Acli Arezzo

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DOMENICA 23.8.  XXI DEL TEMPO ORDINARIO              Cari amici,                         non è difficile trovare gente c...
23/08/2026

DOMENICA 23.8. XXI DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici,
non è difficile trovare gente che non ama Dio o che non frequenta i sacramenti o che non capisca quello che Dio vuole o perché permetta certe cose. Persone così ce ne sono tante, significa che hanno il cuore chiuso, concentrato sulle proprie cose, sulla propria vita e non riescono a guardare oltre il proprio naso. Nella prima lettura di oggi (Is 22,19-23) il Signore ci dice che si fida del suo servo e gli darà le chiavi della casa di Davide, cioè gli darà grande potere se questo si abbandona a Lui.
A volte crediamo di conoscere tutto di Dio, ma nella seconda lettura (Rm 11,33-36) San Paolo ci dice chiaramente che nessuno può conoscere profondamente Dio o farsi Suo consigliere. Possiamo avere al massimo un buon rapporto con Lui e intuirne qualcosa.
Proprio come accade nel Vangelo (Mt 16,13-20): quando Gesù chiede ai discepoli: cosa dice la gente di me? E poi punta sui suoi amici: ma voi che cosa conoscete di me? Ecco che Pietro fa la sua esternazione e rivela il cuore della nostra fede: tu sei colui che doveva ve**re, il figlio del Dio vivo. Un'affermazione apparentemente astratta e che non dice niente per chi ha il cuore chiuso e si ferma alla superficie senza andare in profondità, per chi resta sulla soglia della porta anziché aprirla ed entrare. Gesù sottolinea a Pietro che questa conoscenza esatta non gli è stata suggerita da un uomo normale, né può venirgli da sola, ma è Dio che ha aperto il suo cuore. Questo è stato possibile perché Pietro ha lasciato che Gesù lo plasmasse. Per questo il Signore consegna le chiavi a Pietro: la chiave della conoscenza di Dio, la chiave dell'amore, la chiave della vita: perché solo con quella chiave si può aprire il cuore umano e permettere alle persone di far entrare il Signore. Il nostro compito è questo: aprire il nostro cuore a Dio, lasciare che Lui entri e con le chiavi della fede aiutare gli altri ad aprire il proprio cuore. Nel cuore entrano solo le persone importanti. Solo allora quelle si lasceranno conoscere per quello che sono realmente. Con Dio è così. Ecco perché mi devo chiedere: - Chi è Gesù per me?
Il tempo delle vacanze sta per finire. A poco a poco le attività riprendono, nelle parrocchie ci si ritrova dopo la pausa estiva, si fanno programmi. Anche la nostra associazione riprende a tempo pieno il servizio alla gente. Ricordiamoci le radici cristiane che ci fanno fare del bene perché abbiamo compreso chi è per noi Gesù e vogliamo testimoniarlo con la disponibilità e l’attenzione aiutando che si trova nella necessità. Buona domenica.

𝗟𝗲 𝗔𝗰𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮🕊️ Giovedì 20 agosto, a partire dalle 16.00, il Monastero ...
18/08/2026

𝗟𝗲 𝗔𝗰𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮
🕊️ Giovedì 20 agosto, a partire dalle 16.00, il Monastero di Camaldoli ospiterà gli Stati Generali sulla Cultura di Pace in Toscana, promossi dalla Regione Toscana: sarà un momento di ascolto e confronto per mettere in rete esperienze, associazioni, comunità e istituzioni impegnate ogni giorno nella costruzione della pace.

🤝 Le Acli di Arezzo saranno presenti con il presidente Luigi Scatizzi, che interverrà nella sessione dedicata alla presentazione della Carta della Pace di Camaldoli, prevista dalle 16.45 alle 17.00. Sarà una presenza particolarmente significativa in un luogo che porta con sé una lunga storia di riflessione e impegno sui temi della pace e della responsabilità civile. La Carta della Pace di Camaldoli, nata nel 1996 dalle associazioni del territorio, rappresenta infatti un importante riferimento fondato sulla dignità della persona, sulla giustizia sociale, sulla responsabilità collettiva e sul rifiuto della guerra.

