Scuola di Arzachena - Istituto Comprensivo n. 2

Scuola di Arzachena - Istituto Comprensivo n. 2 Benvenuti nella pagina dell'Istituto Comprensivo n. 2 della Scuola di Arzachena.

L'Istituto comprende la Scuola dell'Infanzia di Porto Cervo, la Scuola Primaria di Abbiadori, la Scuola Primaria di Arzachena e la Scuola secondaria di Abbiadori.

📚 Si è tenuta stamattina nell’auditorium della Biblioteca S. Satta la cerimonia di premiazione della seconda edizione de...
21/12/2023

📚 Si è tenuta stamattina nell’auditorium della Biblioteca S. Satta la cerimonia di premiazione della seconda edizione del concorso letterario 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮, ideato e organizzato dal Comune di Nuoro con il contributo dell' ISRE Istituto Superiore Regionale Etnografico.

All’evento erano presenti l’assessore alla Cultura Salvatore Picconi, il presidente dell’Isre Stefano Lavra e i componenti della commissione di valutazione, la presidente Lucia Becchere e i commissari Giovanni Gusai e Chiara Manca.

👩🏻‍🏫 Il concorso era rivolto a tutti gli studenti delle scuole materne, primarie e secondarie di primo grado della Sardegna.

✍️ Il tema scelto per la seconda edizione è stato “𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮, 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗻𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗗𝗲𝗹𝗲𝗱𝗱𝗮” e gli studenti erano chiamati a svilupparlo attraverso disegni, illustrazioni o composizioni testuali.

🏆Per la sezione “𝗠𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗼 𝗲𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝗿𝗶𝗮” sono risultati vincitori la classe quarta B dell’Istituto comprensivo Fonni-Mamoiada, plesso primaria Mamoiada, con l’opera “e non suni solu hontos de hohile” e Helena Marcias dell’Istituto comprensivo Arzachena 2 – plesso primaria Abbiadori, con “Grazia”.

🏆 Per la sezione “𝗠𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿 𝗲𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝗿𝗶𝗮” si sono aggiudicati il primo posto gli alunni Melania Azzena, Rebecca Casu, Sara Cavalcante, Lara Giagheddu e Anna Maria Verona della classe quinta A dell’Istituto comprensivo Arzachena 2 – plesso primaria Abbiadori con l’elaborato dal titolo “Grazia Deledda, orgoglio sardo”.

Cari Genitori, docenti e personale tutto,Nell’ambito della valorizzazione della cultura e tradizione gallurese, si infor...
22/09/2022

Cari Genitori, docenti e personale tutto,
Nell’ambito della valorizzazione della cultura e tradizione gallurese, si informa che nel Corso Garibaldi, angolo via Tenente Sanna ad Arzachena, è allestita la mostra degli stazzi, “M’ammentu Lu Stazzu”, un percorso fotografico di immagini curato da Giuseppe Contini in collaborazione con la scatola del tempo.
L’ingresso è gratuito con apertura tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 21:00 fino a metà ottobre.

31/08/2022

Che ne pensate?

30/07/2022

Arzachena, 27 luglio 2022 Servizio assistenza specialistica scolastica ai sensi delle Leggi 104/92 e 170/2010. Anno scolastico 2022 - 2023 Dal 1 al 31 agos...

Il bambino e la stella marina «Una mattina, una terribile tempesta si abbatté sul mare; raffiche di vento gelido trafigg...
22/07/2022

