmente buoni da sbaragliare Putin al Nobel per la pace. Il risultato è un connubio celestiale, tipo sorriso della Gioconda e t***e della Arcuri.
Finiamo coi dolci (non bene) ed ecco il conto. Un imponente e minaccioso iceberg del Titanic, che fa affondare i nostri risparmi manco fossero Di Caprio. -70 per il Panzyno e -60 per il sottoscritto, non sono i punti di una partita a Ramino, ma i denari salutati cadauno. Perciò, se avete 20€ in tasca, risparmiatevi la strada e ripiegate su McDonald's.

-Dovessi dirvi come siamo finiti al Coccorone e la strana sensazione nel parlare di tartufo, ancora non saprei.-

Prima di cena ricordo della musica. Una spiacevole canzone di Ke$ha e un improvvisato flash mob alcolico fra i vicoli. Un delirio improvviso, provocato da un aperitivo a base di vino e salsicce piccanti. Prima dell'aperitivo ricordo un ulteriore aperitivo, quello pomeridiano. Iniziato troppo presto e decisamente figlio della noia. Non bastava assediare i giardinetti del paese, non era sufficiente sedersi -birra alla mano- sui giochi per bambini. Bisognava sfidare la sorte, affrontare il rimpianto a suon di bevute.
-Ma da dove veniva questo rimpianto?-

Scavando più a fondo trovo altri pezzi del puzzle: un lungo viaggio in auto, intervallato da pisciate in autogrill e gratta e vinci. Un tempo di m***a. Birra. E poi ancora tempo di m***a. I tergicristalli che vanno a destra e a sinistra come un Casini qualsiasi. C'è delusione nell'aria. Vaghiamo senza meta, sospesi fra l'euforia e lo sconforto del vecchio che legge i manifesti funebri. L'ha scampata, ma sa che ogni caffè corretto Varnelli potrebbe esser l'ultimo.

-Certo! Ora ricordo!-

Ecco il motivo di tanta delusione e di quella strana sensazione pensando al tartufo: stavamo andando a Norcia per la rassegna “Nero Norcia”, finché il grande capo al piano di sopra ci ha costretti a fare dietrofront, mettendo in scena il primo atto del diluvio universale 2.0, salvo poi calare il sipario e far tornare il sereno un'ora dopo.

“Se vuoi far ridere Dio, raccontagli dei tuoi progetti.” (Woody Allen)



Valutazione rote spompe 4.75 (Peccato, sarebbe stato un cinque, se non per i dolci e i prezzi esuberanti)

Valutazione senso di premorte del Lunedì mattina 4.5

Valutazione Manie di persecuzione del Lunedì mattina 4.5

Valutazione istinti omicidi/suicidi del Lunedì mattina 4.75

Valutazione tasso alcolico del Lunedì mattina 1.25



http://ccmlo.jimdo.com/recensioni-1/coccorone/

Ore 5.45 del mattino. L'eco lontana di una sveglia. È Lunedì. Deve esserlo per forza, perché apri gli occhi e il primo pensiero è un moccolone da far cadere Don Matteo dalla bicicletta. Ti svegli con un mal di testa lancinante. I pensieri che fanno l'hula hoop su per il cervello. Un disastro ecologi...

02/03/2014

Ci siamo svegliati con il tasso alcoolico di un giocatore di tressette veronese. Oggi , tanto per stare male fino a giovedì, ci faremo pace immediatamente e ci recheremo in quel di Norcia a sentire se davvero il tartufo odora di ospizio. Non fiori ma ceres e mignottoni

PENSAVATE CI AVESSERO AVVELENATI E INVECE ...ECCOCI QUI: RECENSIONE N° "BO", LA LU**CA D'ORO...SBAVATECI!Cantalupo, 16/0...
27/02/2014

PENSAVATE CI AVESSERO AVVELENATI E INVECE ...ECCOCI QUI: RECENSIONE N° "BO", LA LU**CA D'ORO...SBAVATECI!

