16/07/2022
La bambina dei numeri.
È Maryam Myrzakhani.
È solo una intelligentissima e curiosissima del mondo quando suo fratello le racconta di come Carl Friedrich risolve il problema di sommare tutti i numeri naturali da 1 a 100. Maryam è già incantata dalla danza dei numeri e dall’eleganza della soluzione.
È una quando sostiene un esame per entrare nella , una scuola per gestita dall’Organizzazione Nazionale per lo Sviluppo dei Talenti Eccezionali.
Durante le sue prime settimane lì, Maryam conosce (oggi professoressa di matematica alla Washington University a Saint Louis), e diventano inseparabili. Le unisce non solo la passione per la (passione imprevista per chi nasceva femmina in Iran) ma anche e soprattutto quella per la letteratura. Il loro luogo preferito sono le librerie di Teheran e Maryam, prima di pensare ad una carriera nella matematica sogna di diventare una scrittrice.
Nel 1994 le due ragazze partecipano alle Olimpiadi Internazionali della Matematica ad Hong Kong (sono le prime due giovani donne iraniane a prenderne parte).
Maryam vince l’oro, rispondendo correttamente a 41 domande su 42 e Roya l’argento. L’anno successivo, alle Olimpiadi di Toronto, Maryam ottenne nuovamente l’oro con lo straordinario punteggio di 42 su 42.
Si iscrive all’Università di Sharif per studiare matematica: “Più tempo dedicavo alla matematica e più me ne appassionavo”.
Dopo la laurea, nel 1999, si trasferisce ad Harvard per perseguire il dottorato di ricerca con Curtis Tracy McMullen, da poco premiato con la medaglia Fields.
Nella sua tesi di dottorato, nel 2004, Maryam risolve due problemi di vecchia data, in un lavoro che il matematico Benson Farb descrive come “veramente spettacolare”.
Maryam ottiene una cattedra all’Università di Princeton nel New Jersey.
Incontra a Boston Jan Vondrák, matematico, informatico e pianista della Repubblica Ceca. È amore; si sposano nel 2008 e si trasferirono in California per insegnare all’Università di Stanford.
Nel 2011 nasce Anahita.
Maryam vedeva la matematica una forma d’arte piuttosto che della scienza.
Amava lavorare su grandi fogli stesi sul pavimento che riempiva di disegni e grafici. Quando chiedono alla piccola Anahita, quale fosse la professione della madre lei risponde “la pittrice”.
Nel 2014 Maryam Mirzakhani si aggiudica la Medaglia Fields, “per i suoi eccezionali contributi alla dinamica e alla geometria delle superfici di Riemann”. Si tratta del premio più prestigioso in matematica, spesso equiparato al premio Nobel. Maryam è stata la prima donna a ricevere tale riconoscimento.
Maryam si ammala di un tumore al seno e, nonostante le cure immediate, il cancro si diffonde attaccando fegato e il midollo osseo.
Maryam lavora fino all’ultimo, ma la sua principale preoccupazione è il futuro di Anahita. Il suo desiderio? Vederla andare a scuola e ci riesce.
Muore due settimane dopo il sesto compleanno della figlia, il 14 luglio del 2017, a soli quarant’anni.
Marc Tessier-Lavigne, rettore dell’Università di Stanford, ha scritto: “Maryam se n’è andata troppo presto, ma la sua influenza continuerà a vivere nelle migliaia di donne cha ispirato a dedicarsi alla matematica e alla scienza. Maryam era una brillante matematica e una persona umile, che accettava gli onori solo per la speranza di incoraggiare gli altri a seguire la sua strada”.
Nel 2018, durante il “World Meeting for Women in Mathematics”, a Rio de Janeiro, viene istituita la Giornata Mondiale delle Donne nella Matematica.
La data scelta è proprio il 12 maggio, il giorno del suo compleanno.
ti celebra immensa Maryam.