🌍 In un tempo segnato da guerre, conflitti e tensioni internazionali, costruire la pace significa impegnarsi concretamente ogni giorno per promuovere dialogo, convivenza, solidarietà e coesione sociale. Gli Stati Generali, come sottolineato dalla vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, rappresentano così un'occasione per dare voce alle tante realtà che, nei territori, trasformano questi valori in esperienze e pratiche concrete. Perché la pace non sia soltanto un'aspirazione, ma una cultura da costruire dal basso, attraverso l'incontro e la partecipazione.

DOMENICA 16.8 XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIOCari amici,il nostro cammino spirituale in questi giorni di metà agosto ci ...
15/08/2026

DOMENICA 16.8 XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Cari amici,
il nostro cammino spirituale in questi giorni di metà agosto ci conduce nel cuore del mistero dell'amore umano e divino. Ieri abbiamo contemplato la gloria di Maria Assunta in cielo, passata attraverso il fuoco della sofferenza. Oggi, la liturgia ci invita a riflettere sul legame più viscerale della terra: quello tra una madre e i suoi figli e soprattutto, ci invita a guardare come Gesù accoglie il pianto di una mamma. Nel Vangelo c'è una figura straordinaria che incarna il dolore, la tenacia e la fede assoluta di ogni madre: la donna Cananea. È una straniera, una pagana, esclusa dalle promesse d'Israele ed è una madre e come tutte le madri non si pone barriere quando vede il proprio figlio soffrire. La sua bambina è "tormentata da un demonio", e questa madre fa suo quel tormento. Incontra Gesù e grida, lo rincorre, rompe gli schemi, dà fastidio persino ai discepoli che chiedono di mandarla via.

Di fronte al silenzio iniziale di Gesù - che sembra metterla alla prova - lei non si offende, non si gira indietro. Quando Gesù le dice che non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini, lei accetta persino l'umiliazione, pur di strappare la salvezza per sua figlia: "È vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni". In quella risposta c'è tutto il cuore di una madre: l'orgoglio azzerato, l'amore totale che si fa piccolo pur di ottenere una briciola di vita per la propria creatura. E Gesù ne resta folgorato: "Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri". Il grido di questa madre ha cambiato il cuore della storia, mostrando che l'amore materno ha una chiave universale per aprire la misericordia di Dio. La storia della Cananea ci rivela come Gesù si pone davanti al pianto delle madri. Egli non assiste mai con distacco. Le lacrime di una madre sono per Gesù l'altare più sacro:

• Gesù si lascia "vincere" dal grido: Il silenzio di Dio cede davanti all'insistenza dell'amore materno. Gesù riconosce che il pianto di una madre non è un capriccio, ma una preghiera potentissima.
• Gesù restituisce dignità: Non solo guarisce la figlia, ma loda pubblicamente la madre. Dice a tutti che quella donna pagana ha una fede più grande di quella dei dotti del tempo.
• Gesù si commuove nelle viscere: Lo abbiamo visto alle porte di Nain davanti alla vedova che piangeva il figlio unico, dove si fermò a consolarla; lo vediamo sul Calvario, dove dimentica il proprio dolore sulla croce per proteggere sua madre Maria, affidandola a Giovanni.

Oggi la Cananea ha il volto di tante madri che vivono accanto a noi e che continuano a gridare, spesso nel silenzio delle nostre chiese o delle nostre case:

• Le madri che lottano nei corridoi degli ospedali, pronte ad accettare qualsiasi umiliazione o fatica pur di strappare la guarigione di un figlio malato.
• Le madri angosciate per i figli tormentati dai "demoni" di oggi: la depressione, l'isolamento sociale, la schiavitù delle dipendenze.
• Le madri che scappano dalle guerre e dalla fame, disposte a sfidare il deserto o il mare solo per dare una briciola di futuro ai loro piccoli.

