Studio Pedagogico Valdarno

Studio Pedagogico Valdarno Fulvia Tommasi, Pedagogista e consulente sessuale.

Team dello Studio:
Perla Crocetti, logopedista
Alice Boratto, logopedista
Martina Esposito, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Nicole Nucci, psicologa
Stefania Zangheri, tutor DSA INTERVENTI PER IL BAMBINO, L'ADOLESCENTE, LA COPPIA, L'ADULTO, L'ANZIANO

difficoltà di espressione verbale;
difficoltà negli apprendimenti (lettura, scrittura, logico-matematica);
stimolazione della disponibilità

motoria;
stimolazione nella costruzione o ri-costruzione del Sè corporeo;
stimolazione dei processi attentivi;
stimolazione delle autonomie e sicurezze;
stimolazione processi mnestici;
aiuto nell'incremento delle proprie potenzialità per una miglior gestione di stress, ansie e paure;
aiuto nella gestione di disagi alimentari;
problemi affettivo-relazionali;
superamento disagi da encopresi ed enuresi non patologiche;
sostegno alla genitorialità;
sostegno alla coppia;
accompagnamento nella gravidanza e nel post partum;
accompagnamento all'orientamento scolastico e professionale;
rieducazione dopo avvenimenti traumatici e/o post patologici.

Il gioco come ponte: esplorare le emozioni!Esprimere ciò che si sente dentro non è sempre facile, e per i ragazzi con di...
16/06/2026

Il gioco come ponte: esplorare le emozioni!

Esprimere ciò che si sente dentro non è sempre facile, e per i ragazzi con disabilità intellettiva può diventare una vera e propria sfida comunicativa. È qui che l'attività ludica scende in campo, trasformando la complessità degli stati d'animo in qualcosa di visibile, toccabile e, soprattutto, divertente!
Stamani abbiamo lavorato attraverso un laboratorio emotivo strutturato attorno a un gioco da tavolo ispirato al mondo di Inside Out 2.

Giocare non è solo un passatempo: è uno degli strumenti più inclusivi e potenti che abbiamo per dare voce a chi fatica a trovarla.

"Scuola" estiva: sì o no?Ho chiesto all'AI di sintetizzare le posizioni contrastanti in merito all'apertura della scuola...
21/05/2026

"Scuola" estiva: sì o no?

Ho chiesto all'AI di sintetizzare le posizioni contrastanti in merito all'apertura della scuola d'estate per ve**re incontro alle esigenze delle famiglie.
Questo sotto il testo prodotto.

Alla fine troverete la mia posizione da pedagogista e insegnante sulla querelle.

[Il dibattito sulla cosiddetta "scuola aperta d'estate" è tornato ad infiammarsi in Italia. La miccia recente è stata l'approvazione del decreto ministeriale per il "Piano Estate" – che stanzia circa 300 milioni di euro per finanziare attività ricreative, sportive, teatrali e di potenziamento nei mesi di sospensione delle lezioni – a cui si sono aggiunte le recenti spinte autonomiste di alcune regioni (come l'Emilia Romagna) per anticipare o estendere i servizi di pre e post-scuola a fine agosto.

La questione solleva nodi profondi che toccano l'organizzazione sociale, la pedagogia, i diritti dei lavoratori e lo stato dell'edilizia pubblica. Di seguito viene proposta un'analisi dettagliata delle posizioni in campo.

Le Ragioni del "SÌ" (Sostenitori del Piano)
I sostenitori dell'apertura estiva – in primis il Ministero dell'Istruzione e del Merito, ampi gruppi di genitori e diverse associazioni del terzo settore – muovono da necessità concrete di tipo sociale ed educativo.

1) Supporto alla conciliazione vita-lavoro: In Italia la pausa estiva dura circa 12-14 settimane, a fronte delle 2-4 settimane di ferie medie dei genitori lavoratori. L'apertura della scuola risponde al bisogno pratico di non lasciare le famiglie prive di supporti.
2) Contrasto alle disuguaglianze e alla povertà educativa: I centri estivi privati hanno costi spesso proibitivi per i bilanci familiari. Offrire un presidio pubblico gratuito o semi-gratuito garantisce parità di accesso ad attività stimolanti (musica, sport, lingue) anche ai minori che provengono da contesti fragili.
3) La scuola come "hub" di comunità ed ecologico: Chi sostiene il progetto vede la scuola non solo come il luogo dell'istruzione formale, ma come un centro di aggregazione relazionale e sociale continuo, un punto di riferimento territoriale che non dovrebbe mai spegnersi.

