26/09/2026
“Orme d’ombra – Sicilia 2026” fa tappa all’Istituto “Enrico Fermi”: la scuola in cammino contro la violenza di genere
Un incontro di testimonianza, memoria e consapevolezza per parlare ai giovani di rispetto, relazioni e responsabilità. Il Fermi accoglie il progetto promosso da Artemixia APS ETS e guidato dall’artivista e formatrice Rosalba Castelli.
Nella mattinata di venerdì 25 settembre 2026, l’Istituto di Istruzione Superiore “Enrico Fermi” di Aragona ha accolto una tappa del progetto “Orme d’ombra – Sicilia 2026”, il cammino a piedi contro la violenza di genere promosso dall’associazione Artemixia APS ETS e guidato dall’artivista e formatrice Dott.ssa Rosalba Castelli.
L’incontro, svoltosi nell’aula polifunzionale dell’Istituto, ha coinvolto gli studenti del Fermi in una mattinata intensa, nella quale testimonianza, immagini e racconto hanno aperto uno spazio di dialogo su temi che riguardano da vicino le nuove generazioni: il rispetto, la cura, le relazioni e la responsabilità individuale e collettiva.
Ad accogliere Rosalba Castelli sono stati la Dirigente scolastica, Dott.ssa Elisa Enza Maria Casalicchio, il Sindaco di Aragona, Dott. Giuseppe Pendolino, il Vicesindaco di Joppolo Giancaxio, prof.ssa Carmelina Argento, insieme ai docenti e alla comunità scolastica dell’Istituto.
“Orme d’ombra” attraversa la Sicilia a piedi, alternando il cammino a incontri nelle scuole dedicati alle donne vittime di femminicidio. Un viaggio fatto non soltanto di chilometri, ma soprattutto di storie e di nomi, che di tappa in tappa vengono consegnati alle comunità incontrate lungo il percorso.
Nel corso della mattinata Rosalba Castelli ha dialogato direttamente con gli studenti, avvicinandosi ai ragazzi e coinvolgendoli in prima persona. Attraverso il racconto del cammino, le immagini e le testimonianze, l’artivista ha affrontato un tema complesso senza ridurlo ai fatti di cronaca, invitando piuttosto i giovani a riflettere sulle dinamiche che caratterizzano le relazioni e sul valore che possono assumere parole, comportamenti e scelte quotidiane.
Un incontro che ha trovato nella scuola un luogo privilegiato di confronto. Come sottolinea la Dirigente scolastica, Dott.ssa Elisa Enza Maria Casalicchio:
«Educare significa anche fornire ai nostri ragazzi gli strumenti per riconoscere e contrastare ogni forma di violenza, a partire dalla costruzione di relazioni fondate sul rispetto e sulla dignità della persona. Accogliere “Orme d’ombra” nella nostra scuola significa trasformare la memoria in responsabilità educativa e ricordare ai nostri studenti che ciascuno, attraverso le proprie parole, le proprie scelte e i propri comportamenti, può contribuire alla costruzione di una società più consapevole e più giusta.»
Particolarmente significativo è stato il momento dedicato alla memoria di Patrizia Russo. A conclusione dell’incontro, sulla panchina rossa presente all’interno dell’Istituto è stato legato un nastro recante il suo nome, affidandone simbolicamente il ricordo alla comunità scolastica.
I “nastri della memoria” che accompagnano il progetto custodiscono a loro volta una storia particolare: vengono infatti ricamati a mano da donne detenute, creando un legame tra memoria e riscatto sociale. Nel corso delle diverse tappe, ogni nastro diventa così un segno tangibile lasciato nei luoghi attraversati dal cammino.
La giornata vissuta al Fermi ha mostrato anche attraverso la partecipazione e l’attenzione degli studenti quanto la scuola possa essere uno spazio nel quale affrontare questioni complesse attraverso l’ascolto, il confronto e la conoscenza. Un’occasione per andare oltre la lezione tradizionale e avvicinare i giovani a una realtà che riguarda l’intera società.
La tappa aragonese di “Orme d’ombra – Sicilia 2026” si è conclusa lasciando nell’Istituto qualcosa di concreto e, insieme, profondamente simbolico: un nastro, un nome e una storia affidati ai giovani.
Perché ogni passo di questo cammino porta con sé una memoria. E ogni giovane che sceglie di ascoltarla contribuisce a non lasciarla nell'ombra.