06/11/2018
...L'istruttore mi domandò:
Ebbene? Ti senti sicuro?
Certamente!
Allora, al trotto!
E fece schioccare la frusta.
Il sauro si mise al trotto ed io cominciavo a sentirmi molto turbato. Ma non fiatavo e facevo tutto il possibile per rimanere in sella. L'istruttore m'incoraggiava: ma che bravo cavaliere! Ciò mi rendeva felice.
Poi l'istruttore cominciò a discorrere con un amico che gli si era avvicinato e smise per un attimo di sorvegliarmi. Io mi accorsi ad un tratto che scivolavo da un lato. Mi sforzai di raddrizzarmi, ma non vi riuscii. Pensavo di chiamare l'istruttore perchè fermasse il cavallo, ma ebbi vergogna e non lo feci. L'istruttore non si occupava più di me; il sauro continuava a trottare e io perdevo l'equilibrio sempre più. Lanciai uno sguardo implorante al maestro e dissi tra me: ora verrà in mio aiuto! Niente affatto: egli continuava a discorrere con il suo amico, e ripeteva, senza guardarmi: bravo bel cavaliere!.
Ormai ero completamente scivolato sul fianco della sella. Ma la vergogna mi impediva di gridare. Ancora una scossa: il sauro mi gettò a terra. Il cavallo si fermò subito, l'istruttore si voltò e non vide più nessuno sopra la sella.
Questa è buona! Il mio cavaliere è caduto! ...
Lev Tolstoj (1828-1901)