Le Ragioni del "NO" (Critici e Sindacati)
Sul fronte opposto, i sindacati del personale scolastico (come la FLC CGIL), associazioni di docenti e parte dei pedagogisti sollevano forti perplessità, giudicando spesso i provvedimenti come "interventi di facciata".

1) Rischio di snaturamento dell'istituzione: La critica principale è che si tenda a confondere la funzione culturale e didattica della scuola con quella di un "servizio di babysitteraggio" o di una colonia diurna. Secondo i detrattori, il welfare familiare e la conciliazione dei tempi di vita dovrebbero essere presi in carico dagli enti locali e dai servizi sociali, non scaricati sulle strutture scolastiche.
2) Inadeguatezza strutturale e climatica: Gli edifici scolastici italiani sono storicamente fatiscenti e quasi totalmente privi di impianti di climatizzazione. Con temperature estive che sfiorano o superano i 40 °C, costringere studenti e personale dentro aule roventi viene considerato insostenibile e persino rischioso per la salute.
3) Nodi contrattuali e carico di lavoro: Sebbene la partecipazione del personale (docenti e ATA) sia su base volontaria ed extra-retribuita, i sindacati sottolineano che il personale amministrativo e i dirigenti scolastici sono comunque costretti a gestire la macchina burocratica dei progetti estivi, in un periodo già saturo per via degli adempimenti legati alle immissioni in ruolo, alle assegnazioni provvisorie e alla preparazione del nuovo anno scolastico.

Sintesi del Confronto
L'opposizione tra le due visioni evidenzia come il fulcro della polemica non sia l'utilità in sé delle attività estive per i ragazzi, quanto lo strumento e il luogo scelti per attuarle.

La sfida attuale per l'intero sistema scolastico e pedagogico risiede nel trovare un punto di equilibrio: trasformare la scuola in un ambiente realmente inclusivo, capace di accogliere i bisogni bio-psico-sociali dei minori lungo tutto l'arco dell'anno, senza però sovraccaricare un'istituzione strutturalmente fragile e senza confondere il diritto all'educazione con la custodia assistenziale.]

Cosa ne penso come pedagogista e insegnante?
La questione è di estrema importanza e smuove i reali bisogni delle famiglie attuali, che inevitabilmente contrastano con il calendario scolastico vigente e le criticità del mondo scuola (spesso ignorate dai non addetti ai lavori, e su cui si innestano facilmente stereotipi quali "le tre mensilità di vacanze che hanno i docenti", indicatori di una percezione privilegiata e inesatta degli insegnanti).
Partendo dal presupposto che il calendario scolastico potrebbe essere rivisto, sull'esempio anche di altre realtà europee, senza depauperare la finalità educativa e formativa della scuola, ciò produrrebbe a mio avviso solo uno spostamento nel tempo delle medesime criticità: fare più pause durante l'anno e chiudere le scuole più tardi o aprirle prima non cambierebbe la necessità delle famiglie di trovare delle soluzioni adeguate per rispondere alla necessità di sorveglianza dei figli.

Il tema di fondo però ritengo sia un altro.
Rispondere alle esigenze della società attuale dovrebbe essere il punto di partenza per un ampliamento del welfare, non della scuola di per sé.
Avere accesso a centri estivi a basso costo ma di alta qualità educativa; permettere al Terzo Settore di accedere anche agli edifici scolastici (purché adeguatamente climatizzati) per svolgere attività ricreative e culturali aperte alla cittadinanza (e non solo per l'infanzia e la preadolescenza) che siano pienamente inclusive (penso ai tanti bambini e bambine con disabilità che non possono neppure usufruire dei centri estivi privati e che non dovrebbero essere sempre cittadini di serie B per lo Stato); supportare la gestione amministrativa di queste nuove realtà implementando con personale adeguato le scuole per non sovraccaricare le segreterie scolastiche di questioni non inerenti la didattica e il personale docente; lavorare in collaborazione con i Comuni e le realtà territoriali per una progettazione educativa e formativa di ampio respiro.
Questi sono tutti aspetti che andrebbero affrontati per migliorare il welfare italiano.

Non da ultimo, ma come nucleo fondante delle tante proposte che si potrebbero portare in discussione, c'è la conoscenza dell'infanzia.
I bambini e le bambine hanno BISOGNO di tempi morti, di noia e di vacanza, senza essere oppressi dai ritmi incessanti degli adulti.
Se le esigenze delle famiglie sono sacrosante, ancora più lo sono i bisogni dei bambini e delle bambine.
Decidere sulla pelle dei minori senza tenere conto delle esigenze di crescita e di giusto riposo che questi hanno, significa non conoscere e interessarsi dell'infanzia e avere una visione adultocentrica alla risoluzione del problema.