Cantalupo, 16/02

Il primo sguardo, la prima occhiata, un rapido movimento e spesso già abbiamo giudicato. Sappiamo già ciò che ci aspetta.
Questo processo incondizionato ci porta spesso ad errori madornali: transessuali ben agghindati, ragazze in perfetta forma che una volta abbordate si tolgono la panciera con il cacciagomme e, non ultimo, i bei funghi colti dal nonnino che una volta ingeriti sconquassano il tuo intestino rendendo il tuo orifizio labile e superficiale come la frontiera Belgio/Lussemburgo.
A noi succede di fronte all'entrata del ristorante LA LU**CA d'ORO, località Cantalupo (per gli anglofoni "Singingwolf). Sarà che invece che un ristorante ci troviamo d' innanzi a un bar in cui il tizio più raccomandabile ha precedenti per voyeurismo o, forse, sarà che il cameriere ha 19 capelli nei quali i poveri pidocchi residenti, quando si spostano dall'uno all'altro, soffrono di jet lag. Sarà anche che noi, da buoni maiali con la cravatta, siamo sempre pronti a puntare il dito...sta di fatto che la prima impressione non è delle migliori. Ma non ci facciamo attanagliare dallo sconforto.
Siamo al completo dopo molto tempo, con una Giadina che dopo mesi sembra aver assunto di nuovo quel color ocra che la rende gioiosa come un amante focoso che vi attende trepidante nel letto, poco prima di rendersi conto che avete cenato alla sagra a Cannara.
La regina incontrastata del menù è (rullo di tamburi) la lu**ca, ma non mancano alternative per chi non è amante delle cose mollicce ed umide. Il nostro panzyno, da poco eletto porta bandiere del fi***ng bovino a pieno braccio, propende per un intero menù a base delle gustose amichette cornute.
La scelta si rivela giusta. Il prezzo è ottimo, le varietà molte e le quantità davvero esagerate anche per il nostro “sventrabascule” più quotato. Per quanto riguarda gli altri antipasti il gradimento non decolla, ma non riportiamo particolari mancanze. Ricordiamo degli involtini di melanzane e lumache, crostini barbozza e lumache (forse i migliori) e un antipasto misto nella sua connotazione più classica.
Mentre il nostro tasso alcoolemico aumenta come i tumulti in Ucraina, in maniera inversamente proporzionale, i ricordi si affievoliscono e il racconto diviene sempre meno fedele alla realtà dei fatti. Un po' come spesso accade a qualche strabiliante racconto sessuale di un vostro amico.
All'inizio comprendeva una stragnocca e una spiaggia sotto le stelle, dopo qualche mese l'apparente idillio si compone di una ba****ia scesa per sbaglio dall'interrail; baffi stile “scopa-a-ramazza” e una panda a metano nei pressi di Parlesca. Fra i primi non si dimentica un risotto radicchio e tartufo. Quest'ultimo è grattato come se non ci fosse un domani e, per quanto sia delizioso, risulta impossibile finirlo.
Non si dimentica neanche una frase della principessa di Ripa, alias Monica Scarponi, che rivela come “l'odore di nero” le trasmetta senso di libertà.
Non crediamo che tale massima le sia balenata in mente nei pressi di Villanova Vernici, ma, bensì, che le serate dancehall e il forsennato twerking abbiano minato quei 6 neuroni che abitavano abusivamente il suo cranio arido e stepposo. Nel frattempo il Panzyno continua a lottare contro il suo menù con lo stoicismo con cui i 65enni della bassa bresciana lottano contro il grappino del pre-pranzo.
Sanno entrambi che la sfida è fuori portata, ma l'impegno, si sa, non deve mai mancare. Da segnalare, tornando a questioni culinarie, un filetto al pepe verde inaspettatamente tenero e saporito. Le tagliate non sono nulla di trascendentale ma, ad onor di cronaca, sono cotte come da richiesta e di buona consistenza. La nota negativa arriva inaspettata e sotto forma di verdure grigliate. Un piatto di elementare preparazione e di nessuna particolarità non può essere servito freddo.
Il primo morso di zucchina, gelida e scondita, mi fa sentire come un vegano a cui hanno staccato il gas, ma per fortuna era solo un brutto incubo. Il tempo di riprenderci dallo shock, prendere dei sorbetti al limone per sgrassare un po' et voilà, gli amari sono a tavola.
Il cameriere bellimbusto, che ricorda un po' Sean Connery dopo una trasfusione di acquaragia e una dose di mastice endovena, offre gentilmente i digestivi, e noi, gioiosamente ringraziamo. Il conto è nella media e, forse, anche al di sotto.
In definitiva,
Consigliato a: talpe, ricci, topi, tordi, merli, rospi, coleotteri .
Sconsigliato a: foglie di lattuga, verdure, piccoli funghi, molliche di pane, lombrichi morti.

http://ccmlo.jimdo.com/recensioni-1/la-lu**ca-d-oro/

Il primo sguardo, la prima occhiata, un rapido movimento e spesso già abbiamo giudicato. Sappiamo già ciò che ci aspetta.

CCMLO
10/02/2014

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06081

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