Il dolore di una madre è il dolore più vicino a quello di Dio, perché è il dolore per una creatura che è carne della propria carne. Dio non è sordo a questo grido. Chiediamo al Signore, per intercessione della Vergine Addolorata e della testimonianza di fede della donna Cananea, di dare forza a tutte le madri che portano nel cuore una croce. E chiediamo la grazia per la nostra comunità: di saper ascoltare quel grido, di non giudicare chi soffre, ma di essere noi stessi quella carezza e quella risposta di vita che queste madri stanno implorando da Dio.

SABATO 15 AGOSTO, SOLENNITA’ DI MARIA ASSUNTA IN CIELOCarissimi tutti,ci sentiamo spesso dire che dobbiamo tenere i pied...
13/08/2026

SABATO 15 AGOSTO, SOLENNITA’ DI MARIA ASSUNTA IN CIELO

Carissimi tutti,
ci sentiamo spesso dire che dobbiamo tenere i piedi ben saldi per terra, così come dobbiamo tenere fisso lo sguardo sulle cose della vita di ogni giorno, senza perderci in sogni inutili e spesso dannosi. Nella Bibbia stessa ci sono espressioni che invitano a rivolgere lo sguardo alla terra, soprattutto quando gli occhi rivolti al Signore non ottengono risposta: “Sono stanchi i miei occhi di guardare in alto”, fa dire il profeta Isaia al re Ezechia gravemente malato, e soprattutto fortemente disincantato, di fronte alle sue suppliche rivolte a Dio e rimaste inascoltate. Ma se oggi rivolgiamo il nostro sguardo in basso, alle cose della terra, certamente i nostri occhi si stancano molto di più. Sicuramente vediamo anche tante cose belle e gratificanti, o magari cose che suscitano anche solo la nostra curiosità e il nostro desiderio di crescere nella conoscenza. Ma individuare, nelle cose della terra, qualcosa che ci aiuti a guardare al futuro con fiducia e serenità... personalmente mi risulta alquanto difficile. Piccolezze, ristrettezze, bassezze, pochezze, limitatezze, e tutta una serie di cose che alla fine fa comunque rima con “schifezze”: questo è ciò che ci viene offerto, se gettiamo lo sguardo sulle cose della terra... E tuttavia, oggi, la nostra fede e la nostra religione ci invitano, come nella notte di mezza estate di shakespeariana memoria, a lasciarci prendere per mano dai sogni, per avere anche solo l'illusione che le cose belle del cielo ci possano aiutare a dimenticare le cose brutte della terra. E allora, lasciamoci prendere per mano da una Donna e da una Madre che, mantenendo lo sguardo fisso verso il cielo, viene assunta là dove la attende un Padre che è, insieme, suo Figlio: forse questo ci aiuta a risollevare la testa e a smetterla di guardare le cose poco gratificanti fatte solamente di terra. Ci aiuti Maria a risollevare lo sguardo dalle cose che vediamo ogni giorno su questo nostro piccolo e limitatissimo pezzo di universo:

+da un pianeta devastato, che a volte si inonda e a volte si incendia per colpa di un clima impazzito, reso “pazzo” da chi crede, una volta esaurito questo, di avere a disposizione un altro pianeta a portata di mano;
+da un'esistenza in cui nemmeno più il cibo che mangi ti assicura vita, perché - se non ti uccide per intossicazione - ti uccide per abbondanza, mentre altri rimangono uccisi dalla sua carenza;
+da una strada che invece di essere via di comunicazione e strumento di incontro tra le persone, è diventato un luogo insicuro, incerto, un campo di gioco sul quale troppa gente gioca a sfidare la morte, senza pensare che con la propria vita può fare ciò che vuole, ma con quella degli altri proprio no...;
+da un'economia perennemente in crisi, che fa piangere tutti quanti e che tuttavia continua a far registrare il “tutto esaurito”, almeno in certi locali;
+da una politica gretta, bassa, senza ideali, senza etica che, pur di guadagnare consensi, vuol dire la propria su tutto, anche sullo sport, forse una delle poche cose capaci ancora di integrare i popoli;
+da agognati periodi di vacanza e di riposo che dovrebbero aiutarci a svagare la mente e a distogliere il pensiero dalle preoccupazioni quotidiane e che invece ci deprimono, ci fanno arrabbiare, e rischiano di fare più danno che bene;
+da un divertimento basato sulla violenza e sul sopruso nei confronti dei più deboli, perché l'importante, oggi, non è più essere in pace con se stessi e con gli altri, bensì far sapere a tutti quanto sei “ganzo” (o ignorante, che è poi la stessa cosa...);
+da un'informazione vuota, insulsa, manipolata, imbavagliata, e chi può ne ha più ne metta... in una parola sola “fasulla”;
+da una Chiesa ferita e indolenzita spesso per colpa propria, che stenta a darsi una mossa per stare più vicina alla gente e in dialogo con l'uomo contemporaneo, che è spesso convinta di essere nel giusto quando lascia la tenda dell'Esodo per entrare nel palazzo del potente di turno, quando si toglie il grembiule del servizio per indossare l'uniforme del comando, quando rinuncia alla povertà per abbracciare la ricchezza... una Chiesa che, nonostante tutto, continuiamo ad amare con amore di figli e che proprio per questo vorremo sentire più Madre che maestra.