La tenerezza degli uomini.I gesti d'affetto tra padri e figli.La cultura occidentale ha rimosso una gestualità tenera e ...
12/05/2026

La tenerezza degli uomini.
I gesti d'affetto tra padri e figli.

La cultura occidentale ha rimosso una gestualità tenera e affettuosa tra maschi, segno di una intimità e di una presenza fisica scomode.

Ad un certo punto i padri smettono per la maggior parte di essere fisicamente affettuosi con i figli maschi.
Quelle mani che si tenevano durante l'infanzia, poi si perdono, non si cercano più.

Succede anche alle madri con le figlie ma un po' meno, a noi donne è concessa la possibilità di un contatto più prolungato nel tempo. Poi abbiamo imparato tanti gesti d'affetto oltre al tenersi per mano: le carezze, gli abbracci, le coccole... Il corpo entra molto di più in relazione tra donne che tra uomini.

Consiglio la lettura di questo articolo per gli spunti di riflessione che suscita e per la commozione che lo accompagna. Inoltre è un modo per conoscere anche il fotografo che ha realizzato questo progetto.

Grazie ad Bariselli per l'articolo.

Sul gesto che gli uomini hanno disimparato

24/03/2026

Quando si lavora con adolescenti con disabilità intellettiva lieve e/o agitazione psicomotoria capita di sentirsi chiedere più volte "ma come faccio a smettere di pensare a...?" o anche "ma perché quando mi arrabbio non riesco a non dire parolacce e bestemmie?".

La regolazione emotiva e il controllo dei pensieri è uno degli aspetti più complessi, anche per gli adulti, e comporta una lenta e prolungata maturazione fisiologica.

Se si parla di adolescenti questa complessità la vediamo costantemente: difficoltà a gestire le emozioni, facile attivazione e impulsività, e così come spesso appaiono distratti, nel caso della disabilità intellettiva (ma anche in altre condizioni tipo l'ADHD o l'autismo), tendenza all'iperfocus.
In altre parole, tendenza a focalizzare la propria attenzione su determinati pensieri fino ad andare in loop, perdendo la cognizione del tempo e avendo grande difficoltà a uscire da quella costante ruminazione.
Tutto ciò provoca stress e disagio, accentuando il malessere della persona.

Oggi abbiamo lavorato in studio sulla possibilità di rilassare il proprio corpo e controllare la rabbia e i pensieri ossessivi da cui non si riesce a uscire.
Lo abbiamo fatto attraverso un'attività di visualizzazione e rilassamento corporeo graduale (metodo di rilassamento di Jacobson).

Educare all'ascolto di sé è importante per conoscere le proprie emozioni e poterle regolare, così come spostare l'attenzione da un pensiero ossessivo.

Dopo l'esperienza mi ha chiesto di disegnare l'albero che gli avevo fatto visualizzare per continuare a rilassarsi, mentre mi raccontava le sensazioni provate.

Un approccio multisensoriale che, in particolare persone con DI, risulta essere fondamentale per agganciare l'esperienza ad un apprendimento.

Questa è solo una parte del percorso che stiamo facendo insieme.
Un piccolo ma importante passo verso il benessere.

Cosa succede quando perdiamo qualcosa?​Partendo dalle pagine di "P ha perso una storia", di Bianca Sangalli Moretti, edi...
20/01/2026

Cosa succede quando perdiamo qualcosa?

​Partendo dalle pagine di "P ha perso una storia", di Bianca Sangalli Moretti, edito da Edizioni Clichy, abbiamo attivato un laboratorio di scrittura per bambiniə e ragazzə.

Non si è trattato solo di cercare un oggetto smarrito, ma di intraprendere un viaggio dentro le proprie emozioni.

​🔍 Cosa abbiamo fatto?

Abbiamo raccontato di quella volta che un gioco, un calzino o un ricordo sembravano svaniti nel nulla.

• ​Dove hai cercato?
• ​Cosa hai trovato nel frattempo? (A volte, cercando il "vecchio", scopriamo tesori nuovi! Inoltre aiuta la memoria sequenziale - prima, dopo, durante)
• ​Come ti sei sentito?

​Per bambinə e ragazzə, soprattutto con disabilità intellettiva, questa attività è un potente esercizio di autoconsapevolezza e comunicazione. Aiuta a dare un nome alla frustrazione, a allenare la memoria sequenziale e a trasformare il senso di vuoto in una narrazione condivisa.