Il bambino e la stella marina

«Una mattina, una terribile tempesta si abbatté sul mare; raffiche di vento gelido trafiggevano l’acqua e la sollevavano in altissime ed impetuose onde che si abbattevano sulla spiaggia come giganteschi colpi di martello.
Anche il fondo marino, fu sconvolto da questa tempesta e le piccole creature marine, i crostacei ed i piccoli molluschi che lo abitavano, furono scaraventati con violenza fuori dall’acqua a decine di metri dalla riva del mare.
Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, anche l’acqua del mare si placò ritirandosi ma, la spiaggia ora, si era trasformata in una immensa distesa di fango, sulla quale, se pur nell’agonia, migliaia e migliaia di stelle marine tentavano, come potevano, di sopravvivere; erano talmente tante che la spiaggia sembrava essersi colorata di rosa.
Questo fenomeno, richiamò molta gente da tutte le parti della costa; arrivarono anche troupe televisive per filmare quello strano fenomeno della spiaggia rosa ma, al tempo stesso, le stelle marine allo stremo delle loro forze stavano morendo.
Tra tutta quella gente, tenuto per mano dal suo papà, c’era un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza ed amore le piccole stelle di mare poi, all’improvviso alzò il suo sguardo incredulo ed interrogativo: sembrava proprio domandarsi il perché, tutte quelle persone, stessero a guardare quella tragica situazione, senza che nessuna di loro facesse niente.
In un batter di ciglia, il bambino lasciò la mano del suo papà, si tolse le scarpe, le calze e corse sulla spiaggia: si chinò, raccolse con le sue piccole mani tre piccole stelle di mare e, correndo, le portò nell’acqua poi, tornò indietro, ne prese altre tre e le portò, sempre correndo nell’acqua del mare e così fece per tante e tante altre volte fino a quando, dalla balaustra di cemento che delimitava la spiaggia, un uomo lo chiamò.
“Ehi…! Ragazzino, ma che stai facendo?!”
“ Ributto in mare le stelle marine prima del ritorno dell’alta marea, altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia!” Gli rispose ad alta voce il bambino senza smettere di correre.
“ Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia ed altrettante su centinaia di altre spiagge lungo la costa, non puoi certo salvarle tutte…sono troppe!” – Gli gridò l’uomo – “ Non puoi da solo cambiare le cose!” Concluse l’uomo scuotendo il capo.
Il bambino sorrise e, senza farsi scoraggiare da ciò che quell’uomo gli aveva detto, si chinò a raccogliere un’altra stella di mare e, gettandola in acqua gli rispose “ Per questa stella di mare…le cose, le ho cambiate!”.
Di fronte all’innocente ma saggia e profonda risposta di quel bambino e, vergognandosi anche un po’, l’uomo rimase un attimo in silenzio poi, si chinò, si tolse le scarpe e le calze, scese in spiaggia e cominciò a raccogliere stelle marine ed a buttarle in acqua; un istante dopo, anche due ragazze scesero in spiaggia così, ora erano in quattro a buttare stelle marine in acqua.
L’energia di questi buoni sentimenti, come per magia, pervase il cuore delle persone di tutte le altre spiagge lungo la costa e qualche minuto dopo erano in cinquanta, cento, duecento, migliaia di persone che riportavano le stelle di mare nell’acqua e prima dell’alta marea, tutte le stelle marine salvate, ritornarono a vivere sul fondo del mare.
“ Per cambiare il mondo, basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di incominciare a fare “».
(Angela Teresa Lopez , brano ispirato ad un racconto anonimo inglese, tratto da: “Coronavirando. Un’esperimento di scrittura collettiva in tempo di Covid”, Autori Vari, Formato Kindle, Passerino Editore

21/06/2022

Nel sito della nostra scuola www.scuoladiarzachena.it potete visualizzare il video del concerto musicale, di fine anno scolastico,🤩 al Conference center di P.Cervo dei ragazzi della scuola secondaria di Abbiadori.

Corsi di psicomotricità.
16/03/2022

Corsi di psicomotricità.

Leggetela se vi va...è una bella storia In un villaggio, non molto distante da Betlemme, viveva una giovane donna che si...
03/01/2022

