08/08/2026
Riceviamo questa testimonianza da parte di un gruppo di nostri studenti, impegnati nei mesi di giugno e luglio in un'impegnativa opera di volontariato. Un ringraziamento speciale al Parroco, , capace di coinvolgere e di impegnare in maniera sana in un periodo estivo tanti bambini e ragazzi di Grumo Nevano.
IL TEMPO DELL’AMORE VISSUTO IN ORATORIO ALLUNGA LA VITA di Daniele De Rosa e Gabriele Sarnataro
In un mondo in cui noi giovani siamo sempre più derisi dalla società, dove ognuno ci giudica negativamente etichettandoci come ragazzi di strada, che vogliono vivere senza avere rispetto dell’altro o senza regole, in un periodo storico dove da nord a sud Italia, nelle piccole e nelle grandi città, sta prendendo il sopravvento il fenomeno delle “Baby Gang”, caratterizzato da dinamiche aggressive legate alla movida, forte utilizzo dei social e un preoccupante abbassamento dell'età dei partecipanti, oggi ci sono ancora giovani che spendono il proprio tempo per “prendersi cura dell’altro”. È l’esperienza che anche quest’anno ha visto coinvolti oltre 130 (centotrenta) ragazzi e ragazze che in questo periodo di luglio, nonostante le temperature estive e le ondate di calore record a cui negli ultimi anni siamo soggetti, si sono messi in gioco per prendersi cura di oltre 320 (trecentoventi) bambini, divisi in varie squadre, che per tre settimane hanno vissuto la quinta edizione dell’Oratorio Estivo della Parrocchiadi S.Tammaro di GrumoNevano. Prendersi cura dell’altro ci sprona a fare qualcosa per far sì che la nostra città possa divenire una “Città Giusta”, la “Città della pace e non della violenza”, pronta a prendersi cura delle ferite altrui per rimarginale. Scopo dell’Oratorio Estivo è permettere a tutti i bambini partecipanti – molti di questi appartenenti a famiglie indigenti – di “ritrovare la speranza”, di “recuperare il sorriso”, di “vivere la gioia” all’interno della propria città. Anche loro hanno diritto alla vacanza, a vivere un’estate diversa dalle altre, dove lo stare insieme li aiuterà senz’altro ad allontanarsi dalla dipendenza dai videogames o dalla TV, a integrarsi nella società e a vivere con i loro coetanei un’estate diversa dalle altre. Questo progetto dell’Oratorio Estivo ha coinvolto soprattutto noi ragazzi, che con “gioia” ci siamo resi disponibili a essere “animatori”, cosapevoli che la nostra più grande missione è quella di prenderci cura dei bambini, per aiutarli a vivere le giornate tra momenti di preghiera, giochi di gruppo, bagno in piscina, partite di calcetto e altre attività proposte. Questa l’esperienza ci ha permesso di toccare con le mani anche le ferite di questi bambini, che ci sono entrati nel cuore. Siamo partiti con l’intento di dare tanto ai bambini, ma alla fine ci siamo resi conto che sono stati loro a dare tanto a noi, perché sin da subito si è creata quella sinergia tra di noi così da divenire per loro punto di riferimento. Tra le tante esperienze, quella che senz’altro ci ha colpito particolarmente è la lezione di vita che ci ha dato una bambina che all’età di nove anni sta lottando contro il male del secolo. All’inizio eravamo tutti preoccupati, perché questa bambina si sentiva “isolata” dagli altri per la difficoltà di relazione che lei stessa stava vivendo, ma alla fine la ricetta che ci ha permesso di abbattere ogni barriera è stata quella dell’amore: una carezza, un gioco, fare gruppo, cantare un coro di squadra, ci ha permesso di far vivere giornate indimenticabili, anche per questa bambina che ci ha fatto comprendere la forza e la tenacia che aveva dentro di sè, in quanto nemmeno la dura battaglia che sta affrontando è riuscita a cancellare in lei il sorriso e la voglia di lottare. A volte noi ragazzi ci lamentiamo per cose futili, ma l’esperienza che da anni viviamo come animatori in oratorio è davvero una lezione di vita. Ogni anno desideriamo con ansia l’inizio dell’Oratorio, e per viverlo pienamente ci impegniamo a non avere debiti scolastici, così da dedicare tutto il nostro tempo a questi bambini per permettere loro di vivere delle settimane davvero belle. Ogni nostro sforzo, ogni goccia di sudore, viene ripetutamente ripagata dalla loro felicità, dal vederli gioire per un goal fatto nel torneo e correre verso di noi animatori, pronti per abbracciarci e dedicarci il goal.
Quanto è valso donare il nostro tempo per l’Oratorio Estivo? Siamo certi che tutti noi ragazzi abbiamo ricevuto tanto più di quanto abbiamo donato. Siamo minorenni, ed è vero, e dopo un anno scolastico solitamente si pensa solo ad andare in vacanza e a divertirsi. Anche noi ci siamo divertiti, più di tutti, perché stare insieme è già una bella vittoria, e per divertirci non bisogna ricorrere all’uso di droga, alcool o alla violenza sfrenata, ma basta accarezzare un bambino, abbracciarlo, ascoltarlo e aiutarlo a integrarsi è la cosa più bella che ci sia. Siamo certi che il nostro è un seme e a volte si vede più la “zizzania” che il grano. Siamo certi che questo bene non sarà mai divulgato sui social come avviene quando si verifica un episodio di cronaca, perché quest’ultimo fa rumore, il nostro no, proprio come il famoso proverbio (spesso attribuito a Lao Tzu) “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”, che significa che le notizie brutte o i fatti negativi si notano subito. Oggi i ragazzi pensano che per diventare famosi o virali dobbiamo fare come un albero che cade, invece noi siamo consapevoli che anche se la foresta che cresce non fa rumore, nel cuore dei bambini resterà indelebile il bene che abbiamo donato e ricevuto. Un grazie va soprattutto a chi ogni giorno ci sprona a gettare con gratuità questo seme, perché il bene deve essere sempre seminato.