​Perdere qualcosa è umano, ma ritrovarsi insieme è meraviglioso.

Termino l'ultimo incontro del progetto formativo nelle biblioteche aretine sull' , aprendo anche a chi non ha partecipat...
18/01/2026

Termino l'ultimo incontro del progetto formativo nelle biblioteche aretine sull' , aprendo anche a chi non ha partecipato agli incontri precedenti.

Parleremo e sfoglieremo albi e libri per infanzia e adolescenza sulla sessualità, le emozioni, il corpo, l'amicizia, l'amore, il rispetto e tutto ciò che fa parte dell'educazione sessuale ed affettiva.

L'incontro è gratuito e sarà una bella occasione per confrontarci e farmi domande su questo tema.

Vi aspetto presso la biblioteca Le Fornaci di Terranuova Bracciolini giovedì 22/1/2026 dalle 17 alle 19.

Quando si coglie profondamente il senso del lavoro fatto insieme.Grazie ad Arkadia Onlus per questa testimonianza!      ...
16/01/2026

Quando si coglie profondamente il senso del lavoro fatto insieme.

Grazie ad Arkadia Onlus per questa testimonianza!

Siamo fatti per stare insiemeMolti pensano che le nostre motivazioni più profonde che ci spingono ad agire siano legate ...
16/01/2026

Siamo fatti per stare insieme

Molti pensano che le nostre motivazioni più profonde che ci spingono ad agire siano legate solo a istinti primordiali, ma il desiderio più grande dell'essere umano non è solo fisico: è il desiderio di rapporti stretti.

Fin da neonati, cerchiamo lo sguardo, il tocco e la compagnia. Non è solo sopravvivenza, è il "piacere intrinseco delle relazioni".

È questa connessione che:

• Ci permette di formare famiglie e comunità
• Apre la strada all'introspezione e alla consapevolezza.

Non siamo solo chimica o biologia. Siamo il risultato delle interazioni umane che abbiamo vissuto. Più sono ricche e reciproche, più diventa completa la nostra coscienza.

✨ E tu, quanto valore dai al "piacere di stare insieme" nella tua giornata?

📍 Segui anche il gruppo ,"Dottoressa Fulvia Tommasi consulente sessuale specializzata in sessuologia"

Il "miracolo" della comunicazione non è ricevere ciò che si vuole, ma il piacere di condividerlo.🧩 Il rischio della "Pov...
15/01/2026

Il "miracolo" della comunicazione non è ricevere ciò che si vuole, ma il piacere di condividerlo.

🧩 Il rischio della "Povertà Comunicativa" digitale: per costruire un mondo interiore serve un adulto che faccia da "promotore dell'interazione", qualcuno che partecipi ai giochi e aiuti il bambino a collegare il piacere della relazione alla capacità di comunicare.
I dispositivi digitali (smartphone e tablet), pur essendo interattivi in superficie, offrono una comunicazione "povera":

• Manca il "Ritorno": Lo schermo non è un "amico" con cui scambiare sentimenti; è un flusso unidirezionale che non può "partecipare ai segnali" del bambino.
• Sostituzione del Sé: Mentre il senso di sé si sviluppa imitando gesti, toni e sguardi delle persone amate, il dispositivo isola il bambino in un’attività passiva che spegne la creatività.

⚖️ Cosa dicono le linee guida internazionali?
Non è solo una questione educativa, ma di salute pubblica. Le principali agenzie mondiali sono chiarissime:

• OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): Per i bambini sotto i 2 anni, il tempo raccomandato davanti allo schermo è ZERO.
• SIP (Società Italiana di Pediatria): Gli schermi sotto i 2 anni interferiscono con lo sviluppo del linguaggio e le funzioni cerebrali legate all'attenzione. Ogni ora di schermo è un rischio per la salute mentale ed emotiva.

Gli esperti raccomandano di evitare i dispositivi come "babysitter" o per calmare i capricci, perché impediscono al bambino di imparare l'autoregolazione emotiva.

✨ Spegni lo schermo, accendi il legame
La chiave dello sviluppo non è un'app educativa, ma una "relazione stretta e affettuosa". È attraverso i tuoi occhi, il tuo tono di voce e i tuoi gesti che tuo figlio impara chi è e come funziona il mondo.

"Il piacere delle relazioni diventa piacere nel comunicare nell’ambito delle relazioni."

Proteggiamo il loro mondo interiore. Scegliamo la voce, non il video.

Indirizzo

Via Milano 112, San Giovanni Valdarno
Arezzo
52027

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 21:00

Telefono

+393930903506

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