Aiutaci, Madre dagli occhi di Cielo, a risollevare lo sguardo verso le cose di lassù. Ottienici la grazia di scoprire, anche in mezzo alle immondizie della terra, i piccoli germogli di bene che, spesso senza far rumore, sono ancora capaci di crescere nel cuore di ogni uomo e di ogni donna di buona volontà, al di là del colore della loro pelle, al di là della loro cultura e condizione, della loro fede e religione. E chiedi a tuo Figlio, tu che sei seduta al suo fianco, di donarci il coraggio necessario per andare controcorrente, disubbidendo alla logica del mondo. Perché ognuno di noi, nel suo piccolo, faccia tutto ciò che gli è possibile per regalare ancora, a questa terra, un frammento di Cielo.

DOMENICA 9 AGOSTO XIX DEL TEMPO ORDINARIO Cari amici,                          l’episodio del Vangelo di oggi è chiaro e...
08/08/2026

DOMENICA 9 AGOSTO XIX DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici,
l’episodio del Vangelo di oggi è chiaro e molto profondo. Proviamo a calarlo nella nostra vita. Gesù ha appena moltiplicato i pani e, congedata la folla, si ritira su un monte a pregare. Inoltre “costringe” i discepoli a salire sulla barca e precederlo sull'altra riva. Lungo la traversata, ecco la tempesta. La barca, distante molte miglia da terra, era agitata dalle onde. Matteo per esprimerlo usa un verbo che significa “affliggere, disturbare”, e che l'evangelista aveva usato precedentemente per indicare il tormento di una malattia (cf Mt 8,6.29). Così è in fondo la nostra vita. Essa è come una grande traversata dalla sponda della mortalità a quella dell'eternità. Navighiamo nel mondo, su quel mare a volte sereno a volte burrascoso, quel mare che nella tradizione biblica era anche simbolo delle forze caotiche. In effetti, siamo spesso sballottati da difficoltà, da sofferenze, da problemi, alle prese con confusione e turbamento...
Ma non solo: è anche immagine della Chiesa, di quella “barca” che naviga sulle acque del mondo, anch'essa spesso sbattuta da peccati e scandali interni e da persecuzioni esterne. Essa naviga, a volte imbarcando acqua, ma naviga sicura, perché...Gesù va incontro ai discepoli. Siamo tra le tre e le sei del mattino. Dunque non interviene subito. Permette che la tempesta infuri, che i discepoli ce la mettano tutta. A quel punto, quando tutto sembra inutile, eccolo sopraggiungere camminando sulle acque. Chissà quante volte l'avremo sperimentato. Dio non ci salva dalla tempesta ma nella tempesta, e non subito, ma nel momento giusto, quando siamo pronti e disposti ad accoglierlo, quando quell'incontro può segnare una svolta nella nostra vita. I discepoli inizialmente non lo riconoscono, lo scambiano per un fantasma. Anche noi tante volte non sappiamo riconoscere la presenza del Signore accanto a noi, scambiando lucciole per lanterne, grazie per casualità, provvidenza per coincidenza... Gesù li invita a non temere, auto-presentandosi con la formula «egō eimi/ sono io», che richiama “l'o sono colui che sono”, nome con il quale Dio si presentò a Mosè nell'Antico Testamento. Pietro, come conferma dell'identità di Gesù, chiede come segno di poter camminare anch'egli sulle acque. Gesù glielo accorda, e Pietro vi cammina! Ma poi, come distoglie gli occhi dal Signore, fissandoli sulla tempesta, ecco che paura e angoscia prendono il sopravvento e Pietro inizia ad affondare, gridando al Signore che prontamente lo trae in salvo. Pietro incarna il discepolo dalla fede immatura, che nelle difficoltà non si fida totalmente del Signore, ma tiene lo sguardo più sui problemi che su di Lui... Poca fede e dubbio sono i tarli che accompagnano Pietro e gli altri, tarli che in varia misura potrebbero essere presenti anche nella nostra vita. Appena saliti sulla barca, la tempesta cessa e i discepoli, prostratisi in adorazione, proclamano la loro fede in Gesù. È difficile dire che cos'è che li porta alla confessione di fede: la sua capacità di camminare sulle acque? Il fatto che l'abbia permesso a Pietro? Il suo potere di salvarlo? La facoltà di far cessare il vento? Forse tutto insieme? Di certo è la presenza di Gesù, la potenza della sua parola, l'esperienza della sua salvezza nella tempesta che aiuta i discepoli a superare dubbi e paure, maturando nella loro fede. Che il Signore ci doni la grazia di vivere e sperimentare tutto ciò anche nella nostra vita. Buona domenica e buone vacanze.

𝐒𝐈 𝐅𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐓𝐎 𝐀 𝐃𝐈𝐑𝐄 𝐔𝐄...🔎 La vicenda di Ceuta certifica, ancora una volta, l’inesistenza dell’Europa come istituzione, ...
07/08/2026

𝐒𝐈 𝐅𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐓𝐎 𝐀 𝐃𝐈𝐑𝐄 𝐔𝐄...
🔎 La vicenda di Ceuta certifica, ancora una volta, l’inesistenza dell’Europa come istituzione, come soggetto politico e come realtà capace di agire in modo unitario ed efficace sul piano internazionale. I vertici dell’Unione Europea e gli esponenti dei Paesi membri, invece di limitarsi a criticare la Spagna o a prospettare misure come la sospensione del Trattato di Schengen, avrebbero dovuto prendere una posizione comune a sostegno di uno Stato membro che, a mio giudizio, è stato oggetto di un deliberato e pianificato attacco attraverso l’utilizzo dei flussi migratori come strumento di pressione.

Leggi la riflessione completa a cura del presidente Luigi Scatizzi al link 👉 https://acliarezzo.com/impegno-aclista-si-fa-presto-a-dire-ue/

💁 I servizi del Caf Acli di Arezzo proseguiranno per tutto agosto🗂 Gli uffici di via Montefalco garantiranno assistenza ...
06/08/2026

💁 I servizi del Caf Acli di Arezzo proseguiranno per tutto agosto

🗂 Gli uffici di via Montefalco garantiranno assistenza a pensionati e lavoratori anche nel cuore dell’estate

✍️ L’attività sarà orientata soprattutto a pratiche quali dichiarazioni dei redditi o compilazione dell’Isee

Scopri di più dal nostro sito 👇
https://acliarezzo.com/i-servizi-del-caf-acli-di-arezzo-proseguiranno-per-tutto-agosto/

📣 Nuova segreteria provinciale per la FAP Acli di Arezzo👥 Il sindacato aclista, forte di circa 4.300 soci, ha rinnovato ...
05/08/2026

📣 Nuova segreteria provinciale per la FAP Acli di Arezzo

👥 Il sindacato aclista, forte di circa 4.300 soci, ha rinnovato dirigenza e programmi per il quadriennio 2026-2030

👏 Paolo Formelli è stato eletto come nuovo segretario e sarà affiancato da Angiolo Chini e da Franca Martini

Scopri di più dal nostro sito 👇
https://acliarezzo.com/nuova-segreteria-provinciale-per-la-fap-acli-di-arezzo/

Indirizzo

Via Montefalco, 3/7
Arezzo
52100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

057521700

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