11/08/2026
In memoria di Sant'Anna di Stazzema, delle sue vittime innocenti e di tutte le persone cadute sotto la violenza fascista e nazista.
Il 12 agosto 1944 Sant'Anna di Stazzema fu trasformata in un luogo di morte. Circa 560 civili innocenti – donne, anziani e oltre 100 bambini – vennero massacrati dalle SS naziste, con la collaborazione di fascisti italiani che parteciparono alle operazioni, alla repressione e alla caccia agli abitanti.
Non fu un "incidente di guerra". Non fu una tragica fatalità.
Fu un crimine deliberato contro una popolazione inerme. Furono bruciate case, spezzate famiglie, cancellate intere generazioni. La più piccola delle vittime, Anna Pardini, aveva appena venti giorni di vita.
Ogni nome inciso nel sacrario ci ricorda che il fascismo non fu soltanto una dittatura: fu complicità con l'occupante nazista, violenza organizzata, persecuzione, annientamento della dignità umana.
Oggi ricordiamo Sant'Anna di Stazzema per non dimenticare chi furono i carnefici e chi furono le vittime. Per difendere la verità storica, i valori della Resistenza e della Costituzione e per dire con forza che il fascismo non può essere giustificato, minimizzato, dimenticato o, peggio ancora, revisionato.
Il fascismo non è solo una pagina del passato: continua a rappresentare un pericolo quando si smette di riconoscerne la violenza e di contrastarlo.
Oggi, nel mondo, ci sono ancora tante Sant'Anna: luoghi dove donne, uomini e bambini innocenti vengono colpiti dalla violenza delle guerre, dall'odio e dalla disumanità.
Ricordare quel massacro significa non voltarsi dall'altra parte davanti alle sofferenze di chi ancora oggi subisce persecuzioni e violenze. Significa difendere sempre la vita, la dignità delle persone e il valore della Pace.
La memoria di Sant'Anna di Stazzema ci chiede di non rimanere in silenzio. Perché ogni volta che un popolo viene colpito dall'odio e dalla sopraffazione, la nostra responsabilità è scegliere da che parte stare: dalla parte dell'umanità.