Leggetela se vi va...
è una bella storia

In un villaggio, non molto distante da Betlemme, viveva una giovane donna che si chiamava Befana. Non era br**ta, anzi, era molto bella e aveva parecchi pretendenti.. Però aveva un pessimo caratteraccio. Era sempre pronta a criticare e a parlare male del prossimo. Cosicché non si era mai sposata, o perché non le andava bene l’uomo che di volta in volta le chiedeva di diventare sua moglie, o perché l’innamorato, dopo averla conosciuta meglio, si ritirava immediatamente. Era, infatti, molto egoista e fin da piccola non aveva mai aiutato nessuno. Era, inoltre, come ossessionata dalla pulizia. Aveva sempre in mano la scopa, e la usava così rapidamente che sembrava ci volasse sopra. La sua solitudine, man mano che passavano gli anni, la rendeva sempre più acida e cattiva, tanto che in paese avevano cominciato a soprannominarla “la strega”. Lei si arrabbiava moltissimo e diceva un sacco di parolacce. Nessuno in paese ricordava di averla mai vista sorridere. Quando non puliva la casa con la sua scopa di paglia, si sedeva e faceva la calza. Ne faceva a centinaia. Non per qualcuno, naturalmente! Le faceva per se stessa, per calmare i nervi e passare un po’ di tempo visto che nessuno del villaggio veniva mai a trovarla, né lei sarebbe mai andata a trovare nessuno. Era troppo orgogliosa per ammettere di avere bisogno di un po’ di amore ed era troppo egoista per donare un po’ del suo amore a qualcuno. E poi non si fidava di nessuno. Così passarono gli anni e la nostra Befana, a forza di essere cattiva, divenne anche br**ta e sempre più odiata da tutti. Più lei si sentiva odiata da tutti, più diventava cattiva e br**ta.
Aveva da poco compiuto settant’anni, quando una carovana giunse nel paese dove abitava. C’erano tanti cammelli e tante persone, più persone di quante ce ne fossero nell’intero villaggio. Curiosa com’era vide subito che c’erano tre uomini vestiti sontuosamente e, origliando, seppe che erano dei re. Re Magi, li chiamavano. Venivano dal lontano oriente, e si erano accampati nel villaggio per far riposare i cammelli e passare la notte prima di riprendere il viaggio verso Betlemme. Era la sera prima del sei gennaio. Borbottando e brontolando come al solito sulla stupidità della gente che viaggia in mezzo al deserto e disturba invece di starsene a casa sua, si era messa a fare la calza quando sentì bussare alla porta. Lo stomaco si strinse e un brivido le corse lungo la schiena. Chi poteva essere? Nessuno aveva mai bussato alla sua porta. Più per curiosità che per altro andò ad aprire. Si trovò davanti uno di quei re. Era molto bello e le fece un gran sorriso, mentre diceva: “Buonasera signora, posso entrare?”. Befana rimase come paralizzata, sorpresa da questa imprevedibile situazione e, non sapendo cosa fare, le scapparono alcune parole dalla bocca prima ancora che potesse ragionare: “Prego, si accomodi”. Il re le chiese gentilmente di poter dormire in casa sua per quella notte e Befana non ebbe né la forza né il coraggio di dirgli di no. Quell’uomo era così educato e gentile con lei che si dimenticò per un attimo del suo caratteraccio, e perfino si offrì di fargli qualcosa da mangiare. Il re le parlò del motivo per cui si erano messi in viaggio. Andavano a trovare il bambino che avrebbe salvato il mondo dall’egoismo e dalla morte. Gli portavano in dono oro, incenso e mirra. “Vuol ve**re anche lei con noi?”. “Io?!” rispose Befana.. “No, no, non posso”. In realtà poteva ma non voleva. Non si era mai allontanata da casa. Tuttavia era contenta che il re glielo avesse chiesto. “Vuole che portiamo al Salvatore un dono anche da parte sua?”. Questa poi… Lei regalare qualcosa a qualcuno, per di più sconosciuto. Però le sembrò di fare troppo br**ta figura a dire ancora di no. E durante la notte mise una delle sue calze, una sola, dove dormiva il re magio, con un biglietto: “per Gesù”. La mattina, all’alba, finse di essere ancora addormentata e aspettò che il re magio uscisse per riprendere il suo viaggio. Era già troppo in imbarazzo per sostenere un’altra, seppur breve, conversazione. Passarono trent’anni. Befana ne aveva appena compiuti cento. Era sempre sola, ma non più cattiva. Quella visita inaspettata, la sera prima del sei gennaio, l’aveva profondamente cambiata. Anche la gente del villaggio nel frattempo aveva cominciato a bussare alla sua porta. Dapprima per sapere cosa le avesse detto il re, poi pian piano per aiutarla a fare da mangiare e a pulire casa, visto che lei aveva un tale mal di schiena che quasi non si muoveva più. E a ciascuno che veniva, Befana cominciò a regalare una calza. Erano belle le sue calze, erano fatte bene, erano calde. Befana aveva cominciato anche a sorridere quando ne regalava una, e perciò non era più così br**ta, era diventata perfino simpatica. Nel frattempo dalla Galilea giungevano notizie di un certo Gesù di Nazareth, nato a Betlemme trent’anni prima, che compiva ogni genere di miracoli. Dicevano che era lui il Messia, il Salvatore. Befana capì che si trattava di quel bambino che lei non ebbe il coraggio di andare a trovare. Ogni notte, al ricordo di quella notte, il suo cuore piangeva di vergogna per il misero dono che aveva fatto portare a Gesù dal re magio: una calza vuota… una calza sola, neanche un paio! Piangeva di rimorso e di pentimento, ma questo pianto la rendeva sempre più amabile e buona. Poi giunse la notizia che Gesù era stato ucciso e che era risorto dopo tre giorni. Befana aveva allora centoetre anni. Pregava e piangeva tutte le notti, chiedendo perdono a Gesù. Desiderava più di ogni altra cosa rimediare in qualche modo al suo egoismo e alla sua cattiveria di un tempo. Desiderava tanto un’altra possibilità ma si rendeva conto che ormai era troppo tardi. Una notte Gesù risorto le apparve in sogno e le disse: “Coraggio Befana! Io ti perdono. Ti darò vita e salute ancora per molti anni. Il regalo che tu non sei venuta a portarmi quando ero bambino ora lo porterai a tutti i bambini da parte mia. Volerai da ogni capo all’altro della terra sulla tua scopa di paglia e porterai una calza piena di caramelle e di regali ad ogni bambino che a Natale avrà fatto il presepio e che, il sei gennaio, avrà messo i re magi nel presepio. Ma mi raccomando! Che il bambino sia stato anche buono, non egoista… altrimenti gli metterai del carbone dentro la calza sperando che l’anno dopo si comporti da bambino generoso”. E la Befana fece così e così ancora sta facendo per obbedire a Gesù. Durante tutto l’anno, piena di indicibile gioia, fa le calze per i bambini… ed il sei gennaio gliele porta piene di caramelle e di doni. È talmente felice che, anche il carbone, quando lo mette, è diventato dolce e buono da mangiare...

Indirizzo

Via Petrarca, 31
Arzachena
07021

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