07/06/2026
“The Bridge Between Us”
C’era un’aria speciale venerdì 5 giugno nella scuola dell’infanzia Quartiere Europa, dell’I.C. Anzio I. Una di quelle che senti già entrando nel cortile, quando i bambini escono emozionati e le famiglie si fermano a guardare, con un sorriso che sa di casa. La manifestazione di fine anno dedicata all’intercultura non è stata solo un evento: è stata un viaggio. Un viaggio vero, fatto di storie, profumi, ricordi e mani che lavorano insieme. Il progetto “The Bridge Between Us” ha preso forma lentamente, giorno dopo giorno, grazie alle mamme che hanno guidato i laboratori curricolari con una cura che sembrava un abbraccio. Le loro mani hanno intrecciato fili, colori, materiali, ma soprattutto relazioni. Hanno portato in classe un pezzo del loro mondo: un oggetto, una ricetta, un canto, un simbolo. E i bambini, con la loro naturalezza disarmante, hanno trasformato tutto in meraviglia. Durante la manifestazione, la scuola si è aperta come un grande atlante vivente. Ogni angolo del giardino era un Paese, ogni banco una finestra su un paesaggio lontano. C’erano spezie che profumavano d’Africa, tessuti e intrecci che raccontavano l’Europa dell’Est, disegni che parlavano del Marocco, piccoli manufatti che custodivano la memoria della Tunisia, lanterne che sussurravano storie di draghi cinesi. Ogni stand era una storia, ogni storia un ponte. I visitatori camminavano lentamente, quasi per non perdere nulla: un suono, un colore, una parola nella lingua del cuore. I bambini spiegavano con orgoglio ciò che avevano creato e negli occhi delle famiglie si leggeva la stessa emozione: quella di sentirsi parte di qualcosa di più grande, di più ricco, di più umano. Tutti hanno partecipato, anche le collaboratrici scolastiche. Alla fine della mattinata, mentre le voci si allontanavano, restava una certezza: l’intercultura non è un tema, è un modo di stare insieme. È la consapevolezza che le differenze non dividono, ma illuminano. È un ponte che non si costruisce una volta sola, ma che si attraversa ogni giorno, con passo leggero e cuore aperto.
E quel ponte, grazie a tutti, è diventato un po